Ilreferendum

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  • il Referendum http://ilreferendum.wordpress.com/

    Perché “Il Referendum”?
    La scelta è dovuta al 2 giugno 1946, data in cui le italiane e gli italiani hanno dato una radicale svolta alla storia del paese, più che necessaria dopo il ventennio fascista. Nell’attuale momento politico nazionale, attraversato da scandali, sfiducia progressiva in quelli che dovrebbero essere “i rappresentanti del popolo”, si sono formati, come in ogni caso di malessere popolare, movimenti come “Il popolo viola”, il “Se non ora quando “, nuova frontiera del femminismo e si è assistito all’utilizzo dello strumento del referendum, uno dei pochi o il reale strumento che permette un intervento attivo dei cittadini. In questo clima di protesta che non ci azzardiamo a definire rivoluzionario, per evitare di sacralizzare delle possibili eventuali delusioni, noi di ” Il referendum” ci apprestiamo a prenderne atto. Con un doveroso atto di umiltà, riteniamo sia necessario oggi ripassare l’intessuto gomitolo di quest’Italia, nel suo anniversario dei centocinquant’anni, al popolo. Noi come giornale vogliamo appoggiare questi movimenti e perché no, queste piccoli rivoluzioni, spaziando da associazioni organizzate, a singoli slegati, come dai più illustri esperti che possono sapientemente suggerire delle modalità per uscire da questa crisi, non solo economica ma anche morale, di costumi, senza mai dimenticare che il nostro lavoro di scrivere deve essere al servizio dei cittadini.

    Il referendum è un giornale che si propone ai suoi lettori come strumento di un’informazione libera avente come unica finalità quello di raccontare tutti i fatti nella loro totalità senza correzioni di editori “super partes” ma non rinuncia per questo ad editoriali sui maggiori accadimenti della settimana. E’ un giornale che ha un’ampia trattazione politica, un giornale che dà voce a diritti, a parità, ideali e valori di eguaglianza sulla piena convinzione dell’affermazione di uno stato sostanzialmente laico, nel quale realmente il lavoro ne sia a fondamento e di conseguenza, tutelato. L’idea di un giornale giovane che stia dalla parte dei deboli, dalla parte di chi non viene raccontato nei telegiornali, non abbiamo paura delle “cattive notizie”, vogliamo dirvi i fatti, senza storpiature. Più parole ai consumatori, ai lavoratori, alle donne, ai giovani. Meno a politici cosiddetti “responsabili” e alla chiesa. Più ascolto allo stato, che siamo prima di tutto noi.

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