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01/02/2018 - Cambiamenti climatici: partiti i lavori per revisione norma ISO 14067

Creato il 01 febbraio 2018 da Orizzontenergia

Il Working Group per la revisione della norma ISO 14067 sull'impronta climatica (CFP-Carbon Footprint) dei prodotti è già al lavoro a Milano e proseguirà sino al 2 febbraio 2018.

È la prima volta che una rappresentanza italiana è alla guida di un gruppo di lavoro internazionale in ambito di normativa ambientale, coordinatore Daniele Pernigotti (esperto UNI e coordina anche il gruppo di lavoro nazionale sul “Cambiamento Climatico”).

La norma ISO 14067 è stata pubblicata in Italia come UNI CEN ISO/TS 14067:2014 "Gas ad effetto serraeffetto serra
Fenomeno fisico per cui alcuni gas contenuti nell'atmosfera (anidride carbonica, vapore acqueo, metano, ecc..) intrappolano il calore proveniente dal sole facendo in modo che la temperatura media sulla Terra permetta la vita delle varie specie. Il meccanismo è simile a quello che avviene in una serra, da cui il nome. Tuttavia l'aumento e, dunque, la situazione di squilibrio della concentrazione di tali gas è causa di un eccessivo riscaldamento della superficie del pianeta con conseguenze anche pesanti sugli ecosistemi, su scala globale.
— Impronta climatica dei prodotti (Carbon Footprint dei prodotti) — Requisiti e linee guida per la quantificazione e comunicazione
".

La norma che tratta la Carbon Footprint (CFP), o impronta climatica di prodotto, consiste nella quantificazione di tutte le emissioni di gas a effetto serra * (GHG-Greenhouse Gases) che vengono emesse da un prodotto durante l'intero ciclo di vita (dall'estrazione delle materie prime, alla produzione, al trasporto, all'utilizzo fino allo smaltimento).

Nel corso delle riunioni sarà discusso il documento “Draft International Standard”, che ha già avuto parere positivo, sono stati raccolti oltre 500 commenti che dovranno essere valutati. In Italia sono tre gli organismi accreditati che verificano il calcolo della Carbon Footprint **, con l’obiettivo di favorire una comunicazione più trasparente da parte dei produttori sull’impatto climatico dei loro prodotti, spiega UNI in una nota.


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