Magazine Cultura

2019: Elena Ferrante e gli italiani

Creato il 21 marzo 2019 da Vivianascarinci

C’è un tipo di narrazione dell’opera di Elena Ferrante che non è stata ancora praticata? O meglio può avere ancora un’utilità continuare lo studio di un’autrice invisibile della quale è stato detto tutto e il contrario di tutto? Come se non fosse sufficiente che la forza espressiva e il potere comunicativo dei libri di Elena Ferrante, non smettano di fatto di agire da moltiplicatore attraverso l’opera di molte autrici e autori che oltre alla scrittura dei libri ispirati o incentrati su Elena Ferrante, praticano attraversamenti della sua opera, avvalendosi di media più immediati, come la fiction televisiva e cinematografica.

A mio avviso uno dei principali meriti che i libri di Elena Ferrante possono vantare è quello di saper porre domande disagevoli ma necessarie che riguardano nella stessa misura circostanze private e pubbliche affrontate dalle donne e dagli uomini del suo Paese. In un periodo storico per giunta in cui la società e la politica ma anche il femminismo inteso nel senso più nobile del termine, sono stati consegnati alla nebulosa della contemporaneità, dopo aver attraversato una lunghissima e infine decisiva delusione, rispetto alle aspettative che l’immediato dopoguerra, il fugace boom economico e il ’68 avevano suscitato.

Io credo di sì, vale la pena di riconsiderare tutto quello che il fenomeno Elena Ferrante è significato dal momento della pubblicazione del suo primo libro avvenuta in un anno fondamentale della storia contemporanea italiana: il 1992.

Su Google risulta che Elena Ferrante sia nata nel 1943 mentre Lila e Lenuccia, protagoniste de L’amica geniale sono nate nel 1947. Ma è il 1992 l’anno in cui esce in Italia L’amore molesto. Può essere un’ipotesi praticabile utilizzare perciò l’anno 1992 e l’Italia come punto di partenza della nostra narrazione su Elena Ferrante e come collocazione spazio temporale di un possibile racconto di questo fenomeno tutto italiano, per quanto se ne sappia.

Il 1992 in Italia è un anno in cui hanno luogo degli eventi destinati a cambiare radicalmente alcuni importanti equilibri di natura civile e politica per come si erano configurati fino ad allora. Un anno fondamentale per la storia della Repubblica Italiana.

L’anno si apre con la relazione della commissione parlamentare stragi su Gladio definita un’organizzazione clandestina illegittimamente strutturata, coinvolta nella strategia della tensione. Pochi giorni dopo la Prima Sezione della Corte Suprema di Cassazione pronuncia la sentenza definitiva che chiude il Maxiprocesso di Palermo con 360 condannati su 474 imputati. Vengono pronunciati anche 19 ergastoli ai principali killer e boss mafiosi. Il 1992 è anche l’anno del primo atto che condurrà, attraverso l’indagine ‘tangentopoli’, alla fine della prima Repubblica, con l’arresto a Milano del socialista Mario Chiesa, cui seguirà qualche mese dopo l’avviso di garanzia al potente segretario del Partito Socialista Italiano Bettino Craxi. Ma soprattutto il 1992 è l’anno in cui saranno assassinati dalla mafia i giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.

Quell’anno Enzo Siciliano con un articolo sul Corriere della sera datato 28 giugno salutava l’uscita de L’amore molesto come “un debutto sul difficile terreno della ricerca interiore” manifestando sorpresa per l’altezza stilistica raggiunta là dove un’originalità “non guidata” sceglie lo scavo entro destini individuali piuttosto che confrontarsi con la storia, come in effetti doveva sembrare particolarmente urgente fare in quei mesi. Siciliano chiude il suo articolo elogiativo suggerendo un’immagine che oggi ci appare particolarmente indicativa di come, L’amore molesto, arrivò in qualche modo anche per fare i conti con tutto quello che si era creduto fino ad allora in merito al ruolo delle donne e del romanzo in Italia. Siciliano infatti conclude l’articolo accostando in termini di esiti la “poesia della remissività donnesca (…) e l’idea che il riscatto arriva con la sofferenza del pensiero”.

