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Val di Zoldo: come, dove, cosa [guida alle praticità]

Creato il 16 ottobre 2014 da Infoturismiamoci @Infoturismiamo

Val di zoldo

Dopo aver elencato 13 motivi per andare in Val di Zoldo ed uno per evitarla, arrivano le tanto amate e ricercate ‘praticità’.

Come arrivare in Val di Zoldo

La prima informazione è dedicata ai miei simili: gente del sud, abituata a prendere 10 autobus, 128 aerei, 249 treni per raggiungere una qualsiasi destinazione X. Il popolo dei viaggi della speranza insomma. Cari amici bandite dalla vostra mente l’associazione valle -> montagna -> viaggio interminabile di ore, giorni, mesi, anni.

Sappiate che ho raggiunto la Val di Zoldo in metà pomeriggio: volo Ryanair Bari-Treviso; treno Treviso-Conegliano, circa 25 minuti; treno Conegliano-Ponte Nelle Alpi Polpet, 50 minuti e la gioia di mettere piede in una stazione di nome Polpet nonché nel comune più riciclone d’Italia. Di qui meno di un’ora in auto ed eccoci arrivati a destinazione. Non avete alcuna intenzione di affittare un auto? Bene! Zoldobus, un servizio taxi low cost per qualsiasi destinazione, risolve il problema venendovi a recuperare dagli aeroporti di Venezia e Treviso o dalle stazioni ferroviarie di Longarone (la più vicina), Ponte nelle Alpi e Belluno. Qui tutte le info su come arrivare in Val di Zoldo in treno, aereo, taxi e bus.

Dove dormire

Una volta arrivati dovrete pur dormire, e qui scatta il consiglio. Hotel La Caminatha, nella bellissima, fioritissima e silenziosissima Coi. Qui c’è il padrone di casa con la P maiuscola, quello così gentile e tenerello da invogliarti a ritornare solo per godere della sua immensa ospitalità; la signora che fa crostate, torte alle carote e dolci di ogni tipo; una vista spettacolare (e non sto esagerando) sui gruppi montuosi del Civetta e del Pelmo; e poi c’è l’immancabile camino, l’angolo lettura, le stelle alpine e un cavolo cappuccio che fa pensare “dovevo arrivare a 31 anni per vedere un cavolo cappuccio così enorme e non geneticamente modificato!”. Ho avuto solo il tempo di concedermi una seconda colazione, ma sono assolutamente convinta che sia un’ottima scelta per trascorrere la notte.

Val di zoldo

val di zoldo

Cosa e dove mangiare

Mangiare e godere, ormai uno stile di vita.
La specialità: chiamasi pastin, ovvero, simil polpette di carne di maiale, carne di manzo e “conza”, un condimento realizzato con vino bianco, aglio, e spezie varie (segrete come nelle migliori tradizioni). Il tutto accompagnato dalla regina dei monti, la polenta.
Il must: i formaggi di malga e di alpeggio. Mangiatene fino alla nausea, che credetemi, non arriverà mai.
La droga: gli spätzle. Montagna=spätzle, questi piccoli, meravigliosi, poetici gnocchetti di spinaci con panna e speck. Li amo dall’età di 5 anni e li amerò per sempre, la Val di Zoldo mi ha ricordato che certi amori non finiscono mai, fanno dei giri immensi e poi ritornano. Ringrazio Bianca del Ristorantino ai Lali (ristorantino perché è davvero piccolo e super accogliente) per averli riportati nella mia vita dopo tanti tanti anni.
La scoperta: gli gnocchi di zucca. Mi si è aperto un mondo, giuro. E mi si è aperto alla grande visto che il piatto era esattamente questo: gnocchi di zucca con semi di girasole e crema al caffè. E ciao. Segnatevi questo nome: La Tana de ‘l Ors. Il locale (bello, ma proprio tanto) ha la forma di una tana di orso, i proprietari sono meravigliosi e tutto ciò che ho mangiato, dal girello di vitello con vinaigrette ai finferli al tortino erano perfetti.

Val di zoldo Pastin

Cosa fare

Passeggiate, escursioni, nordic walking, arrampicate e tutti quegli sport fighi da montagna. Per essere proprio precisa precisa vi rimando al sito della Val di Zoldo con l’indicazione di sentieri e itinerari. Tra le tante iniziative vi segnalo “Cammin@zoldo”, attività ed escursioni organizzate in collaborazione con guide alpine, guide geologiche ed esperti per vivere appieno e in modo più consapevole la natura della Val di Zoldo. Piccola parentesi dedicata a fotografi o aspiranti tali vittime del fascino dei colori di fiori e funghi: questo è il vostro regno, credetemi. Nella foto Fraintesa, chiaro esempio di donna in preda a un raptus da fotografia compulsiva .

val di zoldo

E alla fine…

E alla fine tornare a casa. Perché? Perché la vita è crudele e qualcuno un maledetto giorno ha deciso che non possiamo vivere in vacanza per sempre. Qualcun altro però ha detto che la felicità è fatta di piccoli momenti, brevi ma intensi, quindi godiamoceli.

Tutte le foto: album


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