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Wassily Kandinsky e l’arte astratta tra Italia e Francia: Aosta, Museo Archeologico Regionale

Creato il 09 giugno 2012 da Milanoartexpo @MilanoArteExpo

Wassily Kandinsky, Isolation, 1944, olio su tavola, cm 42x58, collezione privata

Wassily Kandinsky, Isolation, 1944, olio su tavola, cm 42×58, collezione privata

Wassily Kandinsky e l’arte astratta tra Italia e Francia è aperta fino al 21 ottobre 2012 al Museo Archeologico Regionale (MAPPA) – MAR di Aosta. La grande mostra – da non perdere – a cura di Alberto Fiz e realizzata dall’Assessorato Istruzione e Cultura della Regione Autonoma Valle d’Aosta con la collaborazione di Fondazione Antonio Mazzotta, ripercorre l’iter creativo di Kandinsky: dal 1925 – quando completa il manoscritto Punto, Linea, superficie (pubblicato poi nel 1926) – fino all’anno della sua scomparsa, nel 1944. “(…) Nel caso di Wassily Kandinsky il periodo parigino, quello che va dal 1934 sino al 1944, anno della sua morte, è stato spesso snobbato – spiega Alberto Fiz nel testo in catalogo - quasi fosse un’appendice di quanto era avvenuto durante gli anni di Monaco (1896-1914), il soggiorno in Russia (1915-1921) o l’epoca che ha coinciso con l’insegnamento al Bauhaus (1922-1933)….”. Kandinsky, afferma ancora Alberto Fiz “(…) innesca un processo di cambiamento nella medesima concezione spaziale dell’opera che avrà ampi sviluppi nel dopoguerra. I primi a cogliere la portata innovativa di questa ricerca sono gli artisti. In Italia il MAC, Movimento Arte Concreta fondato nel 1948 da Gillo Dorfles, Gianni Monnet, Bruno Munari e Atanasio Soldati, così come Forma 1, nato nel 1947, subiscono, almeno sotto il profilo metodologico, un’influenza kandinskiana.” >> 
> comunicato stampa >

Mettere in rilievo l’indagine del periodo parigino è uno degli obiettivi principali della mostra che presenta una serie di grandi capolavori quali Noir bigarré del 1935, Voisinage del 1939, Au milieu e Balancement del 1942.

Alle opere di Wassily Kandinsky, circa 40 (tra cui spiccano alcuni capolavori degli anni Trenta e Quaranta mai presentati prima d’ora in Italia), si affiancano altrettante opere di artisti italiani e francesi che hanno vissuto in contatto con Kandinsky o che a lui si sono ispirati.

Wassily Kandinsky, Au Milieu, 1942, olio su tavola, cm 49x49, collezione privata

Wassily Kandinsky, Au Milieu, 1942, olio su tavola, cm 49×49, collezione privata

 

Il percorso della mostra apre con una sezione didattica, caratterizzata da un pannello interattivo che riproduce l’opera Noir bigarré del 1935 e offre ai visitatori la possibilità ricreare “il proprio Kandinsky”, spostando i dettagli magnetici colorati del dipinto.

Si prosegue nella sala successiva, dove le note di un piano accompagnano ad ammirare la ricostruzione della Sala della Musica dell’Esposizione di Architettura di Berlino del 1931 disegnata da Kandinsky; un ambiente di forte impatto, che accoglie importanti opere del maestro russo – realizzate dal maestro russo nella seconda metà degli anni Venti – quali Rot in Spitzform del 1925, Sichel del 1926, Schwarzes Stäbchen del 1928 e le coloratissime incisioni della serie Piccoli Mondi del 1922, disposte a raggiera su un grande tavolo espositivo.

Wassily Kandinsky, Balancement, 1942, olio su tela, cm 89x116, collezione privata

Wassily Kandinsky, Balancement, 1942, olio su tela, cm 89×116, collezione privata

 

Nelle sale successive si alternano, le opere di Wassily Kandinsky con quelle di celebri artisti italiani e francesi: Jean Arp, Sophie Taeuber-Arp, César Domela, Piero Dorazio, Gillo Dorfles, Florence Henri, Alberto Magnelli, Alessandro Mendini, Joan Miró, Gianni Monnet, Francis Picabia, Mauro Reggiani, Atanasio Soldati, Ettore Sottsass e Luigi Veronesi, fra cui si istituisce un vero e proprio dialogo fecondo e creativo.

Gianni Monnet, Composizione, 1949, collage e tempera su carta, cm 27,5x35 © Studio Dabbeni, Lugano

Gianni Monnet, Composizione, 1949, collage e tempera su carta, cm 27,5×35 © Studio Dabbeni, Lugano

I lavori di questi artisti, caratterizzati spesso da un forte carattere cromatico e da linee movimentate, lasciano intuire l’influenza e la stretta connessione con il maestro russo.

Il percorso della mostra offre inoltre, in una sala dedicata, la registrazione della “composizione scenica” di Kandinsky, Violett, con scenografie realizzate su suo disegno, grazie alla collaborazione con lo Sprengel Museum di Hannover. La registrazione ripropone la trasposizione a cura del Verein Kunst und Bühne di Hannover tenutasi nel 1996 presso lo Sprengel Museum di Hannover.

Il video fa emergere la figura poliedrica di Kandinsky, nonché la relazione tra arte e musica così importante nella sua ricerca.

