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Zia Natalina se n'è andata. R.I.P.

Creato il 19 maggio 2017 da Salvatore Ruggiero @sally57
Zia Natalina se n'è andata. Era quasi centenaria, aveva 95 anni. Era una anziana zia di mio padre. Ha rappresentato anche un pezzo di storia della mia vita. Sono molti i ricordi che mi legano a questa donna buona e altruista che ha animato una buona parte della mia vita. Quando andava a pranzo da lei la domenica; quando veniva a trovarmi al negozio per comprare qualche regalino destinato sempre agli altri e mai a se; quando mi incontrava per strada da piccolo e mi dava una caramella, un confetto, una noce che portava sempre in tasca.
Ho scelto di pubblicare questo breve ma significativo estratto dal mio libro "Storie dal paese dei ciclamini", che si riferisce alla morte di uno dei miei nonni. Nonno Salvatore. Quello raffigurato in copertina.
Zia Natalina se n'è andata. R.I.P.
"Ci eravamo sistemati quasi da un anno nella nostra nuova casa a Valiavetta, quando mio nonno morì. In realtà non morì subito, mia madre lo trovò con la faccia tutta storta e la bava alla bocca, nel suo letto, nella sua stanza. Non si era alzato alla solita ora perché colpito da un ictus cerebri, un colpo apoplettico che gli avrebbe lasciato poche ore di vita, come sentenziò il nuovo medico Vittorio, amico di mio padre. Lo avevamo portato all'ospedale di Formia, di corsa con 27 la 127 appartenuta a zio Peppino, l'ex-sindaco, morto l'anno prima, che mi aveva appena regalato proprio mio nonno per farsi scarrozzare. Ma io preferivo di gran lunga scarrozzarci le mie numerose ragazze. Il rimorso non si fece attendere e mi accompagnò per molto tempo. Nonnù era sopravvissuto ancora un paio di giorni, ma si vedeva che non ce l'avrebbe fatta. Era già un miracolo se avesse resistito per qualche ora. Una mattina presto stavo lì, nella sua stanzetta, seduto sul letto accanto vuoto, a seguire i suoi rantoli, a contare i suoi lenti, rumorosi, affannosi respiri. Avevo da poco dato il cambio a mio padre, ch'era restato per la notte. Con me c'era solo Zia Natalina, sua cognata, che corre sempre quando qualcuno della famiglia sta male: è la donna più buona e disinteressata che esista. In quei due lunghissimi giorni di permanenza e di agonia in ospedale, il suo cuore era stato spesso fibrillante, come ebbe modo di dirmi il mio amico medico Raimengia A un certo punto, mio nonno, poveretto, aveva semplicemente cessato di respirare ed era morto. Come se qualcuno, improvvisamente, avesse tolto la spina. E' stata la prima persona che ho visto morire. Aveva 75 anni, era il 1980."
smr

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