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Trovare casa a Parigi

Creato il 15 febbraio 2011 da Italianiaparigi
Trovare casa a Parigi

I tetti di Parigi

Gli italiani residenti a Parigi che non hanno mai abitato in una chambre de bonne alzino la mano.
Effettivamente questa modesta sistemazione rappresenta la prima forma d’alloggio per la maggior parte degli stranieri che decidono di stabilirsi a Parigi.
Si tratta di stanzette, apparse per la prima volta a Parigi intorno al 1830, che venivano utilizzate per ospitare la servitù che lavorava nelle ricche case adiacenti.
Solitamente situate sotto i tetti e accessibili dalle scale di servizio queste insalubri camerette ospitavano i domestici reclutati per occuparsi delle faccende di casa (il termine “bonne” deriva da “bonne à tout faire” ovvero “in grado di far tutto”).
Questi spazi ristretti risultavano essere angusti e dotati di un confort abbastanza discutibile; spesso il bagno era situato sul pianerottolo ed era condiviso con gli altri abitanti del piano.
Le precarie condizioni di vita che si conducevano in queste chambre de bonne furono denunciate già nel XIX secolo dal professore Paul Brouardel dell’Accademia dei medici che accusò pubblicamente la mancanza delle condizioni igieniche basilari.Bisogna ammettere che dal 1830 a oggi le cose non sono molto cambiate.
Ad abitare in queste sistemazioni fatiscenti non sono più “les bonnes” ma gli schiavi moderni, ovvero studenti squattrinati e lavoratori sottopagati che non hanno altra scelta.
Naturalmente negli annunci questi squallide topaie vengono presentate come degli splendidi monolocali dotati di infiniti angoli ( angolo cucina, angolo doccia, angolo scrivania….) e di ingegnose soluzioni salvaspazio (divani-letto, ripostigli improvvisati, tavoli e sedie pieghevoli ecc. ecc.).
Rassegnatevi, dunque, all’idea di dover abitare per i primi mesi della vostra avventura parigina in un’ angusta stanzetta priva di luce situata al sesto piano, senza ascensore, di un bellissimo edificio haussmaniano.
Ricordo ancora la “chambre de bonne” nella quale ho abitato nel 2003 quando ero appena arrivato a Parigi: 15 metri quadrati che ospitavano un letto, una doccetta, un tavolo, una sedia e un armadio (il bagno era in comune con gli sconosciuti del pianerottolo).
Non avevo neppure la televisione ma soltanto una radiolina che mi teneva compagnia e che mi ha aiutato molto a migliorare il mio francese.
Fortunatamente abitavo vicino lo Champ de Mars e potevo praticare molto sport e attività fisica all’aria aperta per scappare da quella cella inospitale.

Dopo aver individuato una zona di Parigi che preferite più di un’altra e avete identificato i limiti del vostro budget, siete pronti per iniziare a consultare gli annunci.
Uno strumento essenziale per la ricerca di una casa a Parigi sono gli annunci sulle riviste specializzate.
Una delle riviste più conosciute per la ricerca di appartamenti è PAP (“particulier à particulier” ovvero da “privato a privato”) che offre il vantaggio di proporre esclusivamente annunci di privati.
Il vantaggio è, quindi, che non ci saranno costi aggiuntivi legati a un’eventuale agenzia mentre lo svantaggio è che i beni proposti non sono garantiti da nessuno…così accade spesso che splendidi monolocali si rivelino orrende topaie.
La rivista viene distribuita nelle edicole ogni giovedì e contiene più di 5000 annunci settimanali.
Naturalmente dovete munirvi rapidamente della preziosa copia di PAP e cominciare a chiamare rapidamente gli annunci che vi interessano: la richiesta d’appartamenti è altissima a Parigi e ogni singolo momento d’esitazione potrebbe rivelarsi decisivo.
PAP è anche consultabile online.

Personalmente ho trovato le mie prime sistemazioni a Parigi tramite il Fusac.
Si tratta di una rivista destinata agli anglofoni di Parigi che propone una sezione di annunci di case in affitto, servizi e numerose opportunità professionali.
E’ possibile consultare gli annunci online anche se la versione cartacea (distribuita gratuitamente in numerosi pub della capitale) contiene molti più annunci.
La gente che pubblica annunci sul Fusac è prevalentemente straniera o si tratta di francesi che hanno l’abitudine del contatto con gli stranieri: cio’ facilita enormemente le cose.
Il mio consiglio è, dunque, quello di concentrarvi su questi annunci.
Bisogna chiamare rapidamente, subito dopo l’uscita del Fusac…gli annunci sono attesissimi….
Anche i principali quotidiani come Le Figaro e Liberation dispongono di una sezione dedicata agli annunci immobiliari che spesso presentano annunci filtrati da agenzie.

