Marina Angelo
La vita delle escort non è tutta un piacere. Meglio far riferimento ad una marca di auto perché in fin dei conti, anche la escort, è solo qualcosa da possedere... più "politicamente corretto".
Per un’ora o 5 minuti -in base al prezzo- e poi disfarsene, come fosse appunto una cosa, un oggetto, non una persona. Rombante e dalle linee morbide all’inizio è il desiderio di tutti gli uomini. E non solo di quelli che in Escort (magari) si fermano al semaforo per agganciare una prostituta, contrattare sul prezzo e consumare il surrogato d’amore chissà in quale angolo di strada. Niente baci, queste sono le regole…figuriamoci poi un bambino.
Anche nel mondo delle lucciole ci sono i vari piani e si va dai più bassi a quelli alti. Così se per strada si paga circa 50 euro (di giorno o di notte a Milano -ad esempio a Piazza Argentina- il servizio è disponibile 24h su 24 e, oltre che sotto gli occhi dei bambini, pure sotto quelli delle forze dell’ordine che in genere, però, non le “toccano” né le usano come informatori), in casa o per quelle di “lusso” –come le auto- 50 euro servono solo a lucidare le scarpe. Così per un prezzo alto, ci si aspetta grandi prestazioni.
All’inizio, e, se ci si riesce, nel tempo, la cosa bella è che loro non sono altro che oggetti da usare ad un costo, certo che però evita le altre “screpolature” note generalmente in una relazione normale. Quindi litigi, piuttosto che pretese, gelosie, obblighi, a volte il semplice rispetto e mai e poi mai dei figli.
Certe volte, però, non si mette in conto che quella fuoriclasse dannatamente cara e dannatamente irresistibile, può farci perdere davvero la testa e/o diventare un problema.
Ovviamente non stiamo parlando dei casi alla Pretty Woman, dove alla fine va bene ad entrambi, ma di casi dove, i più ben vestiti padri di famiglia, manager di banca, impiegati, dirigenti e via di questo passo, si innamorano di quella escort e delle sue prestazioni.
Ma come spiegare che si sta per avere un figlio con una cosa usata solo per scappare un attimo da quella splendida e finta famiglia che ci si ritrova? Come spiegare che in fondo ciò che si vuole è solo del sesso, fatto bene, anche a pagamento e camminando sul filo del rasoio della coscienza?
Già, perché in fondo se nell’andare a “puttane” non c’è nulla di male, perché poi credere che la tua vita ci possa andare se vieni “scoperto” (ma prima ancora, perché ti nascondi?). Insomma è stato più o meno questo quello che un manager di banca meneghino avrà dovuto pensare quando ha scoperto che la sua escort aspettava una cosa. Sì, un figlio, ma da una escort come vuoi chiamarlo? E poi chi mi assicura che è il mio? Meglio sbarazzarsene. Quindi non è un figlio ma un’altra cosa da eliminare possibilmente con la madre.
Dismessi da tempo i panni della “brava persona”, si ingaggia qualcuno e gli si ordina di sequestrare la donna-cosa alias escort che purtroppo ha fatto un altro errore: non solo rimanere incinta ma volersi tenere il bambino. Lei lo voleva e lo aveva in grembo da sette mesi.
Troppo tempo, bisognava fare in fretta: obiettivo uccidere, del resto una vita non la meritano tutti. Che sia un feto o un bambino o la sola idea di questo nei primi 3 mesi non dà tantissimi rischi come quelli che possono sorgere quando il pensiero di ciò che diventerà, al settimo mese, sta per diventare realtà.
Per fortuna questa storia di “cose inutili” finisce in maniera diversa rispetto alle previsioni: cinque ordinanze di custodia cautelare in carcere per sequestro di persona a scopo di estorsione. Non solo. A finire in galera con i compari anche il “signor perbene”, manager di banca che, secondo quanto ricostruito dal pm di Milano Luca Gaglio, avrebbe ordinato il sequestro della ragazza, una escort con cui aveva una relazione da tempo, che era incinta di sette mesi per indurla a uscire dalla sua vita e non tenere il bambino. Gli atri sarebbero 3 esecutori ed un intermediario.
Non si sanno i motivi del perché si sceglie di fare una vita piuttosto che un'altra. Magari chi sceglie di essere una escort lo fa per piacere (e non c’è nulla di male se si pensa a come le donne, o quelle che si credono tali, vendono giornalmente il loro corpo per raggiungere degli scopi precisi) e può pure sceglierla senza imposizioni -negando così tutte le storiacce che si sentono intorno ai giri di prostituzione-.
Ma se la seconda scelta è dare alla luce un bambino, chi è quella “cosa” che può decidere per il contrario?
Magazine Attualità
Un manager: una "cosa" inutile
Creato il 24 gennaio 2012 da Nottecriminale9Possono interessarti anche questi articoli :
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