Sì, io credo che valga la pena continuare la ricerca suggerita dall’opera di Elena Ferrante, non tanto in merito a chi sia lei, ma piuttosto rispetto a chi siamo diventati noi dopo il 1947 e nonostante il 1992.


In lingua tedesca (trad. di Ingrid Ickler)

2019: Elena Ferrante e gli italianiQuando il romanzo d’esordio L’amore molesto di Elena Ferrante appare in Italia nel 1992, nessuna delle prime recensioni né delle prime interviste diedero un’idea della dimensione internazionale che il fenomeno letterario avrebbe acquistato in seguito. Da lì in poi e per oltre vent’anni, Elena Ferrante illuminerà gli aspetti meno frequentati di molti destini femminili inquadrati nel contesto storico e sociale nel suo Paese ma non solo.  Questo ritratto letterario di Elena Ferrante edito dalla Casa Editrice tedesca Launenweber nel mese di marzo 2018 illustra tra l’altro come Elena Ferrante sia stata accolta in Italia prima e diversamente dal resto del mondo. Un punto di partenza legato all’origine italiana del fenomeno, quindi, ma con lo sguardo già rivolto alle motivazioni della consacrazione internazionale di Elena Ferrante come una delle maggiori scrittrici italiane di sempre.


In lingua italiana

2019: Elena Ferrante e gli italianisaggistica

Elena Ferrante eBook. Chi è Elena Ferrante? Una donna? Un uomo? Un gruppo di scrittori che da oltre un ventennio pubblicano a turno, o collaborando insieme , con questo pseudonimo? O una scrittrice capace di rovesciare come un guanto i propri temi per renderli attualissimi, nel metodo e nel merito?

Un caso non solo letterario che da italiano è ora diventato, con clamore e consensi, internazionale. Doppiozero presenta la prima monografia sulla sua opera, scritta in modo insieme leggibilissimo e approfondito da Viviana Scarinci

acquista qui 


Articoli su Elena Ferrante

L’amica genaile in TV (novembre 2018)

2019: Elena Ferrante e gli italianiIl rione che vedremo stasera può essere dislocato ovunque, le due bambine potrebbero essere chiunque in un contesto che però è esistito prima e perciò illustra, attraverso le immagini di un agglomerato urbano circondato dal nulla, il suo carattere primigenio. Il rione ricostruito nella fiction de L’amica geniale è riconducibile all’apparizione di un prima universale in cui forze naturali e soprannaturali sfuggono al controllo umano: l’ira su tutte. La vera posta in gioco di questa chimerica identità tanto cittadina quanto femminile è la padronanza della strategia delle apparenze contro la violenza della realtà, o contro il potere che alla realtà noi tutti attribuiamo per default.  Leggi tutto l’articolo su Doppiozero


Elena Ferrante e il genio di Napoli (settembre 2018)

Qualche giorno fa alla Biennale del Cinema di Venezia in occasione della proiezione in anteprima delle prime due puntate della fiction L’amica geniale, che andrà in onda a breve sulla RAI (e l’1,2,3 ottobre in anteprima al cinema) Saverio Costanzo ha parlato della storia raccontata ne L’amica geniale come una narrazione politica, intesa come racconto empatico del sentimento diventato memoria, in grado di trasmettere un contenuto politico molto più efficacemente di quanto non possa fare l’ideologia. Saverio Costanzo in questo senso si riferisce al potere che l’Istruzione scolastica  e gli insegnanti avevano in Italia negli anni dell’immediato dopoguerra, sui destini di chi andava a scuola come Lila e Lenuccia nei tardi anni Cinquanta. Continua a leggere https://vivianascarinci.com/2018/09/08/elena-ferrante-e-il-genio-di-napoli/


Ciò che la realtà non sa essere per noi (dicembre 2017)

