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Un’Italiana al Louvre

Creato il 24 settembre 2012 da Fugadeitalenti

In Italia potrebbe sembrare strano che qualcuno come me, i cui ultimi studi di storia dell’arte risalgono al liceo, possa assumere una posizione di responsabilià nel “Museo dei musei”“: considerazione quantomai centrata, quella di Claudia Ferrazzi, 35 anni, amministratrice generale aggiunta del Louvre a Parigi.

Una storia davvero straordinaria, quella di Claudia, che dimostra come merito e formazione possano costituire la chiave di volta per scalare posizioni di assoluto prestigio, in contesti favorevoli al talento: una laurea in Relazioni Pubbliche alle spalle a Milano, Claudia si trasferisce a Bruxelles, dopo aver scartato l’ipotesi di proseguire i suoi studi alla Scuola Superiore di Pubblica Amministrazione. Nella capitale belga intraprende un Master in Politica Europea, che le spiana la strada verso l’Ena francese, il “tempio” della formazione dirigenziale pubblica Oltralpe.

Concluso il percorso di studi e tirocinio all’Ena, Claudia scarta definitivamente l’ipotesi di un rientro in Italia e punta -per problemi a quel tempo legislativi- verso uno sbocco nel settore privato, optando per una grossa multinazionale della consulenza. Per paradosso, proprio quell’esperienza le riaprirà le porte del settore pubblico francese: l’ultimo cliente della sua attività consulenziale è infatti il Ministero delle Finanze. Viene notata: il rientro nelle istituzioni inizia lì.

Fino a quando Claudia decide di tentare il grande salto: legge di una posizione aperta come “viceamministratore generale del Louvre”. Lei si dice: “perché no?”… e si butta. Poco più che trentenne vince, facendo il suo ingresso nel più prestigioso museo al mondo. Negli anni scala le posizioni: all’estero nulla è davvero impossibile, se si punta tutto su merito e talento. Può anche accadere che -a 35 anni, donna, straniera e madre- ci si possa ritrovare ad essere la numero 3 del “museo dei musei”. Possibile, in Italia?

Ospite della puntata è Salvatore Settis, archeologo e storico dell’arte, attualmente presidente del Consiglio Scientifico del Louvre. Con lui affrontiamo il problema -estremamente serio- del grande quantitativo di capitale umano, giovane e qualificato, che l’Italia ha “esportato” all’estero, privandosi di risorse straordinarie per valorizzare il nostro patrimonio culturale e artistico. E’ anche un problema di modello gestionale?

Nella rubrica “Expats” ci occupiamo di un aspetto molto particolare della nostra nuova emigrazione. Continuiamo a parlare di cultura, declinandola questa volta sottoforma di “poesia”. Il progetto “Dopotutto” riunisce i nostri giovani poeti all’estero, sotto il comune “cappello” del concetto di Dispatrio. Ci spiega tutto Alessandro Mistrorigo, co-ideatore del progetto.

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La discussione di settembre: “Creare canali privilegiati di rientro tra aziende italiane e giovani talenti all’estero può costituire un primo passo, per rendere il nostro Paese attrattivo e modernizzarlo, in una win win situation?

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Alla prossima puntata: sabato 29 settembre, dalle 13.30 alle 14 (CET), su Radio 24. Vi aspetto!



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