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#3 – La nuova legge sulla lettura: il commento di Alberto Ibba, NN editore

Creato il 13 febbraio 2020 da Viadeiserpenti @viadeiserpenti

di Emanuela D’Alessio

Le nuove norme sulla promozione e diffusione della lettura sonno state definitivamente approvate il 5 febbraio scorso dal Senato, dopo un lungo iter parlamentare.

#3 – La nuova legge sulla lettura: il commento di Alberto Ibba, NN editore

Molte le novità che possiamo riassumere così (qui il testo integrale): un piano nazionale d’azione per la promozione della lettura, patti locali per la lettura con Regioni, Comuni, istituzioni scolastiche e culturali e privati, 1 milione di euro per ciascuno degli anni 2020 e 2021 per il finanziamento di poli di biblioteche scolastiche, 500mila euro alla Capitale italiana del libro, una carta della cultura del valore di 100 euro l’anno per le famiglie economicamente disagiate, un albo delle librerie di qualità, l’aumento del credito fiscale per le librerie fino a 3,25 milioni di spesa, la possibilità di donare libri a soggetti pubblici e privati a scopi solidaristici e, infine, una nuova politica degli sconti e delle promozioni con un tetto massimo del 5% sugli sconti (15% per i libri scolastici).
Il Centro Per il Libro e la Lettura (CEPELL) mantiene e rafforza i propri ambiti di gestione e indirizzo con una dotazione finanziaria annua di 4,3 milioni di euro.
La legge “vale” complessivamente  10,25 milioni di euro per ciascuno degli anni 2020 e 2021 e 9,25 dal 2022.

La principale reazione negativa alla nuova legge viene dal presidente dell’AIE (Associazione Italiana Editori) Riccardo Franco Levi, nonché promotore della “legge Levi” che fino ad oggi aveva regolato la controversa politica degli sconti. «Imponendo la riduzione degli sconti sui prezzi di vendita – ha sottolineato il presidente dell’AIE -, questa legge peserà sulle tasche delle famiglie e dei consumatori per 75 milioni di euro, mettendo a rischio 2mila posti di lavoro».

Via dei Serpenti ha raccolto i commenti di alcuni editori e librai indipendenti.

#3 – La nuova legge sulla lettura: il commento di Alberto Ibba, NN editore
ALBERTO IBBA, editore di NN

La legge per la promozione e il sostegno alla lettura è una buona legge, anche se ovviamente questo provvedimento non risolverà tutti i problemi che affliggono il nostro comparto.
Diciamo che intanto però ne risolve uno, quello della concorrenza sleale: da domani le librerie indipendenti smetteranno di partire svantaggiate rispetto alle catene e all’on-line e questa è buona cosa. La leva dello sconto non sarà più un punto di forza e il lettore sceglierà il suo punto vendita seguendo altri criteri.

Ma se questo è l’aspetto positivo, altre cose mi lasciano perplesso.
La perdita dello sconto di default (il 15% applicato dalle catene e dall’online sulle novità) per alcuni dovrebbe indurre l’editore ad abbassare il prezzo di copertina e dunque agevolare il lettore nell’acquisto. L’idea è che, con la diminuzione dello sconto, aumenterebbero i margini dell’editore stesso, che quindi potrebbe guadagnare un pochino di più dalla vendita di ogni singolo titolo e quindi ridurre in modo corrispondente il prezzo.

Cosa vera, ma che prevede un passaggio preliminare: anzitutto andrebbero riviste tutte le politiche commerciali che ad oggi sono intercorse tra editori e punti vendita.
Per fare un esempio molto semplice: gli attuali sconti che Amazon e le catene “impongono” agli editori escludo che verranno messi in discussione. Questo significa che a fronte di uno sconto più basso al lettore (con verosimile quindi contrazione delle vendite) i costi dell’editore rimarranno immutati. Ora, se così fosse, è poco verosimile che i prezzi di copertina potranno essere abbassati.
Quindi che si affronti al più presto una nuova trattativa perché la legge non si trasformi in un boomerang per gli editori e i lettori.

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