Alla fine del mese di agosto 2016, con l’uscita del primo volume della tetralogia de L’amica geniale in Germania, Elena Ferrante rilascia una lunga intervista a Klaus Brinkbäumer, direttore di «Der Spiegel». In questa intervista l’autrice dissemina molte indicazioni che, opportunamente lette, vanno ad argomentare diversi aspetti fondamentali della sua opera. In primo luogo, la questione dell’identità sessuale e come essa interagisca nella società diventando quella che Ferrante chiama «identità civile»: «recentemente la scienza ha iniziato a riconsiderare anche la questione del genere sessuale. Se devo essere onesta, ho più fiducia in un’identità letteraria che in un’identità civile».  L’autrice, che ha pubblicato nel 1992 in Italia il suo primo libro, L’amore molesto, oggi è tradotta in cinquanta Paesi. Ma è a partire dal 2011 che la sua fama letteraria è cresciuta di pari passo con quella mediatica, pur non essendosi mai mostrata fisicamente in pubblico. Nel 2011 infatti esce in Italia il primo dei quattro volumi della saga nota con il titolo del primo volume: L’amica geniale. Continua a leggere http://www.lavoroculturale.org/elena-ferrante-identita-poetica/


Chi sono i contemporanei di Elena Ferrante? (maggio 2017)

Nell’ambito di un incontro avvenuto la settimana scorsa al Salone internazionale del libro di Torino, Sandro Ferri editore, insieme a Sandra Ozzola, di Elena Ferrante, ha accennato, tra l’altro, a qualche dato che riguarda gli esiti editoriali prodotti in Italia dai romanzi di questa autrice: diritti ceduti ad oggi in cinquanta Paesi. Copie vendute da Elena Ferrante nel mondo, scrittrice che ha pubblicato per la prima volta nel 1992: oltre i cinque milioni. Di fronte a queste cifre è probabile che relegare l’importanza del fenomeno Ferrante al suo aspetto puramente commerciale sia un po’ riduttivo. Ma forse lecito se l’ottica da cui si guarda il caso Ferrante ha in sé la parzialità di uno sguardo estraneo ai suoi contenuti. Continua a leggere http://www.doppiozero.com/materiali/chi-sono-i-contemporanei-di-elena-ferrante


Storia della bambina perduta (novembre 2014)

Tutto ha inizio nel 2011 con la pubblicazione de L’amica geniale, primo volume della saga omonima che si conclude ora con l’uscita de Storia della bambina perduta e con la notizia, diramata dall’Ansa qualche giorno fa, che le oltre millecinquecento pagine de L’amica geniale diverranno una fiction. Sono in tutto quattro i libri che raccontano la storia di Lila e Lenuccia, amiche nemiche dal 1950 ai giorni nostri, senza mai chiarire del tutto di quale delle due sia la genialità cui si riferisce il titolo. L’autrice è Elena Ferrante, la cui vera identità dal 1992, data della pubblicazione in Italia del suo primo libro, è ancora oggetto di congetture. Continua a leggere http://www.doppiozero.com/materiali/parole/storia-della-bambina-perduta


L’amore o è molesto o non è (dicembre 2012)

In un’intervista rilasciata rigorosamente via e-mail al quotidiano Repubblica, nel settembre 2012, in occasione dell’uscita di Storia del nuovo cognome (seconda parte dell’Amica geniale), dopo aver parlato delle contingenze legate a queste due ultime prove narrative, in chiusura Elena Ferrante spiazza vecchi e nuovi lettori. Parafrasando L’amore molesto, il suo primo romanzo, sottolinea una continuità tutt’altro che scontata tra l’origine e l’attualità della sua scrittura. Continua a leggere https://www.edizionieo.it/review/3549

http://www.societadelleletterate.it/2012/12/lamore-o-e-molesto-o-non-e-il-romanzo-secondo-elena-ferrante/

Annunci

Ritornare alla prima pagina di Logo Paperblog

Magazines