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Una birra Mastro dell’Auchan, Maestro!

Da Valeriadisagio

birra mastro hrabal

Certe birre fascistelle stanno alla Mastro,

come Milan Kundera sta a Bohumil Hrabal.

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Cosa: birra chiara

Nome: Mastro

Dove: Auchan

Gradazione: 4,7°

Costo: 80 cen (bottiglia da 66 cl)

Da diversi mesi il mio chitarrista si è messo in testa di salutare la gente con l’appellativo di “Maestro”. Così è tutto un susseguirsi di -ehi, Maestro!-, -Buondì, Maestro!-, -Allora, come andiamo, Maestro?-. Inutile dire che tale appellativo non ha nulla a che vedere con le reali capacità del “Maestro” in questione. Il quale potrebbe essere, di volta in volta, un Maestro nel cucinare gli spaghetti ai quattro formaggi del LIDL, un Maestro nel cambiare la canzone del lettore mp3 dell’autoradio oppure un Maestro nell’aprire una Birra Ignorante con un cucchiaino da caffè, sciabolandola di netto manco fosse una magnum di Franciacorta (e, in questo caso, l’ipotetico sciabolatore, Maestro lo sarebbe con tutti i crismi, diciamolo forte…). Spesso, però, il Maestro in questione non ha nessuna dote, se non quella di trovarsi al momento giusto al posto sbagliato. Ricevendo così un’amichevole pacca sulla spalla e l’inaspettato appellativo di Mestro, che rimane marchiato a fuoco sulla pelle, trasudando estreme aspettative nell’aria.

Un paio di mesi fa, quindi, poco prima delle solite prove settimanali e in uno stato di inedia superabile soltanto con del cibo a buonissimo mercato, io e il mio chitarrista ci siamo fiondati all’Auchan di Padova dove, dopo una dottissima discussione sullo scrittore ceco Bohumil Hrabal (il quale, per altro, tra i numerosi mestieri svolti annovera, oltre a quello di Bevitore di Birra Ceca Ignorante anche quello di addetto alla preparazione del malto in una fabbrica di birra), culminata con la constatazione che Hrabal non è propriamente utile per rimorchiare le matricole del primo anno di Lettere Moderne (a tale proposito è molto meglio la vodka Rachmaninoff del LIDL la sola vodka capace di sbronzarti al ritmo della “Rapsodia sopra un tema di Paganini per pianoforte e orchestra, Op. 43 del 1934″ del Maestro, lui sì, Sergej Vasil’evič), abbiamo deciso di fare incetta di pane surgelato precotto, affettati plastificati, formaggio Asiago pressofuso e, ovviamente, diverse Birre Ignoranti. Perché far prove senza Birre Ignoranti è come entrare in una cattedrale e mettersi a cantare “Helter Skelter” dei Beatles vestiti da Charles Manson. Così, camminando all’interno della corsia birre dell’Auchan, all’ennesimo e ingiustificato “Maestro” (-Maestro, che birra prendiamo?-) l’occhio mi è caduto su un’assoluta new entry nel patrimonio mondiale delle Birre Ignoranti. Tralascio la commozione provata per la chiusura endemica del mio Karma Birresco, però la Birra Ignorante in questione aveva un nome che, affezionatissimi, mi ha stretto il cuore, facendomi raggiungere il Nirvana. La Birra Ignorante del Auchan, infatti, si chiama “Birra Mastro”. E, come insegna il mio chitarrista-filologo, Maestro e Mastro sono sinonimici (vedere per credere etimo.it dove c’è tutto un pistolotto noiosissimo sull’origine del nome). Dunque la Birra Mastro era propriamente la “nostra” Birra Ignorante! Anzi, la Birra Ignorante per eccellenza in caso di prove musicali etiliche e prive di nutrimenti solidi. Così, come il buon Esaù che barattò la primogenitura per un piatto di lenticchie (lo avesse fatto almeno per una cassa di Finkbrau, dico io…), decisi di barattare ogni regalo di compleanno presente e futuro con una bottiglia di Birra Mastro, dal valore nominale di 80 centesimi per 66 cl di purezza Ignorante. Inutile dire che il mio chitarrista accettò al volo la proposta, allungandomi la meravigliosa bottiglia con l’immagine di un boscaiolo intento a bere da un boccale di legno (ovviamente costruito con le sue stesse mani, che sennò col cavolo che lo chiamavano “Mastro”…). Il gesto assunse un tono solennemente enfatico, e venne sottolineato dal mio amico chitarrista il quale accompagnò tale passaggio di consegne rivolgendosi a me con l’immancabile: – A lei, Maestro!-.

