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The Dinner di Oren Moverman: la recensione

Creato il 17 maggio 2017 da Ussy77 @xunpugnodifilm

The Dinner di Oren Moverman: la recensioneDivagazioni a tavola

Terzo adattamento del romanzo di Herman Koch, The Dinner dovrebbe essere un kammerspiel, che s’interroga sulla morale di due famiglie borghesi e sulla loro reazione nei confronti di un fatto gravissimo. Invece il film diretto da Oren Moverman divaga a più riprese, allunga il brodo e si discosta dall’argomento focale dell’intera pellicola.

Stan e Paul s’incontrano a cena con le rispettive mogli per discutere su un grave crimine commesso dai figli. L’argomento è importante perché, oltre al futuro dei ragazzi, c’è in ballo la campagna elettorale del politico Stan.

Ci si aspettava una “portata” concisa e controllata, una regia che esaltasse gli attori, invece Moverman preferisce giocare con i flashback e rendere pesantemente reiterato l’intero andamento della vicenda. Difatti, seppur l’argomento analizzato sia un fatto gravissimo (l’uccisione di una homeless in un bancomat) e difficilmente eludibile, si ha la netta sensazione che il regista preferisca allungare la narrazione e infarcire il proprio prodotto di rimandi al passato per spiegare il rapporto tormentato tra i due fratelli seduti al tavolo. Una scelta che si rileva fallace perché lo spettatore si ritrova a soppesare per l’intera durata gesti e avvenimenti, follia (mentale) e razionalità (politica), come se arrivare ai differenti punti di vista dei coniugi o allo stupore di ogni componente della famiglia fosse un peccato mortale, che va affrontato collateralmente oppure con la dovuta tranquillità.

The Dinner sbanda terribilmente, si chiude dentro a un ristorante e mette in evidenza un gioco di attori, in cui ognuno ha il suo necessario spazio e si sente a proprio agio con il personaggio da interpretare. Eppure sono le divagazioni sul tema (morale) a non permettere al film di decollare, di parlare schiettamente dell’educazione dei figli, della necessità di farsi scudo davanti a qualsiasi avversità o ostacolo.

Ed è per questo motivo che la materia di scontro tra le due famiglie passa attraverso incomprensioni, nervi tesi e strappi impossibili da ricucire, sublimando lo scontro grazie alla Storia (la battaglia di Gettysburg, il principio della fine) che restituisce l’esatto quadro delle due “fazioni” contrapposte. Insomma si ha a che fare con una pellicola che dovrebbe affrontare un tema, ma che finisce per parlare d’altro e che utilizza l’irriverente Paul per mettere in ridicolo l’alta borghesia, la sua retorica e i suoi eccessi.

The Dinner non cerca di pesare la morale di un gesto esecrabile; certamente ne mostra le “motivazioni” e le conseguenze, ma ciò che non riesce a restituire è una riflessione concisa e credibile perché troppo interessato a esibire un gioco delle parti reiterato, che fatica oltremodo a raggiungere il centro della questione.

Leggi l’articolo anche su Persinsala

Uscita al cinema: 18 maggio 2017

Voto: **

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