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06/04/2016 - Demografia, energia, clima: l'equazione esplosiva

Creato il 06 aprile 2016 da Orizzontenergia

 *  Ogni ora di ogni giorno, sulla Terra ci sono in media 9.300 umani
      in più rispetto all'era precedente.
 *  Il consumo di energiaenergia
Fisicamente parlando, l'energia è definita come la capacità di un corpo di compiere lavoro e le forme in cui essa può presentarsi sono molteplici a livello macroscopico o a livello atomico. L'unità di misura derivata del Sistema Internazionale è il joule (simbolo J)
per persona è più che quintuplicato
      negli ultimi 115 anni.
 *  Negli anni 2028 e 2100 è nettamente più probabile uno scenario
      a 2,5 o a 3 gradi di aumento delle temperature.

Demografia, energia, clima: l'equazione esplosivaPuò darsi che abbiamo ancora in mente la bella umanità  delle nazioni con la quale,  a dicembre scorso, sì e tenta la COP21,  la conferenza internazionale sul cambiamento climatico.   Non vincolante,  l'accordo di Parigi prevede di garantire che l'aumento medio delle temperature sulla superficie del Globo si mantenga al di sotto dei 2 gradi centigradi  -previsto idealmente a 1,5-  in rapporto ai valori industriali.   C'è una  gradevole foto, dei sorrisi, una soddisfazione diffusa per essere  giunti a  mettere  tutto il mondo d'accordo. E poi qualcuno ha impacchettato le sue cose, è rientrato a casa sua, ritornato al proprio quotidiano di legislatore politico o di giornalista, verso le prossime scadenze elettorali, alla propria campagna presidenziale, chi in Francia, chi in Usa, etc. Perchè queste scadenze sembrino più vicine, più urgenti, più importanti, perchè si abbia l'impressione del tempo prima che il segnale d'allarme sul riscaldamento climatico non si inneschi.

Pertanto questo campanello suona già in continuazione. Ciò che ci viene ricordato, con una crudezza fredda e nera, da uno studio americano pubblicato nel prossimo numero della rivista Energy Policy. Firmato da Glenn Jones e Kevin Warner (Università A&M del Texas), questo articolo si domanda sulla nostra capacità di risolvere quella che probabilmente è una delle più grandi sfide del XXI secolo, un rompicapo dove tre elementi vengono messi a confronto: la crescita della popolazione mondiale, i suoi bisogni in energia e la necessità di lottare contro il riscaldamento climatico riducendo drasticamente le nostre emissioni di gas ad effetto serraeffetto serra
Fenomeno fisico per cui alcuni gas contenuti nell'atmosfera (anidride carbonica, vapore acqueo, metano, ecc..) intrappolano il calore proveniente dal sole facendo in modo che la temperatura media sulla Terra permetta la vita delle varie specie. Il meccanismo è simile a quello che avviene in una serra, da cui il nome. Tuttavia l'aumento e, dunque, la situazione di squilibrio della concentrazione di tali gas è causa di un eccessivo riscaldamento della superficie del pianeta con conseguenze anche pesanti sugli ecosistemi, su scala globale.
. Questi due autori ricordano qualche numero che ognuno di noi dovrebbe avere in testa. Prima di tutto qualche dato demografico: la popolazione mondiale era di 1,6 miliardi di individui nel 1990, rispetto ai 7,2 di oggi e dovrebbe, secondo le proiezioni dell'ONU, aggirarsi sugli 11 miliardi di persone alla fine del secolo. In ogni ora di ogni giorno, sulla Terra ci sono in media 9.300 umani in più rispetto all'era precedente.

