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Violazioni in marasma. Omaggio a Francesco Saverio Dòdaro

Creato il 04 settembre 2013 da Faprile @_faprile
Violazioni in marasma. per Francesco Saverio Dòdaro Performance per voci corpi suoni poesia e visualità di Francesco Aprile, Giuliano Ingrosso, Teresa Lutri Fondo Verri, Lecce – via S. Maria del Paradiso mercoledì 11 settembre, ore 21:00 Francesco Aprile (reading, poesia verbo-visiva) Giuliano Ingrosso (suoni, reading) Teresa Lutri (reading, mime corporel) Marco Monaco (suoni) Quentin Yvinec (mime corporel) Violazioni in marasma è una performance, un omaggio alla figura umana e artistica di Francesco Saverio Dòdaro. La performance si alimenta di quello che è il tracciato della ricerca dòdariana, dalla fondazione del Movimento di Arte Genetica nel 1976 fino all’ideazione del movimento letterario New Page – Narrativa in store nel 2009. Il tentativo è quello di dare corpo e voce alle continue violazioni estetiche e concettuali dell’autore che dal suo arrivo nel Salento, nella prima metà degli anni ‘50, ha rappresentato un punto di riferimento per il dibattito artistico e letterario del meridione e dell’Italia in genere, con una tensione internazionale che ha portato il suo operare, da sempre corale, allo scardinamento dei luoghi come delle norme estetiche dell’opera d’arte. Accostabile, per tensione di ricerca (sempre volta alla scoperta dei “semi” del linguaggio) e apertura all’Altro, alla figura di Emilio Villa, come quest’ultimo ha rappresentato uno snodo cruciale per un gran numero di artisti che – attingendo alla linfa della sua ricerca – hanno saputo compiere importanti percorsi di crescita e maturazione. Da sempre vicino ai giovani, considerati una miniera, il suo percorso, militante, impegnato, appare oggi sempre più indirizzato verso la necessità del “puer” per rifondare l’Anthropos. Definito dal poeta Antonio L. Verri come “il grande vecchio dell’analisi poetica” ha dato vita ad alcune delle violazioni autorali ed editoriali più interessanti del secondo ‘900; fra queste ricordiamo il già citato Movimento di Arte Genetica, i Compact Type (romanzi in tre cartelle), le Diapoesitive (romanzi da proiettare, per le strade, sui muri delle case, dei palazzi…), Mail Fiction (il romanzo su cartolina che segna una svolta importantissima dopo le Short Stories, la New Wave, le Flash Fiction), Wall Word (romanzi da muro, prima esperienza mondiale di narrativa concreta), Pieghe Narrative (romanzi brevi sul leaflet dei pubblicitari), New Page – Narrativa in store (romanzi di cento parole da esporre nelle vetrine dei negozi, non sul libro, ma su crowner, pannelli cartonati in uso nella comunicazione pubblicitaria) e altro ancora. Francesco Saverio Dòdaro, cenni bio-bibliografici http://www.sindacatoscrittori.net/documenti/autori/dodaro.htm Nasce nel 1930 a Bari da famiglia con forte tradizione chimica-farmaceutica. Opposti i suoi interessi giovanili: teatro, poesia, polifonia, pittura. La frontiera surreale-metafisica lo sconvolge, se ne innamora. Scrive i primi atti unici, i primi versi. Dipinge. Scappa di casa, alla ricerca dell’altrove: Bologna, Morandi. È il primo dopoguerra, durissimo lo scontro con l’ora. Altre fughe. Incanti ininterrotti. Stringe un forte legame con il poeta Hrand Nazariantz, poi il Meridionalismo lo seduce ed entra nel suo seminario: l’Ufficio stampa della “Fiera del Levante”, un’ altissima scuola di purezza, un rigoroso, straordinario insegnamento di prassi editoriale. Ancora fughe. Dopo un periodo parigino si trasferisce a Lecce. Dopo ricerche ventennali, rintracciata la ritmicità amniotica nell’opera d’arte, annodata