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The Wolf of Wall Street

Creato il 23 gennaio 2014 da Taxi Drivers @TaxiDriversRoma

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Anno: 2013

Distribuzione: 01 Distribution

Durata: 180′

Genere: Biografico, Commedia, Drammatico

Nazionalità: USA

Regia: Martin Scorsese

Data di uscita: 23 Gennaio 2014

Alla tenera età di settantuno anni, dopo quasi mezzo secolo passato dietro la macchina da presa a regalarci un capolavoro dietro l’altro, Martin Scorsese possiede ancora una voglia di fare cinema fuori dal comune che gli permette di continuare a stupirci e spiazzarci come solo pochi cineasti sono in grado di fare. E così, dopo essersi cimentato con la stereoscopia in Hugo Cabret, dove per la prima volta nella sua vasta filmografia si rivolgeva anche al pubblico dei più giovani, con The Wolf of Wall Street il regista italo-americano cambia nuovamente rotta realizzando una commedia – seppur spietata e nerissima – dal ritmo frenetico e indiavolato.

Tratto dall’omonima autobiografia di Jordan Belfort, il film ripercorre la sua rapida e inarrestabile ascesa come broker negli Stati Uniti a cavallo tra gli anni ’80 e ’90  dove venne ribattezzato come “il lupo di Wall Street” all’apice della sua carriera da squalo vorace dell’alta finanza. Una vita fatta di eccessi, volta a inseguire e soddisfare ogni possibile vizio immaginabile, segnata da una totale dipendenza da farmaci, droghe, lusso sfrenato e belle donne. Dopo aver fondato, insieme all’inseparabile amico Donnie Azoff, l’agenzia di brokeraggio Stratton Oakmont ed essere diventato in pochi anni uno degli uomini più ricchi di tutta Wall Street per Jordan Belfort iniziano i guai a causa della sua totale mancanza di controllo e della sfrenata cupidigia che lo spingono a frodi finanziarie sempre più macroscopiche e avventate. Incurante delle possibili conseguenze finisce sotto la lente investigativa dell’FBI che pone fine al suo impero finanziario fatto di truffe, speculazioni e raggiri.

Nella sua più che ventennale carriera cinematografica non si era mai visto prima un Leonardo DiCaprio così istrionico e così dannatamente sopra le righe come appare nei panni (eleganti e firmati) di Jordan Belfort. Il nuovo attore feticcio di Martin Scorsese, che lo ha voluto come protagonista in ben cinque film degli ultimi sei che ha girato, supera nuovamente se stesso dando vita ad una interpretazione totale, estrema e a tutto tondo. A tratti si ha come l’impressione di rivedere sullo schermo un giovane Jack Nicholson con tanto di smorfie, ghigni e occhi fiammeggianti. Tra l’altro in molti si ricorderanno che i due attori giusto qualche anno fa hanno recitato insieme in The Departed, diretti proprio dallo zio Marty.

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Interprete di razza, perfettamente a suo agio sia in ruoli brillanti che drammatici, DiCaprio continua a crescere di film in film, scegliendo d’impersonare personaggi scomodi e difficili, spesso al limite come nel caso del broker Jordan Belfort per cui ha ricevuto una sacrosanta nomination all’Oscar, la quarta della sua carriera a cui manca ancora di ricevere l’ambita statuetta non essendo mai stato particolarmente amato dall’Academy. In The Wolf of Wall Street DiCaprio ha trovato una perfetta spalla comica in Jonah Hill e l’incredibile alchimia venutasi a creare tra i due attori è ben visibile in numerose sequenze del film che risultano a dir poco travolgenti ed esplosive (basti citare in proposito la scena del telefono coi due amici strafatti). Ricorrendo a un’equazione matematica si potrebbe dire che Leonardo DiCaprio sta a Jonah Hill come Robert De Niro stava a Joe Pesci in pellicole come Goodfellas o Casino che non a caso hanno anche diversi altri elementi in comune con The Wolf of Wall Street, sebbene quest’ultimo non ne possieda la stessa furia e il medesimo carico di violenza.

In questo suo ultimo lavoro il cineasta italo-americano stempera i toni affrontando la vicenda narrata in modo lieve e brillante. La componente tragica, che fa capolino fino ad essere sfiorata nella seconda parte, tipica di buona parte della filmografia scorsesiana lascia il posto alla commedia e a toni più scanzonati. Sicuramente non si è mai riso così tanto in un suo film come avviene appunto in The Wolf of Wall Street. Merito anche della mirabolante sceneggiatura firmata da Terence Winter, il creatore della notevole serie Boardwalk Empire targata HBO e prodotta da Scorsese che ne ha girato il pilot, infarcita di scene piene di dialoghi scoppiettanti, ironici e brillanti.  Il cineasta newyorkese non sembra prendersi troppo sul serio rispetto al passato, lo scavo psicologico lascia il posto al piacere della messa in scena dove emerge tutta la sua abilità registica nel riuscire ad imprimere alla sua creatura un ritmo folle, elevato e scorrevolissimo nonostante la considerevole durata pari a tre ore. A riguardo è d’obbligo un plauso all’eccellente e pauroso lavoro di montaggio realizzato come sempre dalla fidata e sodale Thelma Schoonmaker.

Il cambio totale di registro ha giovato non poco a Scorsese, sebbene il film rispetti lo schema già visto in diversi altri suoi lavori con tanto di ascesa, caduta e redenzione che qui a dire il vero è solo accennata, fornendogli nuova linfa vitale e nuovi stimoli creativi.

Frenetico e frastornante, costellato di situazioni al limite con tanto di droghe e donne nude in primissimo piano, The Wolf of Wall Street con il suo linguaggio altamente esplicito trova nell’eccesso e nel paradosso la sua cifra stilistica. Un film pazzesco e incredibile dove tutto funziona a dovere, lanciato ad altissima velocità, uno dei migliori e più compiuti tra quelli realizzati da Scorsese negli ultimi tre lustri.

Boris Schumacher


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