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Unità d’Italia, 150 anni di libri

Creato il 02 marzo 2011 da Scrid

Il Salone Internazionale del Libro ha reso noti i titoli dei libri scelti dal comitato scientifico del Centro per il Libro e la Lettura, per l’esposizione “1861-2011 l’Italia dei Libri”.

La mostra prodotta dalla Fondazione per il Libro, la Musica e la Cultura assieme a Telecom Italia, con il sostegno del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e del Comitato Italia 150, è una delle novità 24a edizione del Salone, in programma a Torino dal 12 al 16 maggio 2011.

Il percorso espositivo è costituito da 150 Grandi Libri che, secondo l’opinione degli esperti selezionatori – studiosi, docenti, rappresentanti delle istituzioni e delle categorie professionali legate alla filiera del libro – hanno scandito la storia d’Italia e hanno contribuito a plasmare il nostro costume. A corollario di questa collezione sono, poi, stati scelti per la mostra 15 Superlibri, 15 Personaggi, 15 Editori e Fenomeni Editoriali, anch’essi divenuti simbolo di questi 15 decenni trascorsi dall’Unità.

Dei SuperLibri si legge: “non sono necessariamente capolavori di bello scrivere. Sono libri che hanno impresso un modo diverso di vedere le cose e hanno trasformato la rappresentazione del nostro Paese agli occhi di sé stesso e del mondo”.

  • 1867 Ippolito Nievo, Le confessioni di un ottuagenario
  • 1880 Carlo Collodi, Le avventure di Pinocchio
  • 1886 Edmondo De Amicis, Cuore
  • 1891 Giovanni Pascoli, Myricæ
  • 1919 Giuseppe Ungaretti, Allegria di naufragi
  • 1923 Italo Svevo, La coscienza di Zeno
  • 1925 Eugenio Montale, Ossi di seppia
  • 1929 Alberto Moravia, Gli indifferenti
  • 1947 Primo Levi, Se questo è un uomo
  • 1948 Giovannino Guareschi, Don Camillo
  • 1957 Italo Calvino, Il barone rampante
  • 1958 Giuseppe Tomasi di Lampedusa, Il Gattopardo
  • 1963 Carlo Emilio Gadda, La cognizione del dolore
  • 1980 Umberto Eco, Il nome della rosa
  • 2006 Roberto Saviano, Gomorra

Siete d’accordo sulla scelta? Sono davvero questi i libri che più ci rappresentano? Personalmente mi stupiscono i 26 anni trascorsi dal penultimo all’ultimo libro della lista. Un’intera generazione non ha prodotto nulla che abbia contribuito a dare una scossa a questo Paese.


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