Alessandro Mendini, Kandissi, 1978, legno e stoffa

Alessandro Mendini, Kandissi, 1978, legno e stoffa

Di particolare interesse è il riferimento al design di Alessandro Mendini che offre un vero e proprio omaggio attraverso la creazione di un ambiente interamente ispirato al maestro russo con un arazzo, un dipinto, una credenza, una specchiera ed il divano Kandissi del 1978, una delle realizzazioni più celebri di Studio Alchimia dove si realizza una contaminazione tra colore e forma, perfettamente coerente con le teorie di Kandinsky. Come scrive Mendini, “La composizione degli oggetti è fatta di segni visivi, gli stilemi sono degli alfabeti adatti a invadere ogni cosa. E’ un processo continuo, energetico, infinito”.

Il carattere trasversale dell’esposizione offre l’opportunità di un’approfondita analisi critica in un contesto che coinvolge Italia e Francia e in questa direzione non mancano prospettive d’indagine, talvolta inedite, di sicuro interesse sia per gli appassionati di Arte Astratta che per chi si avvicina per la prima volta a questo genere.

“Il linguaggio sviluppato da Kandinsky come progressiva tensione di forze conduce ad un superamento dei canoni estetici tradizionali e alla conquista di nuove prospettive spaziali che saranno determinanti per l’arte del secondo dopoguerra con riflessi sull’espressionismo astratto americano”, afferma Alberto Fiz.

La mostra, che si avvale di un prestigioso comitato scientifico di cui fanno parte Pietro Bellasi, Riccardo Carazzetti e Martina Mazzotta Lanza,  è accompagnata da un’importante pubblicazione in italiano e francese, edita dalla casa editrice Gabriele Mazzotta, con testi di Alberto Fiz, Pietro Bellasi, Cristina Casero, Gillo Dorfles, Alessandro Mendini, Marco Vallora e con apparati.

Gillo Dorfles, Giardino, 1988, (da bozzetto del 1940), tappeto di lana su ordito di cotone, trama in canapa, cm 140x220

Gillo Dorfles, Giardino, 1988, (da bozzetto del 1940), tappeto di lana su ordito di cotone, trama in canapa, cm 140×220

Wassily Kandinsky e l’arte astratta tra Italia e Francia

A cura di  Alberto Fiz

Comitato scientifico

Pietro Bellasi

Riccardo Carazzetti

Guido Magnaguagno

Martina Mazzotta Lanza

Museo Archeologico Regionale

Piazza Roncas 12 – www.regione.vda.it

Date 26 maggio – 21 ottobre 2012

Orario tutti i giorni dalle 9.00 alle 19.00

Ingresso  € 5,00 intero, € 3,50 ridotto, gratuito per i minori di 18 anni e per i maggiori di 65 anni

Realizzazione   Assessorato Istruzione e Cultura della Regione Autonoma Valle d’Aosta

In collaborazione con   Fondazione Antonio Mazzotta, Milano

Media partner  La Stampa

 

Piero Dorazio, Sviluppo orizzontale di una cornamusa dolcissima, 1946, olio e sabbia su tela, cm 54x73, collezione privata

Piero Dorazio, Sviluppo orizzontale di una cornamusa dolcissima, 1946, olio e sabbia su tela, cm 54×73, collezione privata

 

Catalogo   Edizioni Gabriele Mazzotta, Milano

Formato 24×28, 192 pagine a colori

Testi di Pietro Bellasi, Cristina Casero, Gillo Dorfles, Alberto Fiz, Alessandro Mendini, Nicoletta Ossanna Cavadini, Marco Vallora

Apparati: Antologia critica; antologia degli scritti di Kandinsky;

note biografiche di tutti gli autori; bibliografia essenziale

Per informazioni  

Assessorato Istruzione e Cultura della Regione autonoma Valle d’Aosta

Museo Archeologico Regionale, tel. 0165 275902

Attività espositive, tel. 0165 274401

[email protected]

www.regione.vda.it

Uffici stampa

Ufficio stampa mostra

Irma Bianchi Comunicazione

Tel. 02 89404694 r.a., [email protected]

Ufficio stampa Assessorato Istruzione e Cultura

tel. 0165 273457, [email protected]
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Wassily Kandinsky, Mit Punkt an der Grenze der Fläche (Con punto al limite della superficie), 1924,inchiostro su carta, cm24,5x34,4

Wassily Kandinsky, Mit Punkt an der Grenze der Fläche (Con punto al limite della superficie), 1924,inchiostro su carta, cm24,5×34,4

 

Wassily Kandinsky e l’arte astratta tra Italia e Francia

Elenco delle opere in mostra

WASSILY KANDINSKY

1. Kochel – Bergwiese vor Waldrand (Kochel – Alpeggio ai margini del bosco), 1902, olio su cartone telato, cm 32,3×24
Collezione privata (RB 53)

2. Kleine Welten (Piccoli mondi), 1922
Portfolio di 12 incisioni
Kleine Welten I, litografia a colori, cm 24,7×21,8
Kleine Welten II, litografia a colori, cm 25,4×21
Kleine Welten III, litografia a colori, cm 27,8×23
Kleine Welten IV, litografia a colori, cm 26×25,6
Kleine Welten V, litografia a colori, cm 27,5×23,5
Kleine Welten VI, xilografia, cm 27,5×23,4
Kleine Welten VII, litografia a colori , cm 27×23,3
Kleine Welten VIII, xilografia, cm 27,3×23,3
Kleine Welten IX, puntasecca , cm 23,7×20
Kleine Welten X, puntasecca, cm 23,5×20
Kleine Welten XI, puntasecca, cm 24×20
Kleine Welten XII, puntasecca, cm 23,8×20
Prov.Civica Biblioteca d’Arte, Milano, inv. 9405