Un ottimo strumento di ricerca resta indiscutibilmente Internet che offre svariati siti specializzati.
Eccovi i principali:

SE LOGER
A VENDRE A LOUER

Il miglior metodo per trovare casa a Parigi resta comunque il passaparola: parlatene a colleghi, amici e conoscenze che mobiliteranno la propria rete di contatti aprendovi nuove possibilità.

Dopo aver capito dove cercare gli annunci, vediamo adesso come decifrarli.
A prima vista un annuncio di una rivista immobiliare può sembrare un indovinello in sanscrito o uno geroglifico egiziano di difficile comprensione.
Dovrete imparare a barcamenarvi nell’universo delle abbreviazioni francesi legate al campo semantico dell’immobiliare.
Eccovi le principali:

AL = à louer
appt= appartement
asc. = ascenseur
b. ét. = bon état
ch. = chambre
disp. = disponible
dup. = duplex (appartamento su due piani)
exc. = excellent
gd = grand
impec. = impeccable
sdb = salle de bains
sdd = salle de douche
TTC = toutes taxes comprises
vis. Rdv = visites sur rendez-vous

Un ottimo periodo per trovare casa nella ville lumière sono i mesi da maggio a luglio mentre si sconsigliano settembre e ottobre che registrano il ritorno degli studenti in città.
Se avete individuato un appartamento che soddisfa le vostre aspettative, considerate anche il quartiere poiché sarà il contesto che accompagnerà le vostre giornate. Visitate la zona di giorno e di notte in modo da farvi un’idea di quello che vi aspetterà.

Il momento cruciale della vostra ricerca d’appartamento sono naturalmente le visite che spesso si traducono in estenuanti attese con file kilometriche di candidati pronti a darsi battaglia.
Munitevi, dunque, di tanta pazienza e portate sempre con voi il famigerato “dossier” ovvero un insieme di documenti che vi saranno richiesti per presentare la vostra candidatura a un determinato appartamento.
Il “dossier” d’affitto è formato da numerosi documenti che il padrone di casa richiede per verificare la vostra situazione e accertarsi che siate in grado di pagare l’affitto.
Conviene fare molteplici copie del dossier perché con molta probabilità visiterete svariati appartamenti.
Avrete bisogno di un malloppo di ” paperasse” (così i francesi definiscono un mucchio indistinto di documenti) da presentare al vostro ipotetico padrone di casa.
Vediamo nel dettaglio i documenti necessari:

- Fotocopia della carta d’identità o del passaporto.
- Ultima dichiarazione dei redditi
- Le tre ultime buste paga o il contratto di lavoro
- Se eravate già in affitto precedentemente, munitevi delle ultime ricevute di pagamento delle mensilità (quittance de loyer)

Il proprietario di casa richiede molti documenti per essere sicuro della vostra identità e della vostra capacità di pagare l’affitto a fine mese.
Tuttavia il proprietario deve limitarsi a chiedere i documenti citati sopra e non ha il diritto di chiedervi altri documenti personali come la carte vitale, un certificato di lavoro, una foto o altro.
Nel caso in cui il vostro salario non copre tre volte il valore dell’affitto, avrete bisogno di un garante ovvero una persona che guadagna più di voi e che s’impegna a pagare al posto vostro se necessario.
Se non conoscete nessuno disposto a garantire per voi potete fare ricorso al Loca-Pass, un organismo che s’impegna a svolgere il ruolo di garante per voi.
Leggete bene il contratto d’affitto prima di firmarlo ed esaminate attentamente le clausole riguardanti la disdetta ed eventuali spese aggiuntive.

Al momento di entrare nella vostra nuova casa, il proprietario vi chiederà di versare il primo mese + un mese di cauzione (il cosiddetto mese morto) che servirà a coprire eventuali danni constatati al momento della vostra partenza. Da notare che spesso per gli appartamenti ammobiliati i proprietari chiedono due mesi di cauzione.
Infine, un altra soluzione per trovare casa a Parigi risparmiando una buona parte del budget è la cosiddetta “colocation” ovvero la coabitazione.
Si tratta di un’ottima soluzione perchè consente di dividere in due o più persone il costo totale dell’affitto ma tenete presente che l’armonia tra gli inquilini rimane molto fragile e delicata e rischia di degenerare in situazioni catastrofiche.

Se l’idea di dividere l’appartamento con qualcuno vi tenta eccovi alcuni siti specializzati:

Colocation
Cherchecoloc
Appartager



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