Magazine Media e Comunicazione

Vivendi: «Non abbiamo il potere di dirigere le politiche di Telecom Italia»

Creato il 18 maggio 2017 da Digitalsat
Vivendi: «Non abbiamo il potere di dirigere le politiche di Telecom Italia»

Vivendi: «Non abbiamo il potere di dirigere le politiche di Telecom Italia»Vivendi non ha il potere di dirigere le politiche finanziarie ed operative di Telecom Italia. E' quanto sottolinea il gruppo francese, azionista di Tim con il 23,9%, nella relazione sui conti trimestrali. In quella che sembra quasi una reazione alla delibera dell'Agcom di aprile, Vivendi puntualizza che 'non ha la certezza di disporre della maggioranza dei voti all'assemblea degli azionisti di Telecom Italia, non c'e' alcun accordo tra Vivendi e Telecom che permetta a Vivendi di nominare la maggioranza dei membri del consiglio di amministrazione di Telecom o di riunire la maggioranza dei diritti di voto nelle riunioni del consiglio di amministrazione di Telecom'. Inoltre, 'Vivendi non ha il potere di designare unilateralmente il presidente del cda o l'amministratore delegato di Telecom'.

La quota in Telecom ha 'un carattere minoritario', che comunque porta Vivendi ad esercitare 'una influenza notevole' sulla societa', il che - spiega la relazione - ha portato dal dicembre 2015 a contabilizzare la quota in Tim a patrimonio netto. Vivendi nella relazione ricorda che l'Agcom il 18 aprile scorso ha deliberato che Vivendi, per la sua posizione di azionista sia di Telecom, sia di Mediaset, e' in contrasto con la legge italiana sulle concentrazioni nei media. 'Vivendi intende fare appello a questa decisione', precisa il documento. L'Agcom ha dato un anno di tempo al gruppo francese per scendere nel capitale di una delle due societa' e 60 giorni per indicare il piano di azione con cui intende conformarsi alla legge.

Il gruppo Vivendi a fine marzo aveva una plusvalenza latente sulla quota in Mediaset pari a 62 milioni di euro, mentre la partecipazione in Telecom Italia, che e' contabilizzata a patrimonio netto, aveva un valore superiore di circa 1 miliardo rispetto alle quotazioni di Borsa. e' quanto emerge dalla relazione trimestrale del gruppo francese presieduto da Vincent Bollore', a cui il 18 aprile scorso l'Agcom ha imposto di scendere in una delle due societa' per mettersi in regola con la legge Gasparri. Nel dettaglio, Vivendi ha il 28,8% del capitale di Mediaset e il 29,94% dei diritti di voto, a un prezzo d'acquisto di 1,259 miliardi, con un valore contabile di 1,32 miliardi sulla base di un prezzo di Borsa di 3,88 euro, contro 1,39 miliardi a fine dicembre. La plusvalenza latente, che a fine 2016, ammontava a 140 milioni, e' calata a marzo a 62 milioni. Ai valori odierni (3,61 euro, -0,44%), la quota in Mediaset vale per altro circa 1,23 miliardi, quindi con una minusvalenza latente di una trentina di milioni rispetto al prezzo d'acquisto.

Quanto a Telecom, nei conti trimestrali il 23,9% detenuto nell'operatore di tlc ha un valore contabile netto di 4,19 miliardi di euro, in aumento dai 4,13 miliardi di fine 2016, a fronte di un costo d'acquisto di 3,899 miliardi. Al 31 marzo - si legge nella relazione - 'la quotazione di Borsa dei titoli Telecom Italia (0,8430 euro per azione) presenta una flessione rispetto al costo medio di acquisto da parte di Vivendi (1,0793 euro, -22%) e rispetto al valore a patrimonio netto (1,1518 euro, -27%)'. Al prezzo di Borsa di fine marzo, il valore complessivo della quota era di 3,06 miliardi. Il gruppo francese, tuttavia, 'ritiene che tale flessione non abbia carattere durevole in considerazione a) dell'evoluzione attesa delle prospettive di valorizzazione di Telecom Italia, tenuto conto in particolare del cambiamento alla direzione nel 2016, b) della volatilita' della quotazione di Telecom in seguito all'entrata di Vivendi nel suo capitale e c) dell'andamento sfavorevole ai titoli telecom in Europa'. Vivendi ricorda di avere effettuato un impairment test sulla quota a fine 2016 con l'aiuto di un esperto indipendente, giungendo alla conclusione che il valore recuperabile dalla partecipazione n Telecom Italia e' superiore al valore contabile. 'Di conseguenza, Vivendi riesaminera' il valore della sua quota' nel gruppo italiano 'quando sara' aggiornato il piano di Telecom a fine 2017'. Oggi, nel pomeriggio, il titolo Telecom a Piazza Affari era scambiato a 0,871 euro, in calo del 2,9%, mentre l'indice Ftse Mib era sulla parita'.


Ritornare alla prima pagina di Logo Paperblog