3. Mit Punkt an der Grenze der Fläche (Con punto al limite della superficie), 1924, inchiostro su carta, cm 24,5×34,4.
Collezione privata

4. Spitz-Rund (Appuntito tondo), 1925, olio su cartone, cm 72,5×32. Accademia Carrara, Galleria d’Arte Moderna e
Contemporanea, Bergamo (RB 764)

Wassily Kandinsky, Rot in Spitzform, 1925, acquarello, cm 48,3x32, MART

Wassily Kandinsky, Rot in Spitzform, 1925, acquarello, cm 48,3×32, MART

5. Rot in Spitzform (Rosso a forma appuntita), 1925, acquerello e china su carta, cm 48,3×32
Prov. MART – Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto, inv. MART 2178 (B 754)

6. Sichel (Falce), 1926, olio su cartone, cm 41×33. Collezione privata (RB 783)

7. Schwarzes Stäbchen (Bastoncini neri), 1928, olio su tavola, cm 26×20. Collezione privata (RB 858)

8. Dumpf-klar (Cupo-chiaro), 1928, olio su tela, cm 63,5×20. Collezione privata (RB 868)

9. Herum (Attorno), 1928, acquerello su carta , cm 50×47. Collezione privata (B 894)

10. Sans titre (Senza titolo), 1928 , schizzo per l’acquerello “Kleines Quadrat”, inchiostro di china su carta, cm 24,5×40
Collezione T.F., Roma

11. Versunken (Immerso), 1929, acquerello, gouache e inchiostro di china su carta, cm 50×25. Collezione privata (B 939)

12. Blasser-Knäuel (Groviglio pallido), 1931, acquerello su carta, cm 48×28,8. Collezione privata (B 1057)

13. Annäherung (Avvicinamento), 1931, acquerello su carta, cm 33×49. Collezione privata (B 1061)

14. Ohne Titel (Senza titolo), 1932, china e inchiostro su carta, cm 39,8×27,8. Collezione privata

15. Mittengrün (Verde nel mezzo), 1932, acquerello, gouache, penna e inchiostro su carta, cm 29×39,8. Collezione
privata (B 1090)

16. Dessin n° 3 (Disegno n. 3), 1933, inchiostro di china su carta, cm 28×37. Collezione T.F., Roma

17. Komposition (Composizione), 1933, china su carta, cm 35,5 x 21,5. Collezione privata

18. Quatre (Quattro), 1934, acquerello e inchiostro su carta, cm 31,5×24,5. Collezione privata (B 1147)

19. Deux tensions (Due tensioni), 1934, acquerello e china su carta, cm 53×37. Collezione privata in deposito al
MART inv. MART 3747, TAL 060 (B 1170)

20. Noir bigarré (Nero screziato), 1935, tecnica mista su tela, cm 116×89. Collezione privata (RB 1058)

21. Petits plans (Piccole superfici), 1936, gouache su carta nera, cm 50×33,7. Collezione privata (B 1194)

22. La forme rouge (La forma rossa), 1938, olio su tela, cm 82×60. Collezione privata (RB 1090)

23. L’ouverture (L’apertura), 1938, gouache su carta nera, cm 37×50. Collezione privata (B 1242)

24. Voisinage (Vicinanza), 1939, olio su tela, cm 60×92. Collezione privata (RB 1104)

25. Composition n° 5 (Composizione n. 5), 1940, china su carta, cm 27,7×17,5. Collezione privata

26. Sans titre (Senza titolo), 1940, gouache su carta grigia, cm 33×5. Collezione privata (B 1314)

27. Balancement (Bilanciamento), 1942 , olio su tela, cm 89×116. Collezione privata (RB 1124)

28. Au milieu (Nel mezzo), 1942, olio su cartone su tela, cm 49×49. Collezione privata (RB 1133)

29. Inquiétude (Inquietudine), 1943, olio su cartone, cm 42×58. Collezione privata – Courtesy Galleria dello Scudo,
Verona (RB 1167)

30. Isolation (Isolamento), 1944, tecnica mista su cartone, cm 42×58. Collezione privata (RB 1170)

GLI ALTRI ARTISTI

31. Jean (Hans) Arp, Le fils du nombril (Il figlio dell’ombelico), 1957, rilievo, masonite dipinta, realizzato da un disegno
del 1922, cm 200×94. Collezione Città di Locarno, Pinacoteca Comunale Casa Rusca, Locarno

32. Jean (Hans) Arp, Nadir II, 1960, rilievo, masonite dipinta, cm 152×131. Collezione Città di Locarno, Pinacoteca
Comunale Casa Rusca, Locarno

33. Jean (Hans) Arp, Torse-amphore (Torso-anfora), 1962, bronzo, cm 90x30x20. Collezione Città di Locarno,
Pinacoteca Comunale Casa Rusca, Locarno

34. César Domela, Studio, 1940 circa, matita su carta da lucido, cm 22 x15,8. Collezione privata – Courtesy Galleria
Martini & Ronchetti, Genova

César Domela, Ohne Titel, 1952, olio e tempera su carta, cm 50x65,8, collezione privata, courtesy Galleria Martini & Ronchetti, Genova

César Domela, Ohne Titel, 1952, olio e tempera su carta, cm 50×65,8, collezione privata, courtesy Galleria Martini & Ronchetti, Genova

35. César Domela, Ohne Titel (Senza titolo), 1952, olio e tempera su carta, cm 50×65,8. Collezione privata – Courtesy
Galleria Martini & Ronchetti, Genova

