Giuseppe e Maria crollarono dalla stanchezza. All’orizzonte c’era un susseguirsi di tuoni e lampi: erano le bombe sulla Striscia di Gaza che trasformavano i rumori anonimi nel suono della guerra. Li vide una donna, il cui volto era coperto da un burka, e offrì loro una tenda. Era l’unico riparo che aveva. Due uomini l’avevano buttata giù da una roulotte, lasciandola in mezzo al deserto a mendicare.
Nel bel mezzo della notte, nel cuore del deserto si sentì il pianto di un bambino. La donna si accostò e il piccolo con la manina le tirò giù il burka. Il bimbo scrutò la bellezza sul suo viso e la rassicurò, smettendo di piangere. Intanto, Giuseppe e Maria impallidirono, perchè in lontananza vedevano avvicinarsi carri armati ed eserciti, mentre una folla di uomini e donne da Israele e dalla Palestina si incamminavano per capire cosa fosse quell’abbaglio. Non era la luce delle bombe, ma quella di una nuova vita.
Quando i palestinesi e gli israeliani furono rapiti dal viso raggiante della creatura, alzarono lo sguardo verso Giuseppe e Maria, esclamando in coro: “Beati voi, che avete avuto il coraggio di guardarvi negli occhi ed amarvi. Vostro figlio rappresenta la bellezza dei nostri popoli, divisi dall’odio, ma oggi finalmente uniti da questo atto d’amore”. Nel frattempo arrivarono i soldati e carri armati. I fucili e gli elmetti furono spazzati via dagli abbracci e dai baci di tutta la gente accorsa. C’era aria di festa e ognuno battezzò il bimbo con un nome diverso.
Io fui testimone di tutto ciò. Me ne ero andato via da casa alcuni giorni prima, mentre tutti erano affannati per gli ultimi regali, per trovare l’addobbo più bello, per ritoccare il menu della grande abbuffata, per strozzarsi tra le catene del mancato consumismo nei giorni di crisi.
Ero finito in mezzo al deserto. Non avevo con me né una macchina fotografica né un PC per documentare quello che stava accadendo. Era già successo e quella fu la notte di Natale più bella della mia vita. Sulla via del ritorno incrociai una falegnameria con la serranda abbassata. Su un’insegna di legno scolpita a mano lessi: “Shalom Gesù, figlio di Giuseppe il palestinese e Maria l’israeliana”.
Accadde domani.