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1349, The Infernal Pathway

Creato il 13 novembre 2019 da The New Noise @TheNewNoiseIt

1349, The Infernal Pathway

I 1349 sono una di quelle formazioni norvegesi che – pur non facendo parte della scena storica black metal degli anni Novanta – hanno da sempre goduto di un immenso rispetto da parte dei cultori della prima ondata, della quale alcuni dei suoi componenti hanno fatto parte. Il loro debutto Liberation, risalente al 2003, fu accolto come uno degli album che avrebbero fissato lo standard per le uscite future e in un certo senso è stato così. In quello stesso anno uscirono altri album importanti per la nuova scena black metal internazionale, come ad esempi Satanic Black Devotion (Sargeist), Forgotten Legends (Drudkh) e  Only True Believers (Armagedda), ma quel disco aveva qualcosa che lo avvicinava maggiormente al suono dei primi Gorgoroth o dei Marduk di Those Of The Unlight (1993) e Opus Nocturne (1994). Come queste band, anche i 1349 si sono evoluti, in particolare dopo Demonoir (2010), rallentando il ritmo di pubblicazione degli album e diversificando maggiormente i brani proposti. The Infernal Pathway prosegue il medesimo discorso, alternando episodi estremamente diretti e violenti ad altri nei quali ci si concentra maggiormente sulla possibilità di ottenere un suono marcio e insieme perfetto per quello che è lo stile dei 1349. Soprattutto l’incipit affidato ad “Abyssos Antithesis” e “Through Eyes Of Stone” include alcuni input chitarristici dal retrogusto heavy che permettono di prendere il respiro per poi sprofondare in un clima psicologico plumbeo. Questa necessità di apparire allo stesso tempo veloci e un poco incomprensibili è una peculiarità del loro stile e la capacità che dimostrano nel variare sfumature e strutture è ciò che li rende superiori alle band da cui essi stessi provengono.

Dischi 1349, 2019, season of mist

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