Poi vengono i fabbisogni annuali in energia dell'umanità. Nel 1900, erano 6.400 miliardi di KwhKwh
Unità di misura dell'energia elettrica equivalente a 1.000 Wh (wattora), ovvero 1.000 W forniti o richiesti in un'ora.
rispetto a poco più di 150.000 miliardi di Kwh di oggi. Se si prende in considerazione la popolazione in corso in questo periodo, questo significa che il consumo di energia per persona è più che quintuplicato in 115 anni. La cifra media di 21.100 Kwh a persona per anno non deve nascondere le molto grandi disparità attuali. Nel contempo, si stima che circa il 20% della popolazione mondiale non ha accesso ad una rete elettricarete elettrica
Insieme delle linee elettriche, delle stazioni elettriche e delle cabine elettriche adibite alle operazioni di trasmissione e distribuzione dell'elettricità. La rete elettrica può essere ad alta tensione (da 40 a 380 kV), a media tensione (da 1 a 30 kV) o bassa tensione (380 V).
, che un membro dell'Unione Europea consuma circa 37.000 Kwh rispetto agli 83.000 di un americano medio. Per ogni ora di ogni giorno, noi estraiamo dalle viscere della Terra, 3,7 milioni di barili di petroliopetrolio
Combustibile di colore da bruno chiaro a nero, costituito essenzialmente da una miscela di idrocarburi. Si è formato per azioni chimiche, fisiche e microbiologiche da resti di microorganismi (alghe, plancton, batteri) che vivevano in ambiente marino addirittura prima della comparsa dei dinosauri sulla terra. I principali composti costituenti del petrolio appartengono alle classi delle paraffine, dei nafteni e degli aromatici, che sono composti organici formati da carbonio e idrogeno e le cui molecole sono disposte secondo legami di varia natura.
grezzo, 932.000 tonnellate di carbonecarbone
Il carbone è una roccia sedimentaria composta prevalentemente da carbonio, idrogeno e ossigeno. La sua origine, risalente a circa 300 milioni di anni fa, deriva dal deposito e dalla stratificazione di vegetali preistorici originariamente accumulatisi nelle paludi. Questo materiale organico nel corso delle ere geologiche ha subito delle trasformazioni chimico-fisiche sotto alte temperature e pressioni. Attraverso il lungo processo di carbonizzazione questo fossile può evolvere dallo stato di torba a quello di antracite, assumendo differenti caratteristiche che ne determinano il campo d'impiego.
I carboni di formazione relativamente più recente (ovvero di basso rango) sono caratterizzati da un'elevata umidità e da un minore contenuto di carbonio, quindi sono 'energeticamente' più poveri, mentre quelli di rango più elevato hanno al contrario umidità minore e maggiore contenuto di carbonio.
e 395 milioni di metri cubi di gas naturalegas naturale
Idrocarburo che ha un'origine simile al petrolio, che si forma a partire dalla decomposizione anaerobica (cioè in assenza di ossigeno (O2) di microorganismi, attraverso processi biologici avvenuti nel corso delle ere geologiche. La composizione del gas naturale varia notevolmente a seconda del sito di formazione, ma in genere presenta un'alta percentuale di metano (dal 70 al 95 %), anidride carbonica (CO2CO2
Gas inodore, incolore e non infiammabile, la cui molecola è formato da un atomo di carbonio legato a due atomi di ossigeno. È uno dei gas più abbondanti nell'atmosfera, fondamentale nei processi vitali delle piante e degli animali (fotosintesi e respirazione).
), azoto (N2) e idrogeno solforato (H2S).
.

Infine cè l'obiettivo di contenere il riscaldamento climatico sotto il livello dei 2 gradi. Per conservare il 50% di possibilità di raggiungerlo, l'umanità non avrebbe dovuto emettere più di 2.000 gigatonnellate di CO2 dopo il 1870. E' bene precisare che tra il 1870 e il 2010, circa 1.900' gigatonnellate di diossido di carboniocarbonio
Elemento chimico costituente fondamentale degli organismi vegetali e animali. È alla base della chimica organica, detta anche chimica del carbonio: sono noti più di un milione di composti del carbonio. È molto diffuso in natura, ma non è abbondante: è presente nella crosta terrestre nella percentuale dello 0,08% circa, e nell'atmosfera prevalentemente come monossido (CO) e biossido (CO2) di carbonio (anidride carbonica). Allo stato di elemento si presenta in due differenti forme cristalline: grafite e diamante.
di origine antropica e sono state mandate nell'atmosferaatmosfera
Involucro di gas e vapori che circonda la Terra, costituito prevalentemente da ossigeno e da azoto, che svolge un ruolo fondamentale per la vita delle specie, perché fa da schermo alle radiazioni ultraviolette provenienti dal Sole. Essa si estende per oltre 1000 km al di sopra della superficie terrestre ed è suddivisa in diversi strati: troposfera (fino a 15-20 chilometri), stratosfera (fino a 50-60 chilometri), ionosfera (fino a 800 chilometri) ed esosfera.
e che il ritmo attuale delle emissioni non fa altro che aumentare. Se le società umane vi giungeranno non sarà se non perchè avranno stabilizzato il loro consumo di combustibili fossili, col limite di 2.900 gigatonnellate di tonnellate che si dovrebbe assestare nel 2038. Per ogni ora di ogni giorno, noi rilasciamo 4,1 milioni di tonnellate di CO2.


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