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Un james bond e’ per sempre

Creato il 31 marzo 2015 da Wsf

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« Il mio nome è Bond… James Bond »

Il mitico James Bond aka 007, l’agente segreto al servizio di Sua Maestà. Colui che possedeva la licenza di uccidere, indicata proprio dal doppio zero.
A novembre uscirà il ventiquattresimo film di questa interminabile saga del personaggio nato dalla penna di Ian Fleming, il viaggio comincia nel lontano 1962, bello, impossibile e irriverente.
007 entra da ben 53 anni nelle nostre case, invecchiando bene e senza perdere mai mordente.
Un particolare forse poco noto è che anni fa, la nipote dello scrittore, Kate Grimmond, disse che inizialmente il cognome di James non era Bond, ma Secretan e sinceramente sono molto contenta che Fleming mutò il cognome.

In attesa della nuova uscita vi parlo un po’ della “vita” di Bond e dei film che hanno preceduto “SPECTRE”.
Nasce nel mese di novembre del 1924 da genitori borghesi e ad appena undici anni rimane orfano. Il giovane Bond viene allevato da una zia, in un villaggio vicino a Canterbury, nel Kent, dove quest’ultima ne cura l’educazione fino a fargli raggiungere una preparazione tale da farlo entrare, durante l’adolescenza, a Eton, dove il padre lo aveva iscritto dalla nascita. Dopo soli due anni, Bond viene però espulso a causa di una relazione con una cameriera. La zia riesce allora a iscriverlo a Fettes, scuola del padre, dove il giovane raggiunge risultati eccellenti sia scolasticamente che nel campo dello sport, fortemente incentivato dalla scuola.
Terminati gli studi entra in quello che sarebbe poi divenuto il Ministero della Difesa, dichiarandosi più vecchio di due anni. Accordatogli il grado di tenente del Servizio Speciale del Royal Naval Volunteer Reserve e a prova dei suoi servizi soddisfacenti, termina la guerra con il grado di Comandante. Classificato prima con il numero 7777 e poi come 007, lavora a Hong Kong e in Giamaica, prima della missione al Casino Royale. Qui Bond vince la partita contro l’agente sovietico Le Chiffre, ma le esperienze che seguono sono così drammatiche che inducono Bond a dubitare delle proprie certezze.
Dopo anni di lotta contro la SMERSH, reparto eliminazioni del KGB, Bond vede nascere nuovi nemici, uno su tutti Ernst Stavro Blofeld e la sua SPECTRE che nel gennaio 1969 gli uccidono la moglie, Tracy Di Vicenzo, il giorno stesso delle nozze. Sconvolto e depresso, Bond cerca vendetta e, durante una missione in Giappone, la ottiene. Rimane però vittima di un’amnesia e rimane per qualche tempo in un’isoletta del Giappone con l’amante Kissy Suzuki che, a sua insaputa, rimane incinta, mentre a Londra è dato per morto.
Riappare un anno dopo e tenta di uccidere il suo capo. Si scopre che era stato sottoposto a lavaggio del cervello dai sovietici. M, che si fida di lui, lotta per rimetterlo in forma e lo spedisce a uccidere “l’uomo dalla pistola d’oro”. Bond torna totalmente ristabilito. Dopo varie missioni, una donna che non dimenticherà e dopo aver per breve tempo assunto il comando di una sezione speciale del SIS, Bond torna nel suo pieno vigore negli anni novanta, florido settantenne, affrontando nuove missioni e nuovi nemici.

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Gli attori che hanno dato volto al mitico James Bond percorrono un lasso di tempo che va dal 1962 al 2015 per l’appunto, senza mai perdere vigore.
Si parte con 007 – Licenza di uccidere, dove il mitico Sir Sean Connery, attore scozzese, inizia questo filone con la regia di Terence Young e vestirà i panni per ben 6 film, inframezzati da un cambio di attore, Geroge Lazenby, che non verrà apprezzato.
E’ il primo capitolo, quello che introduce i marchi che poi renderanno unico l’agente segreto. Dal James Bond Theme, il celebre tema musicale di Monty Norman, alla sequenza gunbarrel ideata da Maurice Binder, dalla SPECTRE alla Walther PPK, alle bond girl buone e cattive. Tutte caratteristiche distintive della serie, insieme alla licenza di uccidere, agli ambiziosi cattivi e ai loro enormi scagnozzi, fino agli alleati di Bond come Felix Leiter, l’agente CIA che qui fa la prima apparizione.
In effetti molti dei segni distintivi di Bond furono introdotti dal film e non dai romanzi di Fleming. Ne sono un esempio la celebre frase di presentazione («Il mio nome è Bond, James Bond») e anche i suoi gusti particolari per lo champagne e il Vodka Martini, rigorosamente «agitato, non mescolato».

