3. The Opera 2011 -2025

Creato il 29 dicembre 2011 da Stefanoarmellin

Lo Stato dell’anima del Mondo
L’argomentazione dominante in The Opera Collection è la rappresentazione nitida, chiara, inedita e nuova, dello Stato dell’anima del Mondo. Questo è il motivo di fondo che rimane inalterato in me dal 1983. Moltissimi ci provano, pochi ci riescono.
Questo risultato permette di proporre un’intesa con la RAI per un programma annuale fino al 2025 (auditel permettendo), avendo come argomento proprio  Lo Stato dell’anima del Mondo.
E’ nell’aria l’attesa dell’Opera capace di donare speranza concreta a moltitudini di persone ? The Opera ha tutte le caratteristiche per rispondere a questa attesa.
Usiamo la metafora dell’alpinista : egli può avere nello zaino un miliardo di dollari, ma senza le capacità psicofisiche necessarie, l’alpinista non apre una nuova via sulla montagna più difficile; anche con un miliardo di dollari nello zaino non ha il potere di portare avanti la storia dell’alpinismo.
Così anche l’artista. The Opera porta avanti la storia iconografica dell’umanità, questo è il risultato di valore raggiunto
La Giornata del Contemporaneo
Qui abbiamo un esempio di comunicazione nazionale per l’arte contemporanea riuscito. Bella idea, ma i frutti ? siamo sicuri che gli enti museali prestigiosi, soci di AMACI abbiano i bilanci in pareggio ? come possiamo aiutare a crescere la giovane creatività nazionale se i bilanci non sono in pareggio ? Questi prestigiosi enti museali sono economicamente autonomi ? scusate se insisto ma questo è il nocciolo della questione. L’iniziativa resta valida, come tutto quanto punta a smuovere lo stagno del pensiero italiano è valido. Ora l’Italia ha bisogno di una grande risposta creativa per l’Europa, e questa risposta si chiama The Opera.
Premio Terna
Un sito esemplare da prendere a modello per la sezione arte. Ma poi ? un archivio di migliaia di opere italiane nuove, poche le premiate, un Premio piantato alla 03 edizione dove l’utente prova l’ebrezza del Padiglione Italia alla Biennale: un tuffo in una lavatrice di colori, e ne esci stordito come una biglia. Istituzionale la News letter Terna difficile il dialogo con la Redazione.
Ripetiamolo sempre : quando manca una vera immagine guida, un vero Capolavoro, tutto si mescola, il buono con il meno buono, l’analisi si somma ad un’altra analisi, tutti dicono che serve la sintesi, anche il Premio Terna lo dice ! ma la sintesi non si trova.Ben venga la presentazione on line dell’eccellenza museale italiana, il lavoro di tutti va sempre rispettato.
Palazzo Grassi
Le Gallerie dell'Accademia hanno trovato spazio sul complesso di Santa Maria della Carità; chiedo scusa a Giovanni Bellini ma non entro a visitare i suoi e quelli di altri Capolavori, proseguo attraversando l'atrio della Collezione Peggy Guggenheim, onore a Peggy che è sepolta nel giardino, qui salto : oltre che Pablo Picasso, anche Alberto Giacometti, Max Ernst, Henry Moore, Fernand Léger, Robert Delaunay, Giacomo Balla, Marc Chagall, Jean Arp, Georges Braque e altri colleghi.
Direte cosa vado cercando ora che lo spazio si riduce e si arriva a Punta della Dogana, dove la terraferma finisce e solo dal mare si è circondati, consolati da una delle viste più belle del Mondo: sul Canal Grande, e di là Palazzo Ducale, il Campanile (che nel 1902 crollò) e San Marco. Eppure, dietro Santa Maria della Salute, Capolavoro di Baldassarre Longhena, costruita tra il 1631 e il 1687; si apre in tutto il suo splendore la mostra: Mapping The Studio che estende la Collezione Pinault di Palazzo Grassi
Un tempio dell'arte contemporanea in uno dei luoghi più straordinari del Pianeta. Ha chiuso il 9 gennaio 2011. Ho attraversato Venezia a piedi dalla stazione per giungere in questa punta decorata dalla scultura bianca di un ragazzo alto più di due metri che tiene sospesa con la mano destra e il braccio teso: una rana. Stupenda. Chi è l'autore ? Chi sono gli artisti che espongono all'interno ? Qui non hanno importanza i nomi, sono quasi tutti famosi e super quotati, perciò parliamo di cifre che vanno   tranquillamente oltre il milione di dollari; ma entro in Mapping The Studio senza farmi condizionare dal nome dell'artista. Cerco di comprendere a che punto si trova oggi la percezione visiva contemporanea.
