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Trapani, celebrate "nozze" gay tra due donne tedesche nel tempio dei valdesi. Ed è subito polemica

Da Matteonicolabottino
Leggo con piacevole stupore tra le pagine di Palermo di Repubblica.it che a Trapani, nel tempio Valdese, sono state celebrate le "nozze" gay (in realtà il termine è improprio e dopo capirete perché) tra due cittadine tedesche, legate in patria da un'Unione Civile:
TRAPANI - Una chiesa cristiana ha benedetto a Trapani le prime "nozze" gay tra due lesbiche in Italia. Una benedizione giunta sulla scorta del principio, etico e religioso, che "Dio vuole l'amore, non lo giudica". Così lo scorso sette aprile l'unione di due donne è stata benedetta, nel tempio Valdese di Trapani, da Alessandro Esposito, pastore della Chiesa valdese di Trapani e Marsala, che ha concelebrato il rito insieme ad altri due pastori, entrambe donne, delle chiese luterana e mennonita. La notizia è rimasta nel massimo riserbo per un paio di mesi, ma poi ha cominciato a trapelare, fino a diventare di dominio pubblico nella comunità protestante trapanese. Le spose, di nazionalità tedesca, sono giunte a Trapani in pullman con un nutrito seguito di amici e parenti. C. H. e B. K. (la coppia ha reso note solo le iniziali) hanno fatto ingresso lungo la navata della piccola Chiesa, sobriamente addobbata con fiori bianchi e rossi.
Concelebrazione in italiano e tedesco, e a tratti anche in inglese, con i presenti attenti a intonare gli inni i cui testi sono stati videoproiettati in entrambe le lingue sullo schermo dietro al pulpito. Un ecumenismo linguistico che ha riflettuto pienamente quello religioso e, più laicamente, quello spirito di apertura e accoglienza che le spose desideravano percepire intorno a loro in questo importante momento della loro vita. Niente veli, né richiami stilistici legati al classico "matrimonio": tailleur di seta grigio scuro per una, abito nero elegante a fiori rossi per l'altra. Accanto a loro, un trio formato da flauto, violino e violoncello, composto da amiche delle spose, che ha punteggiato la celebrazione di interventi musicali. Gli ospiti, circa duecento, variamente ed elegantemente abbigliati per l'occasione; una grande occasione, come è normale che sia tra due persone che si apprestano a pronunciare l'impegno di vivere insieme per tutta la vita.
L'unione tra le due donne aveva già avuto la sua validazione in Germania attraverso la stipula di una "unione civile": la Germania infatti garantisce molti diritti alle coppie omosessuali, come quello di potersi registrare in Comune come "coppia" e quello all'eredità del partner. La benedizione è stata accolta gioiosamente dalla comunità di Trapani, nell'ambito della quale il pastore Esposito è impegnato in un'esperienza con il gruppo "Arcobaleno", nel quale uomini e donne si confrontano sui temi dell'omoaffettività. "Un concetto - spiega lo stesso pastore Esposito - ben più ampio ed appropriato di omosessualità e che abbiamo sintetizzato con l'espressione "Dio vuole l'amore, non lo giudica"
di LAURA SPANO'
Purtroppo la felicità per questa notizia, come sempre, è stata sovrastata dal brusio delle polemiche interne alla comunità valdese italiana, di cui fa parte anche un senatore del PDL, ancora divisa sulla possibilità di celebrare matrimoni tra persone dello stesso sesso:
"Nella chiesa valdese di Trapani è stata invocata la benedizione su due donne evangeliche tedesche, anche se non appartenenti alla chiesa valdese, il cui legame affettivo era stato già validato in Germania con la stipula di una unione civile. Pertanto non si è celebrato alcun matrimonio ma si è pregato con convinzione e affetto per due persone che si impegnavano a vivere insieme la loro vita". E' quanto ha precisato la pastora Maria Bonafede, moderatrice della Tavola valdese in merito alla notizia sulla benedizione di una coppia gay da parte del pastore valdese di Trapani.
