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“31 Dicembre” di Marina Guarneri

Da Anima Di Carta
“31 Dicembre” di Marina Guarneri Protagonista di oggi è il romanzo “31 dicembre” di Marina Guarneri, autrice anche del blog “Il taccuino dello scrittore” che molti di voi già conoscono.
Ho letto il suo romanzo e ho pensato di abbinare alla recensione qualche domanda per approfondire alcuni aspetti della storia.
Vi dico subito che sono in difficoltà nel parlarvi di questo libro, perché secondo me è uno di quei romanzi che si prestano a molte chiavi di lettura. A un primo impatto si potrebbe parlare di una storia d’amore, ma è sicuramente un’interpretazione incompleta: c’è molto di più, e forse si capisce appieno solo nel finale.
“31 dicembre” è la storia di Sara, una donna che dopo una forte delusione sentimentale decide di concedersi un fine anno molto speciale, una sorta di avventura che la porterà a diventare una persona diversa. La possibilità le viene offerta da una biblioteca virtuale. Decisa a lasciarsi alle spalle la sua vita personale, la protagonista si cala così senza indugi in una realtà confezionata apposta per lei.
Da quel momento Sara sparisce, inghiottita da Dhea, con una personalità, una vita personale, un passato e delle amicizie tutte nuove. Dotata di quest'identità fittizia, viene dunque catapultata in una festa che celebra l'anno nuovo, e da qui prende il via una relazione sentimentale con un personaggio misterioso e complesso, il fumettista Nagel.
Il lettore si immerge insieme a Dhea nella nuova realtà, ne viene totalmente risucchiato, al punto che per buona parte del romanzo quasi non ricordiamo che si tratta di una finzione. Senza volervi anticipare troppo, quest’immersione avrà degli effetti inaspettati, con un intrecciarsi tra realtà e fantasia continuo e imprevedibile, fino a una conclusione che sembra rimescolare di nuovo le carte.
Ho apprezzato molto le capacità dell’autrice di analizzare in profondità sentimenti ed emozioni, con una precisione chirurgica, ma anche molto coinvolgente. La psicologia di tutti personaggi è ben tratteggiata, così come le relazioni tra di loro, molto credibili. Mi è anche piaciuto lo stile, elegante, raffinato, curato in ogni parola, che ben si è prestato a ricreare l’atmosfera un po’ sospesa e onirica che corre lungo tutto il romanzo.
Ma al di sopra di tutto ho trovato interessante la tematica di fondo, quella del rapporto tra realtà vera e realtà virtuale, trattata con sensibilità e nessun giudizio, anzi in modo tale da lasciare alla fine con degli interrogativi che vanno ben oltre la semplice storia. La mia impressione finale è stata che i sentimenti e le emozioni dei personaggi appaiono come i veri protagonisti del romanzo, assumendo strada facendo una notevole concretezza, in contrasto con la più sfumata “realtà vera”.
E ora vi lascio a qualche approfondimento con l’autrice...
1) Prima di tutto benvenuta, Marina, e grazie per aver accettato questa intervista. Come dicevo nel mio commento, ho avuto l'impressione che “31 Dicembre” sia molto di più che una storia d'amore. Se dovessi azzardare una mia personale interpretazione, mi verrebbe da dire questo: i sentimenti sono l'unica cosa davvero reale. Ti trovi d'accordo con questa mia chiave di lettura?
Ti ringrazio, M.Teresa, per avermi dato l'opportunità di parlare ancora di “31 dicembre”. Mi fa molto piacere che il mio romanzo ti sia piaciuto.
Penso che siano tante le occasioni nelle quali ci affidiamo alla “finzione”: basti pensare alle volte in cui, nella quotidianità, indossiamo maschere, proviamo a convincerci di cose inesistenti o a negare quelle esistenti, cercando un modo per sfuggire a ciò che non va o che potrebbe andare meglio.
Eppure, quando entrano in gioco i sentimenti, non c'è messinscena che tenga, crollano barriere, spariscono maschere, perché i sentimenti sono l'unica cosa “vera” che non si lascia “ingannare" dalla finzione. Dunque la tua chiave di lettura è corretta: in una storia che nasce come una simulazione creata dal computer di un'immaginaria biblioteca virtuale, ci sono dei valori umani che restano intatti e non subiscono la contaminazione dell'inganno tecnologico.
2) A posteriori, come descriveresti questo tuo romanzo? Qual era l'intento nel raccontare la storia di Sara/Dhea?

Volevo dimostrare che la solitudine, la voglia di evadere dall'insoddisfazione, sono molle che spesso spingono a scegliere soluzioni facili che creano soltanto l'illusione di avere risolto un problema, mentre in realtà lo rendono più grande. E spesso il nostro “rifugio comodo” non è che un palliativo con cui prendiamo (o perdiamo) tempo per non affrontare di petto determinate situazioni.
Con il pretesto di raccontare una storia d'amore ho sottolineato come l'apparenza resti pur sempre un inganno. Possiamo trovare delle scappatoie, persino sottoscrivendo un progetto di avanzatissima tecnologia che ci consente l'evasione che cerchiamo, ma poi è sempre la realtà che torna a imporsi con prepotenza. La montagna va scalata.
3) Di Sara sappiamo pochissimo, ma viene da chiedersi: che tipo è una donna che si rifugia nella realtà virtuale? Solo una donna delusa o c'è di più?
C'è una donna insoddisfatta, una persona che non trova nella quotidianità sufficienti stimoli, una donna che per non pensare alle cose che non vanno, nell'impossibilità di ottenere ciò che vorrebbe davvero, evade affidandosi alle “cure” di una Biblioteca virtuale. Fondamentalmente c'è una donna sola disposta ad assumere un'altra identità per superare le difficoltà esistenziali, disposta persino a rischiare tutto pur di rimanere dentro la storia finta.
Mi chiedo spesso cosa saremmo disposti a fare pur di dare un senso diverso alla nostra esistenza. Qualcuno sarebbe capace di abbandonare il certo per l'incerto per cambiare tutto di sé, anche per poco, nonostante la consapevolezza di correre dei rischi? Non so se un desiderio possa valere così tanto.
4) Non ho potuto fare a meno di chiedermi anche, durante la lettura del romanzo, fino a che punto le vicende e i rapporti interpersonali destinati a Dhea fossero predefiniti e dove iniziasse la volontà libera della protagonista. E questo mi fa pensare anche alla nostra realtà... tu credi nel destino? Pensi che siamo liberi di dare alla nostra vita la direzione che vogliamo?

Credo nella libertà di scegliere quale strada percorrere durante la nostra vita, tuttavia ritengo innegabile il fatto che esista una volontà superiore che, al di la degli sforzi che poniamo in essere per raggiungere gli obiettivi, sembra dirigerci verso mete predestinate alle quali non possiamo sottrarci.
5) Oggi siamo sempre più immersi in una realtà intangibile, con la rete, i contatti sui social, le relazioni che assumono sempre