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Volley: Intervista ad Alberto Vittone palleggiatore del Sant’Anna Tomcar

Creato il 06 febbraio 2015 da Sportduepuntozero

 

vittone

Ph. Silvia Dadone

Alberto Vittone è di Villar Perosa, un piccolo paese della Val Chisone nel Pinerolese. La passione per lo sport ce l’ha nel sangue da quando era piccolo, quando praticava ben 3 discipline: nuoto, tennis e pallavolo. “Me la cavavo piuttosto bene in tutti e 3  gli sport. All’inizio a pallavolo giocavo con una squadra mista di maschietti e femminucce perchè ovviamente non c’erano abbastanza bambini nel mio paese per dividerle. Man mano che passava il tempo mi accorgevo che crescevo più degli altri e alla fine ho scelto di dedicarmi solo alla pallavolo. Anche perchè preferivo di gran lunga l’ambiente dello sport di squadra, dove mi potevo fare degli amici”.

La scelta di Alberto ha reso felici entrambi i genitori, grandi appassionati di questo sport. Però questa scelta ha anche condizionato molto la vita della famiglia, costretta a percorrere centinaia di km per accompagnare Alberto agli allenamenti e alle partite: “Le giovanile le ho fatte un po’ a Villafranca e un po’ a Cuneo. Proprio nel cunese ho iniziato a farmi conoscere nell’ambiente e, durante un torneo, un allenatore mi ha chiesto di andare a giocare in serie B2 a Fossano. Mio papà mi scarrozzava avanti e indietro tutti gli allenamenti; ci mettevamo più di un’ora a tratta. Un bel sacrificio per tutti”.

Adesso, da due anni, Alberto è a Torino. Frequenta l’università di scienze motorie (anche se il suo sogno è quello di entrare in fisioterapia) e, finalmente, può giocare in una squadra vicina a casa, anche se i genitori vengono comunque a vederlo a tutte le partite.

Al Sant’Anna Tomcar è arrivato da un anno e non può chiedere di meglio: “mi trovo benissimo in questa squadra. Prima di tutto perchè ci sono molti ragazzi della mia età con cui posso condividere un sacco di cose; e poi perchè anche i “grandi” sono super alla mano e non ci fanno pesare la differenza di età (e di esperienza in campo). C’è un clima molto sereno in palestra”.

Il campionato, in questo momento, non sta andando benissimo per i sanmauresi che hanno collezionato qualche sconfitta di troppo. Domenica contro Alba, dovranno cercare di cambiare il trend negativo e tornare alla vittoria: “Secondo me dobbiamo smettere di preoccuparci dei nostri avversari e pensare solo a noi. Dobbiamo ritrovare la fiducia come squadra che ultimamente abbiamo un po’ perso. Dovremmo essere un po’ più sbruffoni in campo, più convinti delle nostre capacità. Altrimenti si entra in un circolo vizioso che non porta a nulla di buono”.

Alberto, 188 cm per 80 kg è il secondo palleggiatore della squadra. Quando parla del suo ruolo è molto serio e spiega, umilmente, che i “veri” palleggiatori sono grandi e per ricoprire bene quel ruolo c’è bisogno, oltre che alla tecnica, di tanta esperienza che lui ancora non ha. “Sicuramente mi piacerebbe molto riuscire a giocare, in futuro, a livelli più alti. Non so se ho le capacità ma sicuramente ci metto tutta la dedizione possibile e la passione è tanta. Vedremo… sono ancora abbastanza giovane”.

É vero, il pallavolista con la maglia numero 14 è ancora giovane e, come tutti i ragazzi della sua età, ha tanti interessi: “sembrerà banale ma amo viaggiare. I miei sin da quando ero piccolo mi hanno portato molto in giro anche col camper e ho ereditato questa passione. In futuro vorrei fare un lavoro che mi permette di visitare tanti posti diversi. Un altro dei miei passatempi preferiti è cantare. Forse perchè da piccolo i miei genitori mi hanno fatto fare un provino per lo Zecchino D’Oro, comunque da quel momento appena posso canto”.

Domenica non ci sarà tempo per cantare; bisognerà scendere in campo determinati e lucidi per intascare la vittoria contro Alba. Con l’auspicio che, a fine partita, sia il pubblico del PalaBurgo ad intonare un inno in onore dei ragazzi.

 


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