Prezzo del biglietto 15 + 5 euro se comprensivo della visita a Palazzo Grassi, va bene; dico subito che la mostra è più che sufficiente e non sono denari buttati, soprattutto se si arriva a piedi e si salta il pranzo. I documentari, i cataloghi, le foto, non rendono giustizia alla vastità delle sale e all'effetto d'insieme delle opere che si intrecciano con sguardi più o meno perplessi di rari visitatori. Non c'è fila all'ingresso come ai Musei Vaticani. Le folle sono per Venezia, è Venezia la Regina indiscussa.
I numeri dicono chiaramente che la gestione Fiat di Palazzo Grassi rendeva di più. Qui, il curatore è italiano ma il collezionista suo datore di lavoro è Francois Pinault; perciò, chi acquista le opere ha l'ultima parola sulla manifestazione d'insieme e potrebbe chiedersi : perchè Punta della Dogana non rende ancora come dovrebbe ? dove si trova la sua Gioconda, la sua Cappella Sistina ? la risposta è nella foto di apertura del mio Blog The Opera è già sopra Punta della Dogana e pronta a scendere a Venezia.Forse Pinault si affida troppo ai consigli della GPS Partners di Philippe Segalot.
In Mapping The Studio c'è una splendida critica alla guerra in una certosina installazione realizzata con migliaia di soldatini tedeschi-nazisti della seconda guerra mondiale, vittime e carnefici di loro stessi. Non ci sono ebrei o altri, ma solo nazisti che uccidono altri nazisti in forme e modi grotteschi. Escluso qualche inno alla vita erotica, tutta la mostra è pervasa da un forte nichilismo e da un'assenza di speranza cristiana. Il tema della morte senza futuro, del vuoto, della superficialità di alcuni aspetti del nostro tempo, domina su tutto. Una scultura critica ferocemente l'amministrazione Bush, ma lo fa in un contesto espositivo intonato con la logica capitalista. Immaginate San Francesco che guida una Ferrari, e si ferma sul colle (dopo aver pranzato in un ristorante a cinque stelle), per scrivere il Cantico delle Creature in compagnia di un paio di modelle che lo aiutano ad accendersi un sigaro pregiato, senza per questo essere volgari, ma tranquillamente vestite con abiti firmati da centomila euro. Ecco, immaginate che forza possa avere il Cantico delle Creature scritto, mentre dalla stereo della Ferrari, il Santo ascolta e vede l'ultimo pezzo di Lady Gaga! Può farlo benissimo, ma qui siamo alla prova del nove, se il Santo è autentico tutto il resto si sbriciola e scompare.
Questo mi chiedevo davanti alla scultura del mio collega, tutto il resto intorno all'opera permane o si sbriciola ? Più realisticamente va in rosso, intendo il bilancio di Palazzo Grassi !
Forse per questo in una parete il mio coetaneo veneto, ha sospeso un cavallo impagliato a grandezza naturale senza testa, o meglio, con la testa che scompare in The Wall quasi a rivedere senza fine il celebre film di Alan Parker su musiche dei Pink Floyd. So che i giovani che mi leggono dovranno fare una ricerca storica per comprendere questa citazione, ma il tempo passa per tutti.
Venezia, novembre 2010, aggiornato a ottobre 2011
Musei Vaticani
Qui il successo è consolidato soprattutto grazie all’impegno enorme (pagato) del mio predecessore : Michelangelo Buonarroti, accompagnato prima, durante e dopo la sua vita, da una grandissima espressione del Genio umano. Il sito web dei Musei Vaticani davanti a quello di Terna è di una banalità disarmante e non fa onore alla gloriosa Istituzione dalle spalle solide non solo per i numerosi visitatori paganti; ma perché lo IOR, nel 2008 aveva una capitalizzazione di 5.000.000.000 di euro ( circa la metà del patrimonio personale del Premier Silvio Berlusconi). La storia continua a dimostrare che i capitali non sono tutto nella produzione di idee decisive. E' lo stesso vaticano a ricordarlo con la predicazione a maggior Gloria di Dio e in perpetua memoria di Nostro Signore Gesù Cristo. Bellissimo il libro su Gesù di Nazaret di Benedetto XVI.
Il Louvre
Con un inchino reverenziale scrivo poche righe per Sua Maestà Il Louvre. La mia osservazione semplice-semplice è la seguente : come è stato possibile che una piccola tela chiamata Gioconda abbia un così grande impatto nella coscienza del pubblico del Mondo. A differenza della anonima (artisticamente) Madonna del Rosario di Pompei non fa miracoli, eppure, catalizza l’immaginario di intere generazioni. Gran parte del suo immenso successo, Sua Maestà il Louvre lo deve a questa piccola tela. Ora mi chiedo : c’è in Venezia qualcosa di simile alla Gioconda ? la prima risposta che mi viene in mente è : Venezia. Un’intera Città d’Arte per bilanciare l’immagine con una piccola tela ! E’ con grande onore che metto a conoscenza di questo testo il Direttore del Louvre Henri Loyrette capace di comprenderne tutte le potenzialità. Stefano Armellin (3.Continua)
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