I film con Sean Connery saranno:
007 – Dalla Russia con amore, 1963, diretto da Terence Young con Sean Connery e Daniela Bianchi.
007 – Missione Goldfinger, 1964, diretto da Guy Hamilton con Sean Connery e Tania Mallett & Shirley Eaton.
007 – Operazione Thunderball, 1965, diretto da Terence Young con Sean Connery, Claudine Auger e Adolfo Celi.
007 – Si vive solo due volte, 1967, diretto da Lewis Gilbert con Sean Connery, Akiko Wakabayashi, Mie Hama, Donald Pleasence e Tetsuro Tamba.
007 – Una cascata di diamanti, 1971, diretto da Guy Hamilton con Sean Connery, Charles Grey, Tiffany Case e Jill St. John.
Poi ci fu un ritorno, con 007 – Mai dire mai, del 1983, diretto da Irvin Kershner con Sean Connery, Klaus Maria Brandauer, Max Von Sydow, Barbara Carrera e Kim Basinger.
Questa spy-story, remake non ufficiale di Agente 007 – Thunderball: Operazione tuono, vede Sean Connery nuovamente nei panni del famoso agente segreto britannico James Bond a 12 anni di distanza dalla sua ultima interpretazione in Agente 007 – Una cascata di diamanti.

Nonostante la presenza di Connery, questo non è un film ufficiale della saga di 007, poiché non fa parte della serie dei film di Bond prodotta dalla EON Productions di Albert R. “Cubby” Broccoli e dalla United Artists.

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007 – Al servizio segreto di Sua Maestà, del 1969 e diretto da Peter R. Hunt ha come attore, George Lazenby.
E’ l’unico film dove Bond s’innamora e si sposa e dove si creano legami con gli altri film sia precedenti con Sean Connery che in seguito negli ultimi Bond targati Daniel Craig.

Il film ebbe molto successo ma le recensioni su Lazenby furono subito negative, dovute soprattutto al paragone con il mostro sacro Connery e in seguito con il simpatico Roger Moore.

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Dopo il ritorno di Connery, che lascerà per calo di entusiasmo e interesse del personaggio, il simbolico testimone passa a Roger Moore, che vestirà i panni di Bond per ben 7 film.
E si comincia con 007 – Vivi e lascia morire, 1973, diretto da Guy Hamilton con Roger Moore e Jane Seymour.

Per proseguire con:

007 – L’uomo dalla pistola d’oro, 1974, diretto da Guy Hamilton con Roger Morre, Christopher Lee e Maud Adams.
007 – La spia che mi amava, 1977, diretto da Lewis Gilbert con Roger Moore, Richard Kiel, Curd Jürgens e Barbara Bach.
007 – Moonraker – Operazione spazio, 1979, diretto da Lewis Gilbert con Roger Moore, Michael Lonsdale e Corinne Clery.
007 – Solo per i tuoi occhi, 1981, diretto da John Glen con Roger Moore, Carole Bouquet e Julian Glover.
007 – Octopussy, 1983, diretto da John Glen con Roger Moore, Maud Adams. Kabir Bedi e Kristina Wayborn.
007 – Bersaglio Mobile, 1985, diretto da John Glen con Roger Moore, Tanya Roberts, Christophen Walken e Grace Jones, quest’ultimo è ritenuto da Roger moore il peggiore film su 007, per la violenza presente, che lui ha interpretato, e infatti chiuderà il suo ciclo qui passando il testimone a Timothy Dalton.

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007 -Luomo dalla pistola doro

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Agente007 -Solo perituoi occhi

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Timothy Dalton era già stato contattato per interpretare Bond, ma rifiutò ritenendosi troppo giovane per interpretarlo e in seguito, a causa di un film che stava interpretando, iniziò in ritardo la sua avventura, decidendo di tornare alle origini, ai libri di Ian Fleming da cui tutto cominciò: difatti, pur ricalcando il mix di azione ed ironia portato avanti dai suoi predecessori, Dalton diede al personaggio di Bond una caratterizzazione più seria, avvicinandosi alla concezione originale della spia immaginata dallo scrittore.

Il pubblico non ebbe problemi nell’accettare Dalton, ma le recensioni del film furono discordanti e gli incassi ne risentirono pesantemente, facendo di questo film il peggior incasso della serie.

Due furono i film con Dalton e dove Glen chiuse con la regia ai film su Bond:

007 – Zona Pericolo, 1987, diretto da John Glen con Timothy Dalton, Maryam d’Abo, Art Malik, Jeroen Krabbé e John Rhys-Davies
007 – Vendetta Privata, 1989, diretto da John Glen con Timothy Dalton, Robert Davi, Carey Lowell, Talisa Soto ed Anthony Zerbe.

