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Vangelo del giorno 27 settembre 2014

Creato il 26 settembre 2014 da Lory663
Antifona d'ingresso
Lo Spirito del Signore è sopra di me;
per questo mi ha consacrato con l’unzione,
mi ha mandato
per annunziare ai poveri il lieto messaggio,
e a risanare chi ha il cuore affranto. (Lc 4,18) Vangelo del giorno 27 settembre 2014 Libro dell’Ecclesiaste 11,9-10.12,1-8.
Stà lieto, o giovane, nella tua giovinezza, e si rallegri il tuo cuore nei giorni della tua gioventù. Segui pure le vie del tuo cuore e i desideri dei tuoi occhi. Sappi però che su tutto questo Dio ti convocherà in giudizio.
Caccia la malinconia dal tuo cuore, allontana dal tuo corpo il dolore, perché la giovinezza e i capelli neri sono un soffio.
Ricòrdati del tuo creatore nei giorni della tua giovinezza, prima che vengano i giorni tristi e giungano gli anni di cui dovrai dire: "Non ci provo alcun gusto",
prima che si oscuri il sole, la luce, la luna e le stelle e ritornino le nubi dopo la pioggia;
quando tremeranno i custodi della casa e si curveranno i gagliardi e cesseranno di lavorare le donne che macinano, perché rimaste in poche, e si offuscheranno quelle che guardano dalle finestre
e si chiuderanno le porte sulla strada; quando si abbasserà il rumore della mola e si attenuerà il cinguettio degli uccelli e si affievoliranno tutti i toni del canto;
quando si avrà paura delle alture e degli spauracchi della strada; quando fiorirà il mandorlo e la locusta si trascinerà a stento e il cappero non avrà più effetto, poiché l'uomo se ne va nella dimora eterna e i piagnoni si aggirano per la strada;
prima che si rompa il cordone d'argento e la lucerna d'oro s'infranga e si rompa l'anfora alla fonte e la carrucola cada nel pozzo
e ritorni la polvere alla terra, com'era prima, e lo spirito torni a Dio che lo ha dato.
Vanità delle vanità, dice Qoèlet, e tutto è vanità.
Salmi 90(89),3-4.5-6.12-13.14.17ab.
Tu fai ritornare l'uomo in polvere
e dici: "Ritornate, figli dell'uomo".
Ai tuoi occhi, mille anni sono  
come il giorno di ieri che è passato,
come un turno di veglia nella notte.
Li annienti, li sommergi nel sonno;
sono come l'erba che germoglia al mattino:
al mattino fiorisce, germoglia,
alla sera è falciata e dissecca.
Insegnaci a contare i nostri giorni
e giungeremo alla sapienza del cuore.
Volgiti, Signore; fino a quando?
Muoviti a pietà dei tuoi servi.
Saziaci al mattino con la tua grazia:
esulteremo e gioiremo per tutti i nostri giorni.
Sia su di noi la bontà del Signore, nostro Dio:
rafforza per noi l'opera delle nostre mani.
Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 9,43b-45.
In quel tempo, mentre tutti erano pieni di meraviglia per tutte le cose che faceva, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Mettetevi bene in mente queste parole: Il Figlio dell'uomo sta per esser consegnato in mano degli uomini».
Ma essi non comprendevano questa frase; per loro restava così misteriosa che non ne comprendevano il senso e avevano paura a rivolgergli domande su tale argomento.
Meditazione del giorno
San Tommaso d'Aquino (1225-1274), teologo domenicano, dottore della Chiesa
Commento alla lettera ai Galati, 6  Il Figlio dell’uomo si gloria della sua croce  Certi si gloriano del loro sapere; l’apostolo Paolo invece trova nella croce la conoscenza suprema: “Io ritenni di non sapere altro in mezzo a voi se non Gesù Cristo, e questi crocifisso” (1 Cor 2,2). La croce non è forse il compimento di tutta la legge e l’arte di vivere bene? A coloro che si gloriano della loro potenza, Paolo può rispondere che ha ricevuto dalla croce una potenza senza pari: “La parola della croce infatti è stoltezza per quelli che vanno in perdizione, ma per quelli che si salvano, per noi, è potenza di Dio” (1 Cor 1,18). Vi gloriate della libertà che avete acquistata? Paolo invece si gloria della croce: “Il nostro uomo vecchio è stato crocifisso con lui, perché fosse distrutto il corpo del peccato, e noi non fossimo più schiavi del peccato” (Rm 6,6).  
  Altri ancora si gloriano per essere stati eletti membri di qualche gruppo illustre; quanto a noi, per mezzo della croce di Cristo, siamo invitati all’assemblea dei cieli. “Piacque a Dio di riconciliare a sé tutte le cose, rappacificando con il sangue della sua croce, le cose che stanno sulla terra e quelle nei cieli” (Col 1,20). Certi infine si gloriano dei distintivi del trionfo dati ai vincitori; la Croce è il vessillo trionfale della vittoria di Cristo sui demoni: “Egli ha privato della loro forza i Principati e le Potestà, ne ha fatto pubblico spettacolo dietro al corteo trionfale di Cristo” (Col 2,15)...
  Di cosa l’apostolo vuole gloriarsi prima di tutto? Di ciò che può unirlo a Cristo; questo egli desidera: essere con Cristo.
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