36. César Domela, Composition (Composizione), 1955, tempera su carta, cm 60×46. Collezione privata – Courtesy
Galleria Martini & Ronchetti, Genova

37. Piero Dorazio, Sviluppo orizzontale di una cornamusa dolcissima, 1946, olio e sabbia su tela, cm 54×73. Collezione
privata

38. Piero Dorazio, Il ponte di Carlo, 1947, olio su tela, cm 50×100. Collezione privata

39. Piero Dorazio, Prometeo, 1948, olio su tela, cm 40×25. Courtesy Studio Dabbeni, Lugano

40. Piero Dorazio, La comunicazione, 1952, olio su tela, cm 60×70. Fondazione Marguerite Arp, Locarno FMA 876

41. Piero Dorazio, Senza titolo, 1954, tempera su carta lucidata e applicata su carta, cm 78×78. Collezione privata

42. Gillo Dorfles, Senza titolo, 1938, tempera all’uovo su cartoncino, cm 13×17. Collezione dell’artista (CR n. 1938, 74)

43. Gillo Dorfles, Senza titolo, 1940, tempera all’uovo su cartoncino , cm 14,5×21. Collezione dell’artista (CR n. 1940,3)

44. Gillo Dorfles, Senza titolo, 1940, tempera grassa all’uovo su carta, cm 18×26. Collezione dell’artista (CR 1940,27)

45. Gillo Dorfles, Senza titolo, 1949, olio su tela, cm 70×50. Courtesy Studio Dabbeni, Lugano (CR 1949,139)

46. Gillo Dorfles, Composizione con più figure, 1949, olio su tavola, cm 33×42,5. Collezione dell’artista (CR n. 1949,149)

47. Gillo Dorfles, Giardino, 1988 (da un bozzetto del 1940), tappeto di lana su ordito di cotone, trama di canapa,
cm140x220. Collezione dell’artista (CR 1980,276)

48. Florence Henri, Portrait de Wassily Kandinsky (Ritratto di Wassily Kandinsky), 1934 , fotografia, stampa ai sali
d’argento originale d’epoca, cm 29,8×23,5. Collezione privata – Courtesy Galleria Martini & Ronchetti, Genova

49. Florence Henri, Portrait de Wassily Kandinsky (Ritratto di Wassily Kandinsky), 1934, fotografia, stampa ai sali
d’argento del 1976, cm 24×18. Collezione privata – Courtesy Galleria Martini & Ronchetti, Genova

50. Florence Henri, Portrait de Wassily Kandinsky (Ritratto di Wassily Kandinsky), 1934 , fotografia, stampa ai sali
d’argento originale d’epoca, cm 16×11,5. Collezione privata – Courtesy Galleria Martini & Ronchetti, Genova

51. Florence Henri, Portrait de Wassily Kandinsky (Ritratto di Wassily Kandinsky), 1934, fotografia, stampa ai sali
d’argento del 1976, cm 24×18. Collezione privata – Courtesy Galleria Martini & Ronchetti, Genova

52. Florence Henri, Portrait de Wassily Kandinsky (Ritratto di Wassily Kandinsky), 1934, fotografia, stampa ai sali
d’argento originale d’epoca, cm 11,5×8,5. Collezione privata – Courtesy Galleria Martini & Ronchetti, Genova

53. Alberto Magnelli, Grand voyage (Grande viaggio), 1937, olio su tela, cm 89×117. Lorenzelli Arte, Milano

54. Alberto Magnelli, Presque rapide (Quasi rapido), 1937, olio su tela, cm 114×162. MART, inv. MART PAT
040556, MPA 206

55. Alberto Magnelli, Coalition frappante (Coalizione sorprendente), 1938, olio su tela, cm 32×46. Courtesy Galleria Tega,
Milano

56. Alberto Magnelli, En même temps (Allo stesso tempo), 1942, olio su tela con collage di carta vetrata, cm 81×100.
Lorenzelli Arte, Milano

57. Alberto Magnelli, Sans titre (Senza titolo), 1943 , gouache su cartone, cm 64×49. Fondazione Marguerite Arp
Locarno FMA 140

58. Gianni Monnet, Composizione, 1949, collage e tempera su carta, cm 27,5×35. Courtesy Studio Dabbeni, Lugano

59. Gianni Monnet, Metamorfosi, 1949, olio su masonite, cm 60×73. Courtesy Studio Dabbeni, Lugano

60. Joan Miró, Sans titre (Senza titolo), 1930, matita su carta, cm 62,5×47,5. Collezione privata

61. Joan Miró, Peinture (Pittura), 1953, olio su tela, cm 48×75. Collezione privata

62. Francis Picabia, Sans titre (Senza titolo), 1937, tempera su cartone, cm 65×54. Lorenzelli Arte, Milano

63. Mauro Reggiani, Composizione, 1936, olio su tela riportata su cartone, cm 37,5×54. Collezione privata – Courtesy
Cardelli & Fontana

64. Mauro Reggiani, Composizione, 1938, olio su tela riportata su cartone, cm 50×40. Collezione privata – Courtesy
Cardelli & Fontana

65. Atanasio Soldati, Composizione astratta, 1935-1936, olio su tavola, cm 35×45. Collezione T.F., Roma

66. Atanasio Soldati, Composizione, 1937, olio su tela, cm 80×53. Lorenzelli Arte, Milano

67. Atanasio Soldati, Trenta, 1948, olio su tela, cm 82×100. Collezione privata

68. Ettore Sottsass, Senza titolo (Motivo astratto per stoffe), 1947, tempera e pastello a cera su carta, cm 31×21. CSAC -
Centro Studi e Archivio della Comunicazione – Università degli Studi di Parma, inv. B028331S-6425/286

