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Una serata con Matteo Rivadossi – La mia montagna: Grotte, Canyon, Pareti

Creato il 18 marzo 2014 da Andrea Scatolini @SCINTILENA

Una serata con Matteo Rivadossi – La mia montagna: Grotte, Canyon, Pareti
La sottosezione C.A.I di Nave, in collaborazione con l’assessorato alla cultura del Comune di Nave e la Biblioteca Comunale, presenta una serata con il proprio concittadino Matteo Rivadossi, speleologo ed alpinista di fama internazionale.
La presentazione si terrà giovedì 20 marzo alle ore 20:45 presso il Teatro San Costanzo in Via Monteclana 3 a Nave con ingresso gratuito.

L’attività di Rivadossi, articolata tra speleologia, arrampicata e torrentismo, è vasta e di altissimo livello tecnico: Il programma spazierà dalle ultime esplorazioni sotterranee condotte in Italia e in Filippine all’arrampicata su roccia e ghiaccio attraverso le pareti sparse tra l’Adamello e le Alpi.

Il pezzo forte della serata sarà comunque un’anteprima da brividi: il film inedito girato in Etiopia a novembre 2013 durante la prima discesa assoluta della cascata e della gola di Jinbar.

Una serata con Matteo Rivadossi – La mia montagna: Grotte, Canyon, Pareti

Cascata di Jinbar

Qui, nel paesaggio mozzafiato delle Simiens Mountains, unico dal punto di vista geografico e naturalistico perché ricco di endemismi come i babbuini gelada e le lobelie giganti, Rivadossi con il vicentino Stefano Panizzon ed altri cinque compagni spagnoli hanno sceso la cascata di Jinbar alta ben 500 metri per poi percorrere in tre giorni la profondissima gola che si chiude alla sua base. Esplorando per primi quello che molti già considerano il canyon più bello del mondo.
La presentazione, utilizzando linguaggi di comunicazione diversi quali le slides ed i filmati per raccontare di ambienti fisici e mentali così diversi quali le grotte, le pareti ed i canyon, si preannuncia davvero molto interessante.

Segue, il suo invidiabile curriculum
Matteo Rivadossi

Nato a Brescia nel 1970, abita a Nave con Sonia e i figli Luna, Nadir e Zeno. Progettista presso un’importante azienda di materiale alpinistico, da trent’anni vive la montagna a 360°. Potremmo definirlo uno speleologo professionista ma Rivadossi è soprattutto un esploratore, determinato e fantasioso anche quando arrampica o si cala nei canyon.
Ha iniziato la sua carriera giovanissimo nelle grotte della provincia per diventare in breve uno dei protagonisti della scena esplorativa italiana: sue alcune delle realizzazioni più ardue condotte soprattutto in Apuane (per tutte la giunzione Aria Ghiaccia–Saragato 36km e l’Abisso Roversi che è grotta più fonda della penisola con -1250m) e in Canin, sia italiano (Bus d’Aiar-Gortani 40km) che sloveno (BC4-Malboka, seconda traversata al mondo con 1400m di dislivello e Vertiglavica che, con i suoi 643m, è la verticale più profonda del mondo). Vastissima è anche l’attività condotta all’estero in occasione di una trentina di spedizioni effettuate tra Messico (12 spedizioni), Sud-Est asiatico (11 solo in Filippine) e Africa. E’ tra i pochissimi speleologi al mondo ad aver firmato oltre 250 chilometri di nuove esplorazioni raccogliendo vari primati mondiali anche in solitaria (Olivifer in 17h, Fighiera-Corchia in 8h45 e Spluga della Preta in 21h).

Arrampicatore appassionato, dal 1985 colleziona anche una serie di importanti salite alpinistiche concentrate in Adamello, Dolomiti e Valle del Sarca firmando l’apertura di una cinquantina di difficili itinerari (soprattutto in Val Salarno dove l’ultima nata è Gotica, 700m fino all’VIII+) ed addirittura alcune prime ascensioni assolute all’estero (i 5gg di portaledge al Sotano de las Golondrinas, Messico, che è la prima big wall soterranea ed anche lo strapiombo più aggettante al mondo con ben 150 di tetti e la guglia inviolata di Cao Grande a Sao Tomé).
Specialista dell’artificiale, in Val Daone firma le prime ed uniche ripetizioni delle vie estreme di E. Salvaterra per poi aprire Morange, il primo A5 d’Italia con Giacomo Rossetti, considerata tra le la vie più pericolose mai aperte in questo stile. Da anni la passione per il ghiaccio ed il dry-tooling lo porta a realizzazioni estreme (cascate più belle delle Alpi e misto fino all’M13) e ad alcuni buoni piazzamenti nelle competizioni italiane e mondiali (rispettivamente 4° e 23° in classifica finale nel 2008).

Centinaia sono i canyon scesi tra cui si contano nuove aperture, solitarie e concatenamenti sportivi che anticipano una filosofia decisamente innovativa nella pratica del torrentismo (Bendola in 4h07, concatenamento di Val Clusa–Fogaré–Pisson-Soffia in 4h15 e di Lodrino-Iragna-Osogna-Cresciano in 6h23, suo anche il record del tuffo più alto d’Italia con ben 32 metri). In Africa firma la discesa del mitico Kalambo in Zambia e recentemente di Jinbar Falls in Etiopia, probabilmente la gola più bella mai scesa.

In qualità di regista ha realizzato alcuni audiovisivi che raccontano in prima persona il mondo sotterraneo e l’alpinismo esplorativo di cui è protagonista partecipando ai principali festival internazionali dei film di montagna e avventura.
E’ presidente del Gruppo Grotte Brescia “C. Allegretti” (www.ggb.it) e dell’associazione Odissea Naturavventura, l’unica realtà italiana ad occuparsi assieme di speleologia, alpinismo e torrentismo (www.odisseanaturavventura.it).


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