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15enne stuprata a Marechiaro, il racconto all’amica: “Mi ha girata di spalle e…”

Creato il 20 luglio 2017 da Vesuviolive

stupro disabile

Il pianto, la paura ed infine il coraggio nel racconto choc della ragazzina di 15 anni stuprata da un gruppo di tre minorenni a fine giugno sullo scoglione di Marechiaro. Era andata lì per divertirsi e invece una giornata spensierata si è trasformata in un vero e proprio incubo per la giovane napoletana, tanto che ha subito sentito il bisogno di confidarsi con un’amica, non prima però di aver individuato i suoi aguzzini su Facebook.

Ero con gli altri, allo Scoglione di Marechiaro, poi uno di loro mi ha detto se avevo voglia di seguirlo per andare a comprare qualcosa da bere e per ripararci un po’ dal sole. Io mi sono fidata perché c’era gente, c’erano altre persone attorno. Cosa poteva mai accadermi?”. Comincia così la confessione che la minorenne abusata da un ragazzino di 16 anni (di Forcella) e da altri due diciassettenni di Capodichino ha esposto, in lacrime, ad una compagna di scuola tramite cellulare.

In due mi hanno spogliata, tolta il costume, e toccata, loro erano nudi e mi hanno circondata. Mi toccavano, mi toccavano. Sono riuscita a scappare e loro sono andati via” – continua il drammatico racconto riportato dalle pagine de IlCorrieredellaSera.it -. Quando il peggio, però, sembrava passato, le si è fatto avanti un terzo ragazzo chiedendole se fosse tutto a posto o avesse bisogno di aiuto e “poi invece mi ha trascinata in un angolo e girata di spalle“.

Proprio quest’ultimo, il 16enne di Forcella, dove farebbe il barista, sarebbe stato l’unico ad aver avuto un rapporto sessuale completo con la vittima, mentre gli altri due si sarebbero “limitati” a toccarla nella parti intime. Una ricostruzione fatta dalla stessa ragazza, e confermata dalle prime analisi del dna ritrovato sul corpo. Anche se ora il pm ha disposto che la stessa debba riconoscere le persone che accusa da vicino.

Già, perché alla fine la 15enne ha trovato la forza di confidare tutto ai genitori e di denunciare l’accaduto. Non solo, però, perché è anche riuscita a trovare su Facebook i suoi aguzzini, cercandoli tra gli amici dei suoi amici. Ragazzi minorenni come lei e praticamente incuranti del male fatto alla giovane: sul profilo di uno di loro, infatti, il giorno della violenza c’era scritto “parlate di meno e scopate di più“.


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