69. Ettore Sottsass, Senza titolo (Disegno per concorso), 1947, matita e tempera su carta, cm 69,5×24,5. CSAC – Centro
Studi e Archivio della Comunicazione – Università degli Studi di Parma, inv. B0283305s-6425/387

70. Ettore Sottsass, Senza titolo, 1947, tempera su carta, cm 48×35,5 cm. Courtesy Studio Dabbeni, Lugano

71. Sophie Täuber-Arp, Six espaces avec croix (Sei spazi con croce), 1932, gouache su carta, cm 28,5×42,6. Fondazione
Marguerite Arp, Locarno Schmidt/Weber 1932/5 FMA 20

72. Sophie Täuber-Arp, Composition dans un cercle (Composizione in un cerchio), 1938, gouache su carta, cm 35×26.
Fondazione Marguerite Arp, Locarno

73. Da Sophie Täuber-Arp, Six espaces distincts (Sei spazi distinti), s.d., (da un acquerello del 1939), arazzo,
cm 136×186. Collezione Città di Locarno, Pinacoteca Comunale Casa Rusca, Locarno

74. Luigi Veronesi, Fotogramma 26, 1936, fotogramma, reprint 1977, cm 31x 29. Collezione privata, Milano

75. Luigi Veronesi, Composizione, 1938, tempera su cartone, cm 24×33. Collezione privata, Milano

76. Luigi Veronesi, Composizione, 1938, tempera e fotogramma su tela, cm 36×50. Collezione privata, Milano

77. Luigi Veronesi, Composizione, 1938, tempera su cartone, cm 33×31. Collezione privata, Milano

78. Luigi Veronesi, Senza titolo, 1943, tempera, collage e china su carta, cm 51,7 x 34,8. Collezione T.F., Roma

79. Alessandro Mendini, Kandissi, 1978, divano in legno laccato, cm 200x90x130. Collezione dell’artista

80. Alessandro Mendini , Kandissa, 1978, specchio in legno laccato, cm 70x70x15. Collezione dell’artista

81. Alessandro Mendini, Kandissone, 1979, arazzo in tessuto in piquet di cotone con applicazioni in tessuto, cm 200×140.
Collezione dell’artista / Collection de l’artiste

82. Alessandro Mendini, Redesign di credenza anni Cinquanta, 1983, legno dipinto a mano, cm252x46x120. Collezione
dell’artista

83. Alessandro Mendini, Senza titolo, 1986, nitro su legno / Peinture nitrocellulose, cm 150×180. Collezione dell’artista

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Wassily Kandinsky, cenni biografici

 

1866

Wassily Vasil’evicˇ Kandinsky nasce il 4 dicembre a Mosca, figlio di Vasilij Sil’verstrovicˇ, mercante di tè siberiano, e di Lidia Ticheeva, moscovita. La famiglia ha ascendenze tedesche e mongole e sin da piccolo Kandinsky impara la lingua tedesca.

 

1869

Con la famiglia compie il suo primo viaggio in Italia, visitando Roma, Firenze e Venezia.

 

1871

Per motivi di salute il padre si trasferisce con la famiglia a Odessa. Poco tempo dopo i genitori divorziano. Kandinsky trascorre molto tempo con la zia materna Elizaveta Ticheeva, che si rivelerà una figura determinante per la sua educazione artistica. A Odessa Wassily compie studi classici, frequentando il locale Gymnasium. Impara anche a suonare il pianoforte e il violoncello.

 

1885

Kandinsky si trasferisce a Mosca dal padre e si iscrive alla facoltà di Giurisprudenza.

 

1889

Compie un viaggio di ricerca etnografica nella regione di Vologoda, a nordest di Mosca, come membro della Società imperiale di scienze naturali, antropologia ed etnografia. Come più tardi ricorderà nello scritto autobiografico Sguardi sul passato, tale esperienza segnerà profondamente il suo futuro lavoro d’artista.

1892

Consegue la laurea in Diritto con una tesi in economia politica. Nello stesso anno sposa la cugina Anja Sˇ emjakina.

 

1893

In questo anno, al termine degli studi universitari, è assistente nella facoltà di Legge dell’Università di Mosca.

 

1895

Il suo interesse per la carriera universitaria si affievolisce e accetta l’incarico di direttore artistico della casa editrice Kusˇverev di Mosca.

 

1896

Rifiuta una cattedra presso l’Università di Dorpat e, grazie al sostegno economico della famiglia, può trasferirsi a Monaco, che in quel tempo era uno dei più rinomati centri artistici. Qui frequenta per due anni i corsi privati di Anton Azbé, dove incontra i russi Alexej von Jawlensky, Marianne von Werefkin, Igor Grabar e Dmitrij Kardovskij.

 

1900

Riesce a entrare all’Accademia di Belle Arti e frequenta i corsi di Franz von Stuck, che lo accetta nella sua classe insieme a Paul Klee, Hans Purrmann, Eugen Spiro e Albert Weisgerber.

 

1901

Dipinge le prime gouache e i primi oli su tela. Partecipa alla fondazione dell’Associazione artistica Phalanx, finanziandola in proprio. Phalanx diventa anche scuola d’arte e Kandinsky vi insegna pittura e disegno. A maggio si tiene la prima esposizione dell’associazione, per la quale Kandinsky crea il manifesto. Fa un viaggio a Odessa.