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E giungiamo così all’era di Pierce Brosnan, che darà il volto al mitico agente per ben 4 film, dopo ben 6 anni di stop dall’ultimo di Timothy Dalton.
Scelto anche lui prematuramente, per il posto di Roger Moore, rifiutò perchè stava ultimando le riprese della serie tv che lo rese famoso, Mai dire sì, e dopo una vicenda personale abbastanza grave, solo nel 1994 accetta d’indossare i panni di Bond.

Per andare incontro ai cambiamenti che il mondo aveva affrontato, il nuovo Bond smise di fumare e cominciò a vestire con capi italiani firmati; inoltre il crollo dell’Unione Sovietica costrinse a cambiare l’identità del “nemico”, visto che nelle precedenti pellicole il nemico per eccellenza erano proprio i russi. Venne inoltre cambiato il ruolo di M, affidato ad una donna (l’attrice Judi Dench).
007 – Goldeneye, 1995, diretto da Martin Campbell con Pierce Brosnan, Izabella Scorupco, Sean Bean e Famke Janseen.
007 – Il domani non muore mai, 1997, diretto da Roger Spottiswoode i cui principali interpreti oltre a Brosnan sono Jonathan Pryce, Michelle Yeoh e Teri Hatcher.
007 – Il mondo non basta, 1999, diretto da Michael Apted, con Pierce Brosnan nel ruolo del protagonista, e, tra gli altri, Sophie Marceau, Denise Richards e Desmond Llewelyn.
007 – La morte può attendere, 2002, diretto Lee Tamahori, con Pierce Brosnan, Halle Berry, Rosamund Pike e Madonna. È un film della serie di James Bond – Agente 007 in cui Pierce Brosnan interpreta il ruolo di Bond per la quarta ed ultima volta.

007 - Goldeneye

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Agente 007 -La morte puo attendere
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E arriviamo ai giorni nostri, al Bond di Daniel Craig, il James Bond di Daniel Craig si discostò nettamente dalle interpretazioni dei decenni passati, mostrando uno 007 giovane, rude e violento, a tratti persino inesperto, in linea col personaggio letterario e con l’idea originale di Fleming; Casino Royale venne in parte criticato per la sua eccessiva violenza (infatti per evitare la censura molte scene vennero tagliate).
Brosnan, ai tempi, rifiutò di andare avanti con il personaggio e la casa produttrice allora cominciò la caccia al nuovo volto e furono contattati oltre 200 attori tra cui molti nomi celebri, Eric Bana, Hugh Jackman, James Purefoy, Goran Višnjić, Julian McMahon, Gerard Butler e Clive Owen. Proprio Owen sembrava il grande favorito.
Ma nel 2005 Craig annunciò che la casa produttrice gli aveva promesso il ruolo, ma la casa di produzione negò. In seguito Craig precisò che i produttori gli avevano offerto il ruolo ma lui aveva deciso di non accettare fino a quando non avesse avuto per le mani una sceneggiatura da poter leggere.
Dal mese di agosto il nome di Daniel Craig superò quello di Clive Owen come grande favorito per il ruolo, scatenando non poche proteste; il 14 ottobre 2005, data dell’ufficializzazione dell’ingaggio di Craig, alcuni siti e comitati di protesta cominciarono ad invitare al boicottaggio della pellicola.
Nonostante questo, Casino Royale fu un grande successo sia di pubblico che di critica, grazie anche all’idea di portare avanti un reboot della serie (seguendo l’esempio di Batman Begins) che cambiò profondamente il personaggio.

007 – Casino Royale, 2006, diretto da Martin Campbell, con Craig, Eva Green, Mads Mikkelsen, Giancarlo Giannini e Caterina Murino.
007 – Quantum of Solace, 2008, diretto da Marc Forster, con Craig ci sono, Olga Kurylenko, Mathieu Amalric, Gemma Arterton e di nuovo il nostro Giancarlo Giannini.
007 – Skyfall, 2012, diretto da Sam Mendes, ad accompagnare Craig ci sono Javier Bardem, Ralph Finnes, Albert Finney e per l’ultima volta, Judi Dench.

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E veniamo al 4°, e forse ultimo film, targato Craig, in uscita ad ottobre 2015 (America e Inghilterra) a novembre qui in Italia, SPECTRE,diretto da Sam Mendes, con Monica Bellucci, Christoph Waltz e Léa Seydoux.

Qui il primo teaser trailer:

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Parleremo ancora di 007…seguiteci.


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