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Tassa su cani e gatti: una bufala del web

Da Yellowflate @yellowflate

Tassa su cani e gatti: una bufala del web. La smentita dell'Agenzia dell'EntrataIl popolo del web è in rivolta, ma anche i cittadini non internautici sono altamente preoccupati, la crisi imporrà nuove tasse, e tra queste si è sparsa oramai la voce che il Governo dei Professori voglia imporre una nuovo strano e particolarissimo dazio, quello sugli animali domestici. Eh già cani e gatti potrebbero costarci cari!Sembra che l’idea sia  stata presa in considerazione: tra i beni di lusso anche i nostri cani e gatti!Probabilmente la tassa potrebbe estendersi persino a criceti, tartarughe o uccellini e perchè no anche al pesce rosso o all’acquario! Ma si saranno dimenticati dei pitoni o dei boa? Insomma una nuova ennesima tassa che punirà ovviamente tutti! Persino chi adotta un cucciolo da “strada”. Insomma meno male che ci si batte contro il randagismo e l’abbandono degli animali. Quale potrebbe essere il risultato di questa tassa? Il Governo probabilmente non si è ancora interrogato sul post imposizione!

Su Facebook, Twitter e altri social network impazza la protesta, portata avanti dai cittadini amanti degli animali e dalle associazioni di categoria che sono sul piede di guerra. L’Aidaa (Associazione italiana difesa animali e ambiente), ha diffuso una nota che parla di “una nuova stangata per i possessori di animali domestici, in particolare cani e gatti.

Per quel che riguarda la tassa sugli animali domestici, secondo l’Aidaa (Associazione italiana difesa animali e ambiente), “si parla di un incremento di uno/due punti percentuali sull’Iva per le prestazioni veterinarie, e per gli alimenti per animali, mentre l’iva potrebbe aumentare fino a tre punti per quanto riguarda gli accessori e i cosiddetti ‘beni di lusso’ per gli animali, vale a dire cappottini e accessori griffati”. E come se non bastasse esisterebbe anche una “ tassa comunale (o regionale) sul possesso dei cani che servirebbe a coprire le spese per le sterilizzazioni, visto che i fondi destinati dal governo alle regioni (circa 2 milioni di euro l’anno) potrebbero subire dei tagli cospicui per il prossimo triennio”.

Stamane però qualcuno sostiene si tratti di una bufala.

Infatti leggiamo che tutto nasce a seguito da un articolo del Corriere a firma di Danilo Mainardi, dove  Marco Melosi, presidente dell’Associazione nazionale medici veterinari, dichiara tra le sette categorie del nuovo redditometro sperimentale presentato all’Agenzia delle Entrate comparirebbero le spese veterinarie per gli animali una volta detti da compagnia e che oggi si preferisce chiamare d’ affezione”. La smentita arriverebbe direttamente dal  direttore dell’ Agenzia Dottor Attilio Beffera. Dunque nessuna tassa in previsione? Chi lo sa? Il nuovo balzello potrebbe essere il frutto di una sorta di psicosi sulle nuove tasse?

 


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