 

1902

Con gli allievi della scuola Phalanx compie un viaggio di fine corso a Kochel, in Alta Baviera, cui partecipa anche Gabriele Münter, con la quale si fidanzerà. Partecipa alla mostra della Secessione a Berlino. Realizza le prime xilografie. Tiene contatti con la Russia scrivendo su riviste locali di avvenimenti culturali monacensi.

 

1903

Sempre con gli studenti fa un viaggio nell’Alto Palatinato, a Kallmünz. Tra settembre e ottobre si reca in Italia,  a Venezia, dove resta molto colpito dai mosaici di San Marco. Prosegue poi il suo viaggio recandosi a Vienna, Odessa e Mosca. Presso la Scuola d’arte Stroganov di Mosca pubblica Poesie senza parole.

 

1904

Si scioglie Phalanx, che fino ad allora aveva realizzato dodici mostre. Tra maggio e giugno si reca con Gabriele Münter nei Paesi Bassi attraversando la Germania. In autunno raggiunge nuovamente Odessa e poi Parigi, dove partecipa alla mostra inaugurale di Tendances Nouvelles ed è presente per la prima volta al Salon d’Automne, dove esporrà fino al 1910. Nell’inverno con la Münter visita i musei di Bonn, Basilea e Ginevra, quindi raggiunge Tunisi. Si separa dalla moglie, dalla quale divorzierà nel 1911.

 

1905

Tiene presso la Galerie Krause di Monaco la sua prima mostra personale, che poi sarà itinerante. Nei primi mesi dell’anno Kandinsky è in Tunisia, trascorre l’estate a Dresda e quindi si reca in Italia. Dietro raccomandazione di Max Liebermann entra a far parte della Deutsche Künstlerbund. Trascorre l’inverno a Rapallo.

 

1906

Giunge in maggio a Parigi, dove resterà fino al 27 giugno. Le sue opere nel frattempo vengono esposte in Germania e in Francia. Partecipa alla mostra della Secessione a Berlino e all’esposizione organizzata dagli artisti riuniti nella Brücke a Dresda.

 

1907

Continua la produzione di xilografie e dipinge alcune scene russe. Nel mese di febbraio espone alla Mostra Internazionale di  Roma. Partecipa al Salon des Indépendants e in maggio 109 sue opere sono esposte nel Musée du Peuple d’Angers in una mostra organizzata da Tendances Nouvelles.

 

1908

Con Gabriele Münter soggiorna a Lana, nei pressi di Merano, quindi a Salisburgo e infine a Murnau, in Baviera. Qui, con Jawlensky e la Werefkin, svolge ricerche pittoriche incentrate sull’uso del colore e sullo studio del paesaggio. Inizia a occuparsi di teatro, collaborando con il compositore Thomas von Hartmann.

 

1909

Partecipa alla fondazione della Nuova associazione degli artisti di Monaco (Neue Künstlervereinigung München, nkvm). Continua la collaborazione con Hartmann, realizzando composizioni sceniche (nasce Il suono giallo). A Parigi Tendances Nouvelles pubblica una serie di sue xilografie. Si tiene presso la Moderne Galerie Thannhauser di Monaco la prima mostra della nkvm, che parteciperà anche al Salone di Vladimir Izdebskij a Odessa. Nel corso dell’anno Gabriele acquista una casa a Murnau, dove Kandinsky si recherà per soggiorni estivi e invernali fino allo scoppio della prima guerra mondiale. La casa, soprannominata “Russenvilla”, sarà decorata da Kandinsky con motivi popolari russi. Inizia quest’anno la serie delle Improvvisazioni.

 

1910

Alla Galerie Thannhauser di Monaco, dove si tiene la seconda mostra della nkvm,  incontra Franz Marc e August Macke. Partecipa con cinquantadue opere al secondo Salone di Izdebskij a Odessa e alla mostra del Fante di Quadri organizzata da Larionov. Inizia le prime Composizioni.

 

1911

A febbraio Marc aderisce alla nkvm e con Kandinsky iniziano a lavorare al progetto dell’Almanacco del Blaue Reiter. Conosce il musicista Arnold Schönberg e lo storico dell’arte svizzero Franz Stadler. A dicembre Kandinsky, la Münter, Marc e Kubin lasciano la nkvm per il rifiuto della giuria di esporre Composizione V e organizzano la prima mostra della redazione del Blaue Reiter alla Galerie Thannhauser. L’editore Piper di Monaco pubblica il testo Lo spirituale nell’arte. Inizia la serie delle Impressioni e la sua pittura si volge sempre più verso l’astratto.

 

1912

Da febbraio il Blaue Reiter espone dapprima alla Galerie Hans Goltz a Monaco quindi alla Der Sturm di Berlino. In maggio viene pubblicato l’Almanacco del Blaue Reiter. Alla Kunsthaus di Zurigo, Kandinsky partecipa alla mostra “Moderner Bund”, e la Galerie Der Sturm organizza in ottobre una sua mostra itinerante. Si reca in Russia.

 

1913

Partecipa all’“International Exhibition of Modern Art” a New York, Chicago e Boston e conosce Arthur Jerome Eddy di Chicago, che sarà il suo primo collezionista americano. Trascorre l’estate a Mosca e al suo rientro è all’Erster Deutscher Herbstsalon, presso la Galerie Der Sturm, che pubblica l’album Kandinsky 1901-1913 e il testo autobiografico Sguardi sul passato.

