Magazine Diario personale

Wild Harvest

Da Bangorn @MarcoBangoSiena

Capita a volte di imbattersi in un film per caso, iniziato magari già da un po’, e di rimanere lì a guardarlo serenamente, finché qualcuno non ti interrompe e devi lasciarlo a metà. Della metà. È il caso di questo Wild Harvest, I Corsari della Terrain Italia chissà per quale strano motivo, che vidi quasi 20 anni fa su una piccola emittente privata. Non ricordo chi e perché, ma dovetti abbandonarlo, e da allora mi riprometto di rivederlo dall’inizio e finirlo. L’ho cercato un po’ ovunque, e se anche mi dicono che spesso lo ripropongono su piccole reti, io non l’ho mai rivisto.

Wild Harvest

Una locandina. Notare i protagonisti, un po’ diversi da quelli di Magic Mike

La cosa che più mi piacque, oltre all’intrigo di questi mietitori di grano, fu una scazzottata nella parte centrale, articolata e piena di gente. Una di quelle fatte da uomini dalla mascella squadrata e baffi da brigante e non oliati e gonfiati in palestra. Alan Ladd si contende il titolo dell’uomo di punta del film con Robert Preston, e sono proprio loro, se ben ricordo, a dominare la scena con la loro diatriba. Naturalmente, oltre a contendersi i riflettori e le mietitrebbie, devono conquistare la fanciulla di turno, interpretata dalla Diva Dorothy Lamour.

Wild Harvest

Alan Ladd e Dorothy Lamour


Una pellicola di quelle di una volta, insomma, girata nel 1947 e fatta di mietitori avventurieri, al posto dei soliti gangster o eroi di guerra. Per dire l’ultima parola, dovrei rivederlo.


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