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2001 odissea nell'ospizio. La vecchia campagna elettorale di Giachetti che odora di 15 anni fa

Creato il 05 febbraio 2016 da Romafaschifo
2001 odissea nell'ospizio. La vecchia campagna elettorale di Giachetti che odora di 15 anni faCertamente dopo le incredibili sciatterie dell'ultimo Veltroni mai ci saremmo aspettati il medioevo di Alemanno, certamente dopo il medioevo di Alemanno mai ci saremmo aspettati le follie di Marino e certamente dopo le follie di Marino mai ci saremmo aspettati la carne di porco di Tronca. Ma è finita qui? A quanto pare no. 

La campagna elettorale di Roberto Giachetti (ricordiamo, ad oggi, per assenza di concorrenza, l'unico candidato reale in campo) materializza un incubo che nessuno poteva prevedere. E già ne abbiamo parlato più volte. La strategia del PD, a quanto sembra, è quella di far finta di niente rispetto a ciò che è successo in città in questi ultimi vent'anni, a partire da Mani Pulite per arrivare al golpe renziano che ha posto fine alla consiliatura di Marino. Tutto deve essere dimenticato, tutto deve essere archiviato.

La tattica è quella di ricondurre la gente (sono mediamente cittadini decerebrati, dunque magari la tattica è anche corretta e può riuscire) agli anni novanta. Al massimo al 2001, anno della prima campagna elettorale di Veltroni. 

E non lo si fa solo con le modalità operative (lo scooter, le periferie, il nulla sul programma, sulla visione di città, le ospitate in luoghi imbarazzanti a riprova che gli errori di Marino che andò a trovare Buzzi possono facilmente essere ripetuti), ma anche con le persone. Spuntano personaggi che si davano per archiviati da secoli: Ileana Argentin al fianco del candidato, Roberto Morassut come finto sfidante per dare un senso di competizione alle primarie. E la mail è intasata di inviti da parte di Athos De Luca (Athos De Luca!) a firmare per Giachetti. Gli eventi più importanti a livello di pensiero sono organizzati dai... Francesco Rutelli Insomma siamo nel 2016, ma i protagonisti sono quelli del 1996. Solo più vecchi, molto più vecchi. E non apparivano dei gran rivoluzionari neppure quand'erano giovani, figurarsi un po'... Un'odissea nell'ospizio più che nello spazio.

Persone magari oneste, come peraltro Giachetti stesso, ma che hanno già passato il loro turno da secoli. Persone che hanno amministrato questa città già una volta, per più anni, senza riuscire a risolvere uno dei mille problemi che ne fanno il luogo più atroce d'Europa dove vivere, crescere i propri figli, fare impresa, venire a divertirsi. Persone che hanno abdicato da subito a pensare Roma come una normale città occidentale, muovendosi di conseguenza e adeguandosi all'andazzo. 

La vittoria di questa compagine appare essere la garanzia che a Roma non cambierà nulla, che ci si continuerà a muovere in questo alveo che ha creato danni ingenti e che ci ha tenuto a siderale distanza dalle altre capitali occidentali.

Novità non ne esistono. Praticamente gli unici giovani che girano attorno al candidato sono i reduci dell'esperienza Marino, consiglieri che hanno preso dei voti e poi senza preoccuparsi di dare mezza spiegazione ai loro elettori li hanno annullati dal notaio. Un fatto che accadde, prima che a Roma, solo in un paesino della Calabria dove si derubricò con le stesse modalità un sindaco che si opponeva alla pax ndranghetista. L'unica novità esterna si chiama Tobia Zevi, il cui think tank (sic) salvo eccezioni è pieno di idee vecchie, superate, prive di uno sguardo a ciò che avviene non solo in Europa ma anche in molte città italiane e la cui storia politica affonda -non è una colpa, ma un dato di fatto- nella prima repubblica e poi negli anni della già ampiamente sgonfiata epopea zingarettiana. 

2001 odissea nell'ospizio. La vecchia campagna elettorale di Giachetti che odora di 15 anni fa

Giachetti scherza e si fa foto coi cittadini a Garbatella. Sullo sfondo graffiti, scarabocchi, minchie...

Sorprende davvero che nel breve volgere di poche settimane Giachetti, che pure ha un tratto irregolare e anticonformista, si sia fatto avviluppare e abbracciare da questo inutile circo Barnum, da questo Nulla, da questa marmellata di chiacchiere e di persone terrorizzate dal cambiamento. Una cosa è certa: il PD non vuole ammettere la situazione gravissima in cui versa la città, non vuole dire la verità, tenta la messinscena di un'epoca che non c'è più e che quando c'era, al di là dell'amarcord, ha fatto danni contribuendo al dissesto attuale. Umberto Croppi e Riccardo Magi stanno cercando di mettere insieme una lista civica che compensi a questo disastro affiancando al PD persone che magari dimostrino di aver capito in che mondo vivono e non siano organiche al disastro dell'ultimo ventennio, ma con un PD al 9 o all'11% che popo' di lista civica ci vuole!?

In questa situazione qualsiasi alternativa è oggettivamente meglio di questa. Nel frattempo Tronca ha altri 4 mesetti per smontare quel po' di buono fatto da Marino o per appropriarsene.

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