Magazine Cinema

Creato il 30 novembre 2018 da Filmedvd

Dal 36° Torino Film Festival attualmente in corso segnaliamo due fra i titoli più interessanti della rassegna di quest'anno, a partire da El Reino, film spagnolo e opera seconda del regista di Che Dio ci perdoni Rodrigo Sorogoyen. Manuel Lopez-Vidal (Antonio de la Torre) è un importante ed influente politico spagnolo, figura di spicco del suo partito; Vidal è corrotto da anni e ricicla denaro pubblico per i suoi loschi affari. Quando lo scandalo viene scoperto e Vidal accusato, l'uomo farà di tutto per difendere se stesso e i propri interessi.

Un thriller solido e riuscito in cui il regista, tramite un andamento serrato e vorticoso, un'atmosfera claustrofobica e una messa in scena labirinitca realizza un dramma politico che ingabbia i personaggi al peso della macchina da presa, seguendoli e accerchiandoli, in un'opera che gestisce ottimamente la tensione e un grande cast. El Reino propone un'intelligente riflessione sui meccanismi del potere, la fame dell'ambizione personale, il viscidume e il cinismo del mondo politico attraverso la rappresentazione di un mondo e un sistema che crollano sotto i riflettori.

Ad attirare grande attenzione al Torino Film Festival è stato anche il curioso Unthinkable, presentato nella sezione "After hours" e opera prima di Crazy Pictures, pseudonimo del regista Victor Danell. Spiazzante e poco classificabile blockbuster svedese, Unthinkable racconta la storia di Alex e Anna, due adolescenti che dopo tristi vicissitudini familiari si ritrovano a distanza di anni; nel mentre la Svezia è sconvolta da misteriosi e devastanti attacchi terroristici e la popolazione perde il controllo.

Atipico disaster movie in salsa sci/fi con un contesto da opera drammatica, il film si sviluppa con una prima parte da racconto familiare, per poi regalarsi un secondo atto virato più verso l'action spettacolare. Non perfetto e forse troppo lungo, Unthinkable affascina comunque attraverso la visione di un'apocalisse indefinita e misteriosa (non è chiaro il perché degli attacchi alla Svezia), al punto da apparire come una variante di un Roland Emmerich più introspettivo, mentre gli stilemi del film catastrofico paiono solo una cornice per narrare una storia sulla resa dei conti con il passato: una "catastrofe dell'anima", più che del mondo.

The following two tabs change content below.


Ritornare alla prima pagina di Logo Paperblog

A proposito dell'autore


Filmedvd 4865 condivisioni Vedi il suo profilo
Vedi il suo blog

L'autore non ha ancora riempito questo campo L'autore non ha ancora riempito questo campo L'autore non ha ancora riempito questo campo

I suoi ultimi articoli

Vedi tutti

Magazines