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Trieste e i pavesini

Creato il 06 luglio 2011 da Carosella
Trieste e i pavesiniLe città italiane pullulano di stereotipi umani. Le città di provincia ne sono straripanti. Rispetto alla città media del triveneto, Trieste si stacca, almeno in parte, dalla serie di: piazzetta del centro, struscio del sabato pomeriggio, file di donne impellicciate d'inverno ( vedi post: treviso ) e suv parcheggiati sul marciapiede davanti ai negozi di griffe. Di perchè ce n'è tanti, sarà che è una ex città grande che si rimpicciolisce (non un paesotto ingrandito a suon di fabbrichette), sarà che il triestino medio è molto sportivo e si alterna tra mare e mountain bike, vela e maratonine, sarà che zigomi alti e gambe lunghe sono la virtù delle belle mule, cresciute senza grandi artifizi cosmetici, così spontanemente, con sangue slavo e mediterraneo mescolato, con infradito e poche meches. Sarà questo o quello, ma molte volte ho pensato alla bella Trieste come una città un po' esente da uniformi e standard sociali identici a tutte le consorelle del nord est.
O meglio questo lo credevo io, frequentando abitualmente ambienti dei più disparati, e persone tra le più veraci e vere. Così, tra vecchie trattorie (ma vecchie vecchie, intendo), mangiando calamari fritti accanto a ottantenni sempre stati lì,  tra bar liberamente promiscui sessualmente (dove si corteggiano innamorati dello stesso sesso e nessuno degna loro di un'occhiata in più),  o osmize "domace" (vedi nota) spalmate al sole, dove il vino è quello che è, e non ha mai visto un'etichetta su una bottiglia, di stereotipi sociali non ne vedi un granchè. Soprattutto se cambi, giri, se ti piacciono le persone e cose e ambienti semplici e veri.
Ma non è così.
In questa estate mi è presa una verve un po più sociale/bene, non so perchè, non esco senza tacchi, frequento quotidianamente gli ambienti un po da fighetti, uso pure la cabrio senza capotte, insomma, mi sono affacciata al famigerato mondo della provincia con denaro (effettivo o supposto tale).
Sorpresa!
in un mese ho conosciuto tantissima gente che non avevo mai individuato, ho iniziato a riconoscerla impercettibilmente all'inizio, poi sempre più chiaramente. Le chiacchere dei caffè del centro, sempre delle stesse persone, eleganti quel giusto e con la piega ai capelli, o peggio, con la non-piega (della serie: abito proprio qui sull'attico pedonale, sono scesa solo un attimo, ho ancora una matita che mi tiene su i capelli). Eccoli lì, li vedo nei baretti dell'aperitivo dalle 5 in poi, visi abbronzatissimi, camice chiare di buon cotone per gli uomini, attillate  i magri, fuori dai pantaloni con nonchalanche caprese per quelli più abbondanti. Look molto sportivo per le signore bene, che non lavorano davvero per mantenersi, se sposate, ma stanno taaaanto dietro ai bimbi ( tutti biondiiii??) e... guardano, uh, se guardano. Guardano le altre passare, guardano gli uomini delle altre (da dietro gli occhialoni fascianti), guardano quali sono i culi delle altre che sono osservati dagli uomini delle altre. Tutto un guardare. E un sorridere un po' solido, che non trapeli un male alla schiena, un marito distratto, una moglie che non ti guarda più, una banca che ti corre dietro.
Tutti splendidi, i "pavesini". Si li chiamo così, in onore dei biscottini tutti ordinatamente in fila nei pacchetti trasparenti. Uno uguale all'altro, tutti in esposizione.
Vite apparentemente un po' annoiate e con un percorso già un po scritto nel domani.
Io mi auguro che un pavesino più audace degli altri, un giorno improvvisamente rompa il pvc del pacchetto, e con un'espolosione di originalità, non compri una bicicletta fighetta, un occhiale solo Rayban, vada serenamente a comprare da H&M, mangi pane e pomodoro, sia un po più... vero!
Lo prenderemo, noi persone semplici che si macchiano la camicia e non danno così tanta importanza all'apparenza, ne' ai chili in più, e potremo parlare di tutto, davanti a un vino anche se nei bicchieri spessi, di amore, di dolore, di figure di merda e di vita finta che ci sta stretta.
nota:"domàcio" è l'adattamento dello slovenodomaci"domestico, casalingo, nostrale".

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