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Vangelo del giorno 29 ottobre 2013

Creato il 27 ottobre 2013 da Lory663
Vangelo del giorno 29 ottobre 2013 Antifona d'ingresso
  Gioisca il cuore di chi cerca il Signore.
Cercate il Signore e la sua potenza,
cercate sempre il suo volto. (Sal 104,3-4)          Lettera di san Paolo apostolo ai Romani 8,18-25.
Io ritengo, infatti, che le sofferenze del momento presente non sono paragonabili alla gloria futura che dovrà essere rivelata in noi.
La creazione stessa attende con impazienza la rivelazione dei figli di Dio;
essa infatti è stata sottomessa alla caducità - non per suo volere, ma per volere di colui che l'ha sottomessa - e nutre la speranza
di essere lei pure liberata dalla schiavitù della corruzione, per entrare nella libertà della gloria dei figli di Dio.
Sapppiamo bene infatti che tutta la creazione geme e soffre fino ad oggi nelle doglie del parto;
essa non è la sola, ma anche noi, che possediamo le primizie dello Spirito, gemiamo interiormente aspettando l'adozione a figli, la redenzione del nostro corpo.
Poiché nella speranza noi siamo stati salvati. Ora, ciò che si spera, se visto, non è più speranza; infatti, ciò che uno già vede, come potrebbe ancora sperarlo?
Ma se speriamo quello che non vediamo, lo attendiamo con perseveranza.
Salmi 126(125),1-2ab.2cd-3.4-5.6.
Quando il Signore ricondusse i prigionieri di Sion,
ci sembrava di sognare.
Allora la nostra bocca si aprì al sorriso,
la nostra lingua si sciolse in canti di gioia.
Allora si diceva tra i popoli:
"Il Signore ha fatto grandi cose per loro".
Grandi cose ha fatto il Signore per noi,
ci ha colmati di gioia.
Riconduci, Signore, i nostri prigionieri,
come i torrenti del Negheb.
Chi semina nelle lacrime
mieterà con giubilo.
Nell'andare, se ne va e piange,
portando la semente da gettare,
ma nel tornare, viene con giubilo,
portando i suoi covoni.
Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 13,18-21.
  Diceva dunque: «A che cosa è simile il regno di Dio, e a che cosa lo rassomiglierò?
E' simile a un granellino di senapa, che un uomo ha preso e gettato nell'orto; poi è cresciuto e diventato un arbusto, e gli uccelli del cielo si sono posati tra i suoi rami».
E ancora: «A che cosa rassomiglierò il regno di Dio?
E' simile al lievito che una donna ha preso e nascosto in tre staia di farina, finché sia tutta fermentata».
Meditazione del giorno Monaci Benedettini Silvestrini     Un granellino che cresce un lievito che fermenta
I regni di questo mondo legano il loro prestigio alla grandiosità, al fasto, alla potenza; ci stupisce perciò sentire Gesù che parla del Regno di Dio paragonandolo ad un granellino di senapa, inizialmente quasi invisibile, ma che, posto nel terreno fecondo, diventa albero. È ancora più suggestiva l'immagine del lievito, che in piccolissima quantità, mescolato alla farina, la fa tutta fermentare. Vengono così demolite tutte le false idee che istintivamente possiamo farci di Dio e delle sue manifestazioni. Egli, pur nella sua immensità e perfezione, si cela in ciò che è piccolo agli occhi degli uomini, perché lo riconoscano, non nella spettacolarità, che tanto ci affascina e ci tenta, ma alla luce della fede, dentro i suoi misteriosi silenzi, e nella sua sconcertante umiltà. La crescita graduale del Regno è scandita non dalla nostra spasmodica fretta e neanche dalle nostre mire di espansione e di crescita, ma unicamente dai i suoi tempi e dai suoi disegni divini. Gesù ci lascia intendere che il Regno di Dio è già presente in mezzo a noi, è presente nella sua persona e ancor più nell'opera redentiva che egli sta operando per tutti. Vuole dirci però che l'affermazione piena la possiamo percepire e vivere soltanto in una prospettiva di personale santificazione e di eternità.     Articoli correlati
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