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Visitare Navelli (L’Aquila)

Da Oryblog

Il borgo che ha dato i natali allo zafferano

La piana di Navelli corre parallelamente alla valle del fiume Aterno ed è il luogo adibito alla coltivazione dello zafferano dell’Aquila. È proprio in mezzo a questo altipiano che sorge l’antichissimo borgo, i cui primi insediamenti risalgono al VI secolo a.C., quando i Vestini si stabilirono nella zona.

Visitare Navelli è una scelta che non può deludere.

Al di là del magnifico scenario paesaggistico che si staglia lungo la vallata, collocata a cavallo dei tre Parchi Nazionali del Gran Sasso e dei Monti della Laga, del Velino Sirente e della Maiella, il borgo medievale offre monumenti di grande importanza.

Borgo di Navelli

Recentemente inserito nel noto club de “I Borghi più belli d’Italia”, è arroccato su uno sperone roccioso su cui primeggia il Palazzo Baronale Santucci, edificato nel Cinquecento sulle rovine di un più antico castello medievale.

Tra le sue serpeggianti stradine fanno capolino archi, chiese, loggiati, stralci di mura difensive e maestosi palazzi, tra i quali vale la pena visitare almeno palazzo Onofri (del 1498), palazzo Piccioli (risalente al Seicento) e palazzo Francesconi, con l’annessa cappella gentilizia di San Pasquale.

Se deciderete di visitare Navelli, inoltre, non potrete farvi sfuggire l’opportunità di ammirare le sue prestigiose chiese, tra cui quella barocca di S. Sebastiano e la chiesa del Rosario, all’interno della quale si trova una tela della Crocifissione del XVIII sec. e il possente organo del 1782, realizzato dall’artista Adriano Fedeli-Fedri. Ma non è finita qui: se ci si spinge oltre le mura del paese, si incontra la chiesa medievale di S. Maria in Cerulis, realizzata sopra ai resti di un santuario pagano dedicato ad Ercole.

La tradizione artistica e culinaria di Navelli

Fu il monaco domenicano Santucci, originario di Navelli, ad introdurre intorno al 1230 alcune piantine di zafferano dalla Spagna nel suo paese, coltivando per la prima volta il “Crocus sativus”, chiamato anche “oro rosso” per il suo indiscutibile valore.
Lo zafferano dell’Aquila è coltivato unicamente qui. Se deciderete di  nei mesi di ottobre e novembre, potrete ammirare uno spettacolo più unico che raro. In autunno, infatti, le piante fioriscono, ricoprendo l’intero altopiano di una miriade di fiori viola.

Zafferano

Oltre allo splendido panorama, lo zafferano ha donato a questo territorio una lunga tradizione culinaria, dominata dalla sagra dei ceci e dello zafferano che si svolge dal lontano 1976 nel mese di agosto ed accoglie ogni anno circa 10.000 turisti.

L’evento si tiene nello scenario idilliaco del boschetto Santucci e, oltre ad offrire la possibilità di degustare o acquistare i prodotti tipici del luogo, è accompagnato da un magnifico spettacolo rurale, il palio degli asini, manifestazione che si presenta come una parodia del famoso Palio di Siena preceduta da una sontuosa sfilata di carri. Insomma, visitare Navelli vi permetterà di vivere esperienze memorabili e ammirare bellezze collocate al di là del tempo e della storia. Non vi resta che partire.

SummaryVisitare Navelli (L’Aquila)Article NameVisitare Navelli, il borgo che ha dato i natali allo zafferanoDescriptionVisitare Navelli è un'esperienza irripetibile. È il borgo che ha dato i natali allo zafferano, l'oro rosso dell'Abruzzo.

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