Bonafede spiega in una nota che "l'ordinamento della Chiesa valdese non contempla la celebrazione di matrimoni di persone dello stesso sesso, né la chiesa ha mai assunto una posizione sul tema del matrimonio tra persone dello stesso sesso. Nelle nostre chiese però  -  aggiunge  -  si è cominciato a dibattere della possibilità di testimoniare anche a livello liturgico dell'accoglienza e del riconoscimento di unioni di vita di persone dello stesso sesso".
Ma Alessandro Esposito, pastore della comunità valdese di Trapani, offre un'altra versione dei fatti a proposito della cerimonia: "Ho provveduto ad informare tanto il mio consiglio di chiesa, al quale rispondo per tutto ciò che attiene alla mia attività pastorale, quanto la Tavola Valdese, per così dire il nostro "esecutivo" a livello nazionale, che hanno espresso congiuntamente il loro consenso".
Considerato che il matrimonio tra le due donne tedesche non può avere valore civile, Esposito precisa: "Se un'unione non è sancita dalle leggi dello Stato, la chiesa valdese può celebrare, come di fatto è avvenuto, soltanto una benedizione, la quale ha valore sotto il profilo ecclesiastico e, ritengo, civico, ma non possiede effetti civili. Certamente, anche sotto l'aspetto simbolico, credo che la scelta operata dalla nostra comunità sia eloquente e va, senza dubbio, nella direzione del pieno riconoscimento dei diritti civili per le coppie omosessuali, che auspichiamo e chiediamo".
Al pastore risponde Lucio Malan, segretario di presidenza del Senato, tessera del Pdl in tasca e appartenente alla chiesa valdese. "Come membro di chiesa valdese - ha dichiarato il senatore -, sento l'obbligo di precisare che ciò che è avvenuto presso la Chiesa Valdese di Trapani e Marsala, con la celebrazione di una benedizione per una coppia omosessuale, è un atto dei componenti del consiglio di chiesa e del pastore locale, apertamente contrario all'ordinamento valdese, nel contenuto e nel modo in cui è stato deciso". "L'episodio non è riferibile all'Unione delle Chiese Valdesi e Metodiste, e neppure ai valdesi in generale - ha continuato Malan -, che fin dai tempi più antichi hanno un ordinamento fortemente democratico, né autoritario né anarchico, che non consente pertanto iniziative arbitrarie né ai suoi massimi responsabili né a membri di organi locali. Solo il Sinodo - aggiunge - con decisione conforme delle due sessioni, europea e sudamericana, potrebbe, in via teorica, introdurre innovazioni del genere in quanto 'massima autorità umana della Chiesa in materia dottrinaria, legislativa, giurisdizionale e di governo', comunque non sovrana, perché soggetta alle norme fondanti della confederazione fra le chiese".
"Sulle questioni dottrinarie - spiega Malan - non sono consentite iniziative locali, come sancisce il Patto dell'Unione del 1561. Questa benedizione resta perciò solo l'iniziativa di singoli. Sarebbe come se un sindaco celebrasse nozze gay, basandosi su una delibera della sua giunta: sarebbe un atto privo di qualsiasi validità che impegnerebbe solo i diretti responsabili". "Del resto la legge consente ai pastori valdesi - continua - di celebrare matrimoni con validità civile e dunque devono rispettare tutte le norme della legge italiana. Nel 2007 il Sinodo, nella sola sessione europea, ha anche approvato un documento che raccomanda l'accoglienza degli omosessuali nelle comunità, accoglienza che va riservata a tutti secondo l'insegnamento evangelico. Ma celebrare benedizioni alle coppie omosessuali è cosa che va ben al di là dell'accoglienza".
 Fonte:Gay.it
Sono sempre più rassegnato al fatto che nel nostro Paese ci sarà sempre qualche bigotto omofobo incapace di essere felice per l'unione di una coppia gay e quindi pronto a rovinare questo momento di gioia con il suo blaterare fastidioso...e pensare che ogni anno devolvo il mio 8 per mille proprio alla Chiesa Valdese....

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