Magazine Diario personale

30 candeline sulla torta

Da Leavventuredialice @leAvventurediAL

Vorrei svegliarmi domattina e avere trent’anni, per vedere che ne sarà di noi.

Che ne sarà di noi

30 candeline sulla torta

Oggi compio 30 anni. Non mi sembra vero, però oggi ufficialmente raggiungo l’età che ho sempre guardato con ammirazione. Ho sempre creduto che a 30 anni sarei cresciuta e diventata DONNA e per me questo si riassumeva in 3 parole: moglie, mamma e manager. Non necessariamente in quest’ordine, o forse sì… sinceramente non mi ricordo più.

Beh, oggi compio 30 anni e non sono né moglie, né mamma, né manager. E al momento ci sono anche lontana anni luce: non ho un lavoro e sono 16 notti che dormo da sola.

Per un attimo mi dispero, pensando a quanto possa essere in ritardo ed aver fallito davanti ad una società che ci richiede di essere tutto questo: fare l’università, trovare un lavoro, un compagno, sposarsi, fare figli e fare carriera. Tutto contemporaneamente e in un lasso temporale di 10 anni.

E il tempo per realizzare i sogni, dove lo mettiamo?

Oggi non sono quella trentenne che avrei pensato di essere quando avevo 20 anni, però sono felice di aver realizzato molti dei miei sogni.

Sognavo di saper parlare tante lingue, e ne parlo in modo fluido 3, me la cavo con altre 2.
Sognavo di viaggiare e vedere il mondo, e sono stata in Europa, Stati Uniti e Australia.
Sognavo di lavorare in America, e sono finita a New Orleans per un anno.
Sognavo di esplorare l’Australia, e l’ho percorsa a bordo di un van, all’avventura, per un mese.
Sognavo di avere un compagno di avventura e di vita, e l’ho trovato. Poco importa che lui si sia poi perso per il cammino.
Sognavo di vivere in Spagna, e vivo in un’isola paradisiaca in mezzo al Mediterraneo.

Oggi non sono quella che avrei pensato di essere quando avevo 20 anni, ma mi sento una donna migliore di quella me adolescente: sono indipendente, sicura di me, faccio quello che mi piace, e soprattutto so esattamente cosa voglio dalla mia vita.

Voglio alzarmi alla mattina senza che la sveglia pesi; voglio andare a lavorare con il sorriso sulle labbra, essere contenta, soddisfatta e orgogliosa di quello che faccio ogni giorno. Poi voglio poter tornare a casa la sera, sapendo che qualcuno mi aspetta.

Voglio comprare una casa qua a Minorca,– sì, una casa mia, basta affitti- perché è qui che voglio restare, è qui che mi sento a casa. Una casa con tanto di cancello minorchino, 4 stanze e 2 bagni da decorare con gli oggetti e i quadri raccolti girovagando per il mondo, una cucina con ripiano di marmo, 5 fuochi a gas e un forno elettrico, una vetrata che riempia la casa di luce, e un riscaldamento come si deve. Voglio un giardino e un orto, grandi abbastanza da poter piantare un limone e un arancio; un portico sotto cui sedermi la sera avvolta dal profumo di gelsomino, in ricordo di New Orleans; una bouganville da ammirare –e da maledire ogni volta che deve essere potata-; tante piante grasse in vasi di coccio colorati; un albero a cui appendere campane di vento.

Voglio una famiglia con il mio principe, e un finale da “vissero felici e contenti”, perché dopo aver incontrato e superato da sola ostacoli e difficoltà, ora è il momento del lieto fine. Questo non vuol dire una vita di “rose e fiori”, perchè non sarebbe reale, semplicemente una vita da affrontare insieme, nel bene e nel male.

Voglio sposarmi a piedi nudi sulla sabbia, con un uomo che mi ami e che mi accetti così come sono, come io stessa ho imparato a fare: con le mie imperfezioni, i miei momenti no, le mie idee stravaganti e tutti i sogni nel cassetto. Un uomo che, come me, sappia esattamente quello che vuole dalla vita e che voglia intraprendere questa avventura con me, questo viaggio che è la vita, mano nella mano. Un uomo a cui la parola “per sempre” non faccia paura, un uomo felice di poter passare il resto della sua vita con me, sapendo che io voglio altrettanto. Un uomo che mi strappi sorrisi e tante risate, e che mi sorregga quando sto per cadere. Un uomo che mi faccia addormentare sul suo petto, abbracciati dopo aver fatto l’amore.

Voglio avere dei bambini, magari due, e dedicar loro il tempo che si meritano; voglio poterli ammirare e veder riflessa in loro la felicità di una famiglia basata sull’amore, il rispetto e la fiducia. Voglio crescerli con la mente aperta, senza schemi mentali; voglio parlare loro italiano ed insegnar loro la nostra cultura, perché per quanto io sia affascinata dal mondo spagnolo, in fondo sono e mi sento profondamente italiana. Voglio crescerli qui a Minorca, consapevole che un giorno vorranno uscire dall’isola e vedere il mondo al di fuori di questa bolla.

Voglio continuare a vivere così, giorno per giorno, senza mai guardare indietro con rimpianto e lottando con tutte le mie forze per quello che desidero. Non aspettando troppo prima di prendere una decisione. Buttarsi. Seguire l’istinto. Perché le occasioni vanno prese al volo prima che sia troppo tardi. Carpe diem. L’ho reso mio negli ultimi anni tanto da tatuarmelo sulla pelle, proprio per non dimenticarlo.

Ecco, questi sono i miei sogni, e per quanto possano sembrare difficili da realizzare, io non mi arrendo facilmente. Tutto quello che sono e ho oggi me lo sono guadagnato con sudore, rinunce e decisioni. Ho sbagliato tante volte, ma è giusto così: ho imparato tanto anche da questo e tornando indietro non cambierei nulla.

Che inizi dunque questa nuova avventura: spero che la donna di 30 anni che sono oggi possa realizzare tutti questi sogni, magari entro i prossimi 10 anni!

E’ proprio la possibilità di realizzare un sogno che rende la vita interessante.

Paulo Coelho


Potrebbero interessarti anche :

Ritornare alla prima pagina di Logo Paperblog

Possono interessarti anche questi articoli :