13 Gennaio ore 9,30. Numero prenotazione 14.

Da La Dona

[on air: Goran Bregovic with orechestra Serbia 2007]

La Dona ieri mattina ha accompagnato il La Dona suocero alla Commissione patenti a causa di un importante problema di salute che lo ha costretto a farvi ricorso.
La Dona è partita al mattino con intenzioni non bellicose ma via via che la mattinata proseguiva La Dona ha rivisto tutte le sue posizioni rispetto al pacifismo: terminali non funzionanti; appuntamenti presi in numero di 5/6 nello stesso orario; richiesta di documenti necessari non comunicata al momento dell’appuntamento; necessità di ricorrere a una tabaccheria che avesse i terminali per il pagamento dei bollettini; al ritorno dal pagamento in extremis l’impiegata con sguardo docile, per evitare di venir picchiata a sangue da una La Dona ormai con il fuoco uscente dalle narici comunicava alla parente stretta dell’utente in attesa di rinnovo patente che mancava pure una marca da bollo e che, sì, avrebbe potuto” bussare per consegnarla senza bisogno di fare la coda…” La medesima impiegata pochi minuti prima aveva risposto” vuol dire che deve aspettare il certificato” a La Dona che chiedeva cosa volesse dire di aspettare il certificato con una tale acidità da trasformare il latte in formaggio.
Molte le cose che hanno fatto innervosire La Dona…ma anche il resto dell’utenza non è che fosse tranquillissima…e giustamente, aggiunge la Dona. Il numero di accesso alla Commissione assegnato al momento della prenotazione veniva ritenuto valido solo a singhiozzo a causa del malfunzionamento dei terminali e delle prenotazioni multiple fatte per errore. Quindi poteva capitare che un paziente con la prenotazione per le ore 9 e il numero di accesso 14  fosse comunque costretto a prendere il ticket, diciamo il 37, e quindi si ritrovasse in coda a tutti gli altri. Poi diciamo che ad un certo punto, tipo al numero 32,  venivano cambiate le regole del gioco e non si seguivano più il numero progressivo del ticket ma delle prenotazioni per orario che ancora era al 2. Ecco diciamo che in questi momenti le persone presenti si smarrivano e chiedevano quale fosse il problema. Ecco quel che è successo in quel momento è quel che più ha portato La Dona pacifista sul punto di trasformarsi in La Dona rambo. Uno dei Commissari uscito dalla stanza dove si riuniva la Commissione per prendere dei documenti ha stoppato i “facinorosi” in maggior numero ultrasettantenni dicendo questa frase:” se qui esiste un problema, questo problema siete voi che vi accalcate per aver informazioni,  bloccando il lavoro della Commissione dall’altra parte. Sedetevi e spettate che vi chiamino. Di certo non vi terremo qui a pranzo.”
(Si passi a La Dona la definizione)tipico bastardo burocrate di merda italiano*,l’utenza bloccava il vostro lavoro? I presenti sono, come sempre accade in Italia, costretti ad accettare un tipico disservizio in silenzio o al massimo brontolando un po’. I presenti fanno le spese di chi non rischia il licenziamento se il suo lavoro non lo svolge nel modo migliore. I presenti arrivano a scaglioni e il problema non se lo possono immaginare, spetta a chi fornisce il servizio dare spiegazioni, possibilmente in modo gentile. I presenti sono costretti ad accettare di veder scaricata su di loro, in silenzio,  una colpa non loro da chi ha un ben piccolo potere stando dall’altra parte dello’ sportello e ne abusa quasi sistematicamente. I presenti sono costretti al silenzio ché,se non ti adegui a questo sistema, è in quel piccolo potere la possibilità di non ridarti la patente. Poi tu prova a far ricorso.

Una volta consegnati documenti mancanti il La Dona suocero è uscito e alla domanda “hanno accettato il certificato del centro che ti segue per l’apparecchio acustico?” il La Dona suocero ha risposto” Sì Sì, mi hanno tolto l’obbligo di lenti che avevo da anni e non hanno nemmeno guardato il certificato”. Ah!

*La Dona si scusa gli impiegati della pubblica amministrazione che il loro lavoro lo svolgono con senso di responsabilità  e  giustizia. Quelli di cui sopra non vi rendono onore e insieme a voi i cittadini ne fanno troppo spesso le spese


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