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Un nuovo Abisso tivanico

Creato il 21 maggio 2015 da Andrea Scatolini @SCINTILENA

Domenica 17 maggio è stata ufficialmente aperto un nuovo portone verso nuove vie tivaniche, si tratta del nuovo Abisso delle Vespe.

L’Abisso in questione fu scovato da Angelone (Angelo Zardoni) e si trova nella zona M. Ilardei (area Pian del Tivano), sul versante che da verso i Pian di Nesso, a circa 1280 m. Diversi scavatori, noi del G.G. Saronno, G.G. Milano, GG Busto Arsizio e altri speleo solitari che non so bene quando e quante volte andarono a scavare nel buco in questione. Lo scorso anno quando andai con altri del mio gruppo riuscimmo a stappare il tappo di terra, superare un saltino di due metri e trovammo una strettoia in roccia.

Domenica 10 maggio, in una domenica in cui abbiamo poco tempo per attività impegnative mi torna in mente di andare a rivedere quella famosa strettoia lasciata abbandonata ormai un anno fa. Siamo Marghe, Fabrizio, Giuseppe ed io. Ci ripresentiamo alla strettoia e incominciamo a lavorarci, lo scavo è abbastanza facile con i dovuti mezzi. Dopo due ore e mezza circa riusciamo a vedere oltre la strettoia.. si vede un sasso e oltre…nero! provo ad infilarmi di piedi, sembra che l’ambiente vada avanti in piano, o forse sale, spingo con i piedi i sassi, qualcosa si sposta in avanti ma niente cade verso il basso. Butto fuori l’aria in corpo e do una spinta decisa, strettoia passata. Mi giro e guardo cosa c’è oltre.. altro che piano o salita. A un metro da me il deposito di sassi termina su del nero che scende profondo!! Urlo e sento l’eco, riurlo e riurlo, lancio sassi. Sono su un terrazzo e sotto c’è una mega verticale!!! Mi assicuro bene alla corda, piazzo un fix e mi raggiunge anche Fabry, urliamo come pazzi e lanciamo giù massi, non sassi!Abbiamo una corda da 20 e ovviamente non ce ne facciamo nulla. Puliamo un po’ la partenza del mega pozzo e iniziano le scommesse sulla profondità, ma è difficile da valutare: chi conta fino a 10 secondi, chi fino a 15. Il problema è che i massi rotolano si per tanti secondi ma si sente che il salto non è pulito, come se ci fosse un mega scivolone e i sassi lanciati si portano dietro un sacco di altri sassi. Deduco che oltre a essere grande ciò che abbiamo sotto il culo è anche articolato e complesso.
Torniamo a casa esaltati, ma ora che si fa? È chiaro che anche se ci troviamo a 10 m dall’ingresso non possiamo essere in troppi a scendere e il pozzo non per chiunque.

Domenica scorsa al Tivano siamo Fabrizio Dal Corso, Giuseppe Ottaviano, Margherita Uboldi, Angelo Zardoni (GG Saronno) Antonio Premazzi, Luana Aimar (SC Erba), Davide Corengia, Valeria Nava, Andrea Maconi (GG Milano) ed io.
Raggiunti l’ingresso entriamo, oltre ad avere 210 m di corda con noi, abbiamo set da rilievo, attrezzatura foto e video. Puliamo la partenza, io e Luana facciamo le riprese, Davide inizia la discesa. Parte così una sequenza infinita di frazionamenti tra cenge sospese e microterrazzi, il pozzo continua , non si vede il fondo, ma la roccia è uno schifo. Dopo Davide , c’è Fabry e io dietro di lui. Mi seguono Maconi e Antonio che rilevano e Luana. Gli altri per non prendere freddo sono fuori ed entrano più tardi. Ma poi non avremo più contatti con loro fino alla nostra uscita. Lentamente ma inesorabilmente scendiamo. Davide e Fabrizio lanciano sassi, ma non si fermano mai! Finisce la 100. Si arma con la 70. Siamo sempre appesi. Ci ricompattiamo su un terrazzino che non da molta fiducia. Sotto ancora nero. Davide prosegue. Finisce la 70 e dice che forse non basta neanche la 45. Infreddoliti, Antonio, Luana ed io iniziamo a salire. Poi contr’ordine, forse c’è il fondo(!) e la corda basta, attendiamo appesi. Poi l’urlo di liberazione “Arrivato, c’è un salone!”. Cambio attrezzi e tutti giù. Il pozzo termina con un bel tiro di circa 30 m nel vuoto. L’ambiente già grande, finisce in una mega galleria che continua a valle e a monte. Esultiamo ubriachi di gioia! (allego foto di Luana della base del pozzo). Sono avanzati 3-4 m di corda, anche questa è fortuna! A monte sale con un’arrampicatina Davide. Va avanti 30 metri e dice che continua grande e ampio! Scendiamo a valle, dopo 50 m c’è un sifoncino e due arrivi d’acqua, uno d’arrampicare e uno orizzontale. Ci fondiamo in quello orizzontale, mentre Davide e Fabry hanno iniziato a risalire verso l’uscita. La condotta prosegue per 40 m, scopriamo anche delle belle concrezioni poi troviamo un bivio, poi un altro. Ci infiliamo e risaliamo quello che possiamo, gli ambienti tendono a stringere ma non danno per nulla l’idea di chiudere. Torniamo per non fare tardi. All’arrivo al sifoncino, un orribile frastuono di una scarica di sassi ci immobilizza. I sassi rotolano fino a pochi metri da noi. Risalgo qualche metro. Ho portato con me le radio e provo a comunicare con Fabrizio, per fortuna mi risponde e mi dice che sono a metà pozzo e si è staccato un sasso ma loro sono ok. Le corde per quello che vedono loro sono a posto. Noi quattro attendiamo che salgano ancora un po’. Poi ci decidiamo a salire cercando di non distanziarci tra noi. Inizia così una penosa risalita dove ogni pedalata è una strizza nelle mutande per cercare di non scaricare nulla. Non mancano anche scariche piovute dal nulla. Saliamo, finalmente gli ultimi tiri, ma fino alla fine dobbiamo stare attentissimi. All’uscita un bel sole ci illumina. Finalmente ci togliamo di dosso lo stress del pozzo, psicologicamente ci ha distrutti tutti quanti.
Alla fine il pozzone misura 144m, il fondo della grotta è -169m, e ce ne ancora da vedere. Ma è assolutamente importante bonificare il pozzo, che abbiamo battezzato Pozzo Colpa d’Alfredo.

Un nuovo Abisso tivanico

L’armo è molto tecnico e il rischio di tirarsi pietrate è altissimo, quindi è solo per speleo con un po’ di esperienza. Anche se si trova vicino all’ingresso.
Per quanto riguarda l’aria, la grotta aspira e l’aria l’abbiamo ritrovata anche alla base del pozzo, sia nel ramo che sale che in quello che scende, in direzione di ingressi bassi. In inverno sarà interessante vedere a che T° esce l’aria.
Insomma, l’Abisso delle Vespe ci ha sorpresi tutti. Un complimento in particolare a Davide che si è armato tutto il pozzo e non ha mai mollato.
Che altro dire…. Abbiamo bucato il Tivano!!!
Notte
Andrea Ferrario
Gruppo Grotte Saronno – Progetto InGrigna!


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