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Trova l'intruso

Da Frogproduction
Premessa: ultimamente sto vedendo spesso dei film documentari, cercherò di segnalarne il più possibile.
Nel link seguente diverse tracce da seguire: http://www.leparoleelecose.it/?p=2369
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TROPPO BELLI – ITA 2005, 97’. Regia di Ugo Fabrizio Giordani.
Perché ho visto questo film? Perché figurava alla voce “genere sperimentale” nel grande archivio mymovies. È brutto? Sì, è brutto. Lo dobbiamo vedere? No, non credo. Perché ne parli? Per prendere tempo, fare il simpatico, far vedere che anche da un film brutto il fine recensore trae l’espressione filmica più autentica, il fotogramma salvifico che gli spiriti retti stavano aspettando. Ci siete ancora? Comunque, Costantino e Daniele sono due gran bonazzi ed è giusto che anche le ragazzine degli “anni zero” abbiano quello che generazioni di maschietti hanno avuto dal cinema trash ( per quanto fuori tempo massimo data l’enorme disponibilità che offre la rete ); docce comprese, pure evidentemente più caste. Per esempio per vedere Corona nudo bisogna rivolgersi a Videocrazy di Eric Gandini. Fra quattro o cinque sorrisi strappati uno è stato per una scena carina: alla notizia della frattura fra Costantino e Daniele, due ragazzine provano a darsele di santa ragione, manco stessero parteggiando per Michelino Bakunin e Carletto Marx. Curiosità: c’è Ernesto Mahieux, inquietante tassidermista ne L’imbalsamatore di Matteo Garrone. Che altro? Basta così.
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SILVIO FOREVER – ITA 2011, 80’. Regia di Roberto Faenza, Filippo Macelloni.
Che strano. Ho 26 anni e ho visto nascere il fenomeno Berlusconi politico, ne parlo addirittura in Internet. Riguardare i vecchi spezzoni di interviste, comizi e apparizioni varie, assistere poi al racconto di questo simpaticone capace di arrivare al fianco di altri uomini di potere. Il fascino che possono avere certi ruoli tutto sommato è scontato, qualcuno nelle società deve pur avere potere, per cui diventa straordinario. Il documentario è godibile, alle volte si sorride, altre vengono i brividi, non c’è bisogno di ripetersi le malefatte del Nostro, e comunque in questo paese abbiamo avuto vent’anni di Mussolini, abbiamo avuto Andreotti e Craxi, più o meno vent’anni di Berlusconi. Se conoscessimo meglio altri paesi non credo cambierebbe molto. Nel frattempo i diritti civili sono stati conquistati a forza di lotte e sacrifici da altri, e quando si ha la possibilità di conoscere le loro storie, ad esempio leggendo Donne Guerra Politica, esperienze e memorie della resistenza ( seguendo il link c’è il pdf dell’intero libro ), si avverte molto di più il legame umano che cerchiamo per conoscere il mondo. Di Berlusconi non me ne frega niente, non mi interessa la sua vita, i suoi soldi e tutto il resto; rimango a disposizione ( nei limiti delle mie possibilità e fragilità ) per dare una mano a vivere meglio.
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ALISYA NEL PAESE DELLE MERAVIGLIE – 2009, 38’. Regia di Simone Amendola.
Una scheda e il trailer. Raitre lo ha trasmesso da poco, ma dovrebbe trasmettere questi documentari a rotazione, non una volta sola. Si va nella provincia romana, cullati da un pianoforte per niente rassicurante, che solo raramente si concede delle aperture che paiono ricordare il Jarrett di Caro Diario. Persone di diversa provenienza raccontano frammenti di convivenza a Cinquina, manco fosse Spinaceto, dove non c’è niente da fare. Una coppia con una bambina nata da poco finalmente con la casetta e la voglia di fare le cose per bene. Toccante.

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