Non appena ebbi tra le mani la Birra Mastro sentii la Forza scorrere forte in me. Come Luke Skywalker ne “L’Impero colpisce ancora”, quando si appresta a prendere le mazzate laser da Darth Vader. Ero diventato il Padawan delle Birre Ignoranti, solo che il mio Maestro Jedi non era quel nanetto da giardino eco-compatibile di Yoda, bensì la Birra Mastro che, manco fosse davvero un’arma jedi, mi dava più potere di una spada laser. Così ringraziai il mio chitarrista-filologo e, una volta di ritorno a casa dalle prove patavine, decisi di nascondere gelosamente la Birra Mastro in frigorifero (sì, lo so, il frigorifero non è propriamente il posto migliore per nascondere una birra, ma tant’è…), in attesa del momento migliore per assaporarla. Ovvero quell’istante in cui, come dice il caro vecchio Bohumil Hrabal (mi spiace, mio buon Bohu, ma Kundera ti frega su tutta la linea in fatto di rimorchio letterario: in ogni caso non temere, arriverà anche per lui la fine della Primavera di Praga!) mi sarei reso conto di “essere nel cuore stesso della verità”. Ovvero in una sorta di purezza Birrignorantesca trascendentale capace di farmi vedere come ologrammi (stile Luke Skywalker sotto LSD in “Il ritorno dello Jedi”) le proiezioni antropomorfizzate delle mie Birre Ignoranti preferite (ve lo immaginate il cavaliere nero della Finkbrau che vi si para davanti? oppure il nobile decaduto e alcolizzato della weizen tedesca dell’Eursopin?). L’occasione si presentò appunto ieri quando, a San Giorgio di Nogaro (l’ultima sacca di resistenza, assieme a Pedavena, delle Birre Ignoranti contro le birracce borghesi anti-proletarie, consumiste, filo-capitaliste e, diciamocela tutta, un po’ fascistelle…) trovai in una bancarella gestita da un improbabile venditore (il quale assomigliava curiosamente al Blacky di “Underground” di Kusturica) il vinile di “Desire” di Bob Dylan, stampato nel 1975 a Zagabria. In quella che era ancora la Jugoslavia titina tout court. Contrattai velocemente il prezzo (5 euro: tre quarti di cassa di Fink!) e mi accaparrai il vinile, che il buon Blacky mi allungò sorridendo, accompagnando il tutto con un inaspettato e gitanesco -A te, Maestro!-, appellativo che risvegliò in me sentori ormai sopiti. Nonché una nostalgia canaglia di Birra Mastro. Così, giunto a casa e “sanificato” il vinile incrostato da chissà quale polvere del tempo, mi misi ad ascoltarlo, facendo corrispondere l’inizio di “Hurricane” con l’apertura tramite accendino Bic della Birra Mastro. Il primo sorso cadde esattamente sull’ “here comes the story of the Hurricane”, e io (parafrasando di nuovo il vecchio Bohu) mi meravigliai dovendo “colpevolmente ammettere di essere davvero stato in un sogno, in un mondo più bello”. Un mondo di Birra Ignorante, dove Bob Dylan suona in sottofondo, le ingiustizie non esistono, le matricole di Lettere leggono Hrabal e non Kundera, la Primavera di Praga non si è mai conclusa e tutti quanti, tra di loro, si chiamano “Maestro”. Anche se di “Maestro” non hanno proprio nulla. Se non la voglia sconfinata di aprirsi l’ennesima Birra Mastro e, come il buon Rubin “Hurricane” Carter, salire incuranti di tutto e tutti sul ring dell’esistenza.

Per i puristi aggiungo che la Birra Mastro è un’ottima Birra chiara dal gusto leggermente dolciastro, ma assolutamente piacevole. Frizzante, beverina, dall’etichetta sobria ma invogliante, la Birra Mastro è prodotta a San Giorgio di Nogaro (“i soviet più le Birre Ignoranti non fanno il comunismo, ma è un dato di fatto che a San Giorgio non passano”) nelle fabbriche proletarie di una zona industriale limitrofa al mare. Da cui l’inconcepibile dicotomia esplicitata dal boscaiolo con camicetta a quadri (hipster, prendete nota, vi mettete addosso camice da boscaioli, sappiatelo!) presente nel logo della Birra Ignorante in questione. Il grado alcolico è di 4,7°, mentre il costo (come accennato in precedenza) è di 80 centesimi per una bottiglia da 66 cl. Ottima da bere fresca in compagnia, brindando con serenità e ideologia all’ennesimo “Maestro” che se ne va. Che arriva. Che, come Godot, non è mai arrivato. Perché, come diceva il corvo di “Uccellacci e Uccellini” del buon Pier Paolo, “i Maestri sono fatti per essere mangiati in salsa piccante” (non a caso Darth Vader manda a friggere l’Imperatore!) e, per buttare giù il boccone, non c’è niente di meglio di una buona sorsata di Birra Mastro.

Quindi buona bevuta e vedete di non passare al Lato Oscuro delle Birre Ignoranti, miei giovani Padawan.

Una birra Mastro dell’Auchan, Maestro!

BIO Andrej Bakunin


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