la condizione poietica ai bowlbyani «Mourning processes» e alla «Manque à être» di Lacan, nel 1976 fonda il «Movimento genetico». L’arte: il linguaggio del lutto, della mancanza (separazione, perdita maternale). Due le testate del Movimento: Ghen (Lecce), 1977-79 (giornale modulare) e Ghen res extensa ligu (Genova), 1981-85. Nel 1980, con F. Miglietta, lancia il “Manifesto di architettura genetica”: Incliniamo l’orizzonte. Il suo sistema segnico si nutre dei mcluhaniani «media»: poesie per gli altoparlanti stradali, per Internet, postale in store; diapoesitive per gli schermi, la città, la follia; romanzi postali, da muro, da ascoltare, su leaflets, in unico esemplare, in store; teatro postale, in store. Altri elementi connotativi della sua prassi: il plurilinguismo e il «modulo» (unità di misura del pensiero e della comunicazione), spesso contrassegnato dalla Classificazione decimale Dewey. Nel 1980, con altri genetici, esegue per la RAI una performance televisiva nell’ Ospedale psichiatrico di Strudà. Nel 1981 viola il «metro», curvandolo e rapportandolo a una sfera lignea atta a contenere l’adulto in posizione fetale. Un metronomo, registrato sulla frequenza cardiaca, completa l’installazione: “Matram psicofisica”. Malesseri, svenimenti per gli scrutatori dell’interno sferico. L’Opera è conservata nel Museo provinciale S. Casromediano di Lecce. Nel 1989 cura la modularità, il respiro verbo-visivo e altro del “Quotidiano dei poeti” di A. Verri. Per alcuni anni è direttore editoriale della Conte Editore. Nel 2009 lancia il Manifesto «New Page. Narrativa in store », a cui fanno seguito nel 2010 il secondo e il terzo Manifesto: «Per i prossimi cento anni, cento autori, narrati di 100 parole»; «New Page. L’apparato pausativo» e, nel 2011, il quarto e il quinto: «New Page. Theatre in store» e «New Page. Poetry in store». Nell’ambito della poesia verbo-visiva e del libro-oggetto, è presente nelle più importanti manifestazioni di «Nuova scrittura», in Musei, Biblioteche, Archivi, fra i quali si segnalano Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze – “Libri e pagine d’artista”, Galleria d’arte moderna di Gallarate, Archivio Sackner, Hokkaido Museum of Literature, Archivio Della Grazia di nuova scrittura. Ultimamente la sua ricerca è indirizzata verso la morfologia grammaticale: l’ampliamento della flessione, sino al canto, al respiro, all’infanzia, a matà. L’uscita in vocale o in consonante, il genere, il numero sono un limite. Ha ideato e curato le collane: «Ghen arte» (Lecce, 1978), «Violazioni estetiche» (Lecce, 1981), «Scritture» (Parabita, 1989), «Spagine. Scritture infinite» (Caprarica di Lecce, 1989), «Compact Type. Nuova narrativa» (Caprarica di Lecce, 1990), «Diapoesitive. Scritture per gli schermi» (Caprarica di Lecce, 1990), «Mail Fiction» (Caprarica di Lecce, 1991), «Wall Word» (Lecce, 1992 ) – tradotta in giapponese ed esposta all’ Hokkaido Museum of Literature di Sapporo – , «International Mail Stories» (Lecce, 1993), «Internet Poetry» (Lecce, 1995), «Walkman Fiction. Romanzi da ascoltare» (Lecce, 1996), «E 800 European Literature», in 5 lingue (Lecce, 2000), «Pieghe narrative» (Lecce, 2001), «Pieghe poetiche» (Lecce, 2001), «Pieghe della memoria» (Lecce, 2001), «Foglie nude» (Doria di Cassano Jonio, 2003), «Locandine letterarie» (Lecce, 2005), «Romanzi nudi» (Lecce, 2006-07), «Carte letterarie» (Lecce, 2009), «792 Mail Theatre» (Lecce, 2009), «New Page. Narrativa in store», (Lecce, 2009), «New Page. Theatre in store» (Lecce, 2010), «New Page. Poetry in store» (Lecce, 2011) Archiviato in:Frammenti, Performance

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