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The Building Style #2 – Millennium: Uomini Che Odiano Le Donne

Creato il 28 agosto 2014 da Cinemalovers

Ritorna la rubrica più didattica del blog di Pane, Amore E Cinema, quella – per intenderci – che unisce il dovere con il piacere. Come ben sapete a. sono una studentessa di architettura b. sono una grandissima curiosona, perciò mi piace sempre indagare su chi ha fatto questo o quell’altro, che sia un edificio, la musica di un film o qualunque altra cosa. In occasione del 52esimo compleanno del mio regista preferito, David Fincher, vi propongo il primissimo appuntamento con questa rubrica, aperta esattamente l’8 marzo 2013 sulla pagina, proprio con un suo film: Millennium. Spero che la troviate interessante, e se avete dei suggerimenti/commenti, non esitate: la sezione commenta è fatta apposta per quello! ;)

(P.S. – I collage che trovate in fondo, sono stati creati da me!) Buona lettura! :D

Villa Överby by John Robert Nilsson / Millennium: Uomini Che Odiano Le Donne

Villa Överby è stata progettata in cima ad una collina rocciosa sull’isola di Värmdö, nell’arcipelago di Stoccolma; l’architetto che ne ha curato la realizzazione creativa è John Robert Nilsson, un architetto svedese.
Si tratta di un edificio con un basamento in pietra calcarea ricoperto da cemento, che crea una superficie continua tra l’interno e l’esterno della casa. La facciata esterna è ricoperta da metallo nero, interrotto da facciate vetrate che affacciano sul mare. Il basamento si estende culminando in una terrazza con una piscina interrata.
La filosofia alla base di questa architettura è poter creare uno spazio architettonico dalla forma pulita e concentrata, ponendosi in contrasto con il movimento del contesto: la natura.

Questa casa dal tono ultra moderno, ma allo stesso tempo minimalistico, è stata protagonista nel film “Millennium: Uomini Che Odiano Le Donne” (David Fincher, 2011). Si tratta della dimora di Martin Vanger interpretato da Stellan Skarsgard.
Quella che a prima vista sembra essere un’impeccabile e perfetta presentazione, nel film in realtà funge da copertura alla depravazione del suo proprietario; a proposito della casa Skarsgard ha dichiarato che la casa gli suggeriva “qualcosa di minaccioso e freddo” e che ha sempre avuto l’impressione che ci fosse troppa pulizia intorno a lui, ma ciò in fondo si abbinava perfettamente con il suo personaggio.
Dal momento in cui la casa venne completata (per una committenza privata, ndr) acquistò subito una notevole immagine e fama. Il vero proprietario la usava come seconda casa, e quando i collaboratori svedesi dei produttori del film di Fincher chiesero il permesso di utilizzarla come location, il proprietario, sebbene fosse già stata usata come location per un servizio fotografico, non ne fu molto contento (motivazione principale: i set implicano un impiego di numerose persone, il che porta poi ad un grande numero di pulizie alla fine del processo). Alla fine, si concluse il tutto con una negoziazione, favorevole per ambo le parti.

LA CANTINA
La cantina che si vede nel film, in realtà non è stata progettata dallo studio di Nilsson, e non si raggiunge nemmeno come viene mostrato nella pellicola.
Si trova sotto la terrazza ed è raggiungibile tramite un accesso esterno (e non con una scala interna all’edificio).
Quando venne chiesto all’architetto che cosa ne pensava della realizzazione della cantina nel film affermò: “Mettiamola così: non mi convince. Per come la vedo, è stata progettata come se fosse stata realizzata prima del piano terra, e non è stata disegnata in armonia con il resto. In un certo senso è troppo spoglia e pragmatica, con solo gli impianti elettrici in vista. Ne sono sicuro, l’avrei disegnata in maniera molto diversa per la storia.

Nilsson, inoltre, ha dichiarato che lo studio, progettando Villa Överby, l’aveva pensata come uno spazio aperto e connesso con la natura (anche grazie alle vetrate a tutt’altezza) e non come un luogo freddo, angusto e claustrofobico, come invece viene rappresentato nel film, sposandosi perfettamente con il personaggio di Martin Vanger.

©Pane, Amore E Cinema.
©Pane, Amore E Cinema.

 Giulia

 


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