 

1914

Si tiene alla Galerie Thannhauser di Monaco una sua mostra personale. Il 1° agosto scoppia la prima guerra mondiale e Kandinsky, assieme alla Münter, va in Svizzera. Da qui si reca poi a Lindau e Rorschach, quindi a Mariahelde bei Goldach sul lago di Costanza, dove resta fino a novembre. Scrive la composizione scenica Violetto e inizia a riflettere sulle basi del futuro Punto, linea, superficie. Esegue quattro pannelli sul tema delle stagioni per l’abitazione di Edwin Campbell in Park Avenue a New York. Si reca nuovamente in Russia.

 

1915

Espone a Mosca la sua prima opera pienamente astratta, Dipinto con un cerchio del 1911, alla mostra “L’anno 1915”, cui partecipano gli, artisti russi Tatlin, Malevicˇ  e Rodcˇenko. In questo anno realizza solamente acquarelli e disegni. Nel mese di dicembre si reca in Svezia con la Münter e vi rimane sino al marzo successivo.

 

1916

La Gummesons Konsthandel di Stoccolma espone le sue opere e pubblica il suo saggio Dell’artista. Giunto a Mosca senza la Münter realizza una serie di acquarelli dal titolo Bagatelle.

 

1917

Nel mese di febbraio sposa Nina Andreevskaja, conosciuta solo pochi mesi prima. Trascorre il viaggio di nozze in Finlandia e, al suo ritorno in Russia, nasce il figlio Vsevolod, che morirà nel 1920 di gastroenterite.

 

1918

Kandinsky entra a far parte del Dipartimento di arti figurative (izo), all’interno della Sezione di arti visive del Commissariato del popolo all’istruzione (narkompros-nkp). A partire dal mese di ottobre dirige i Liberi atelier di Stato (svomas). È, inoltre, redattore della rivista “Arti Visive”.

 

1919

In Italia esce per la prima volta un suo testo, Pittura come arte pura, pubblicato su “Valori Plastici”, nel numero di gennaio-febbraio.

Viene nominato direttore del Museo di cultura pittorica e, con Rodcˇenko, partecipa alla creazione di ventidue nuovi musei delle repubbliche. Per il suo impegno in campo artistico viene insignito del titolo di professore onorario all’Università di Mosca. Espone alla I Mostra di Stato di artisti nazionali e moscoviti.

 

1920

Redige programmi pedagogici per il nuovo Istituto di cultura artistica di cui dirige la sezione di arte monumentale. Affianca la partecipazione alle mostre delle avanguardie a un’intensa produzione saggistica. Cinquantaquattro sue opere sono esposte nella XIX Mostra di Stato. Nel corso dell’anno, a seguito di contrasti con Rodcˇenko riguardanti i suoi programmi pedagogici che non vengono accettati, si dimette dall’istituto.

 

1921

Fonda, con Petr Kogan, l’Accademia russa di scienze artistiche, di cui diviene vicepresidente. Sempre a Mosca, organizza l’esposizione “Il mondo dell’arte” con altri artisti russi che, come lui, non approvano la linea costruttivista. Nel mese di dicembre fa ritorno a Berlino.

 

1922

Walter Gropius gli offre una cattedra al Bauhaus di Weimar e, a partire dal mese di giugno, Kandinsky si occupa del laboratorio di pittura murale e tiene i corsi introduttivi obbligatori di propedeutica artistica. Pubblica a Berlino la raccolta di grafiche Piccoli mondi.

 

1923

La Société Anonyme, di cui diverrà in seguito vicepresidente, gli allestisce una mostra personale a New York. Nel mese di settembre soggiorna sul Mar Baltico.

 

1924

Emmy (Galka) Scheyer, che ha ideato il gruppo I Quattro Azzurri, di cui Kandinsky fa parte assieme a Klee, Feininger e Jawlensky, organizza esposizioni di loro opere negli Stati Uniti.

 

1925

Nel mese di aprile il Bauhaus di Weimar chiude per le insistenze dei partiti conservatori, per poi riaprire a Dessau nell’estate. Otto Ralfs fonda la Kandinsky – Gesellschaft, che ha lo scopo di assicurare una rendita mensile all’artista attraverso la vendita delle opere ai soci a prezzi inferiori a quelli del mercato.

 

1926

Punto, linea, superficie viene pubblicato dall’editore Albert Langen di Monaco. Nell’anno del sessantesimo compleanno dell’artista viene organizzata una mostra itinerante di sue opere in tutta la Germania. Nel mese di novembre espone alla “International Exhibition of Modern Art”, organizzata dalla Société Anonyme e allestita al Brooklyn Museum di New York.

 

1927

Al Bauhaus di Dessau tiene un corso libero di pittura. Trascorre le vacanze in Svizzera e in Austria, dove incontra Schönberg. Espone all’interno di una mostra alla Kunsthaus di Zurigo.

 

1928

Acquisisce la cittadinanza tedesca. Per l’opera Quadri di un’esposizione di Musorgskij, allestita a Dessau, disegna i costumi e le scene. Trascorre l’estate in Costa Azzurra.

 

1929

Si tiene alla Galerie Zak a Parigi la prima mostra dei suoi acquarelli e delle sue tempere. Compie un viaggio in Belgio, dove incontra James Ensor. Trascorre le vacanze con Paul Klee a Hendaye Plage.

 

1930

Viene invitato da Michel Seuphor a far parte del gruppo Cercle et Carré, con cui espone a Parigi. Conosce Gualtieri di San Lazzaro. Compie un viaggio in Italia, visitando Verona, Bologna, Urbino, Venezia e Ravenna, dove resta colpito dai mosaici delle più belle chiese. Partecipa alla Biennale di Venezia esponendo tre dipinti (In blu, Alcune guglie, Ardore velato) nel Padiglione tedesco.

 

1931

Viaggia in Egitto, Turchia, Grecia e torna nuovamente in Italia. Inizia la collaborazione con la rivista mensile “Cahiers d’Art”. Realizza la decorazione in ceramica per una sala da concerto progettata da Mies van der Rohe per l’”Esposizione tedesca di architettura” di Berlino.

 

1932

Passa l’estate a Dubrovnik. In settembre il Bauhaus di Dessau si trasferisce a Berlino, sotto forma di istituto privato, per le insistenti pressioni dell’amministrazione nazionalsocialista.

 

1933

Il 20 luglio il regime nazista impone la chiusura al Bauhaus. Kandinsky si trasferisce in Francia e, dietro suggerimento di Marcel Duchamp, va a vivere a Neuilly-sur-Seine.

1934

Alla Galleria del Milione di Milano si tiene la sua prima personale italiana. Dal 24 aprile al 9 maggio, sono esposti, nella galleria milanese, 45 acquarelli e 30 disegni.

A Parigi conosce Joan Miró e Piet Mondrian. Espone con gli artisti del gruppo Abstraction-Création.

 

1935

Espone alla Galerie Cahiers d’Art di Parigi e a New York presso I.B. Neumann. Nel mese di novembre espone alla “Mostra di Bianco e nero” alla Galleria del Milione a Milano, una collettiva cui partecipano numerosi artisti, italiani e stranieri, tra cui alcuni dei principali esponenti dell’astrattismo in Italia (Fontana, Licini, Magnelli, Melotti, Radice, Reggiani, Rho, Soldati e Veronesi).

 

1936

Nel mese di settembre, su consiglio di Alberto Magnelli e Susi Gerson, trascorre una vacanza a Forte dei Marmi, dove incontra Giovanni Antonio Colonna di Cesarò. A Los Angeles espone presso la Stendhal Gallery e a Parigi presso Jeanne Bucher.

 

1937

Diverse sue opere in Germania vengono confiscate dal regime nazista e Kandinsky viene inserito nella mostra “Entartete Kunst” (Arte degenerata). Una sua retrospettiva ha luogo alla Kunsthalle di Berna. A Parigi, al Musée du Jeu de Paume, partecipa alla mostra “Origines et développement de l’art international indépendant”.

 

1938

Nel mese di marzo espone in una collettiva alla Galleria del Milione di Milano, insieme ad Arp, Domela, Magnelli, Seligmann, Täuber-Arp e Vézelay. A Londra è allestita una sua personale alla New Burlington Gallery. La rivista “XXe Siècle” pubblica un suo saggio dal titolo Arte concreta.

 

1939

Ottiene la cittadinanza francese e trascorre le vacanze in Costa Azzurra.

 

1940

L’invasione tedesca della Francia lo costringe a spostarsi sui Pirenei per l’estate. Nell’ottobre esce in Italia Della spiritualità nell’arte particolarmente nella pittura; l’importante testo di Kandinsky viene tradotto da Giovanni Antonio Colonna di Cesarò.

 

1942

La Galerie Jeanne Bucher di Parigi realizza una sua mostra personale. A New York, alla Nierendorf Gallery, si tiene una sua antologica.

 

1944

La sua ultima esposizione si tiene Galerie L’Esquisse di Parigi. Nel mese di marzo l’artista si ammala, ma continua a lavorare sino a luglio.

Kandinsky muore il 13 dicembre a Neuilly-sur-Seine all’età di 78 anni.

 

1946

I suoi lavori vengono esposti alla Galleria Ciliberti di Milano.

 

1947

Nel mese di gennaio viene allestita a Palazzo Reale la mostra “Arte astratta e concreta”, organizzata dal gruppo “L’Altana”. Tra le numerose opere in mostra, ci sono quattro dipinti di Kandinsky, che è presente anche in catalogo con un testo intitolato Arte Concreta.

 

1948

Tre opere del maestro russo vengono esposte  alla XXIV edizione della Biennale di Venezia, nella mostra dedicata alla collezione di Peggy Guggenheim, presentata in catalogo da Giulio Carlo Argan.

 

1950

La Biennale di Venezia gli dedica una grande retrospettiva, allestita con trenta dipinti della collezione di Nina Kandinsky. La mostra è introdotta in catalogo da un testo di Charles Estienne.

 

Nel corso del decennio, si fanno frequenti le esposizioni delle opere di Kandinsky in Italia. A Roma nel 1951, la Galleria dell’Obelisco gli dedica una personale, mentre dal 22 febbraio al 9 marzo di quell’anno opere di Kandinsky sono in mostra alla Galleria del Naviglio di Milano, che proporrà ancora rassegne dedicate all’artista nel febbraio del 1960, nel novembre del 1967 e nel dicembre del 1970. Nel settembre del 1952 è la Galleria del Cavallino di Venezia a presentare una personale dell’artista, mentre nel 1957, dal 15 maggio al 30 giugno, una mostra di dipinti provenienti dal Solomon R. Guggenheim Museum, dopo aver attraversato tutta l’Europa, viene allestita a Roma, alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna. Negli ultimi trent’anni, poi, il pubblico italiano ha avuto numerose occasioni di ammirare l’opera di Kandinsky, maestro consacrato, spesso presente anche alla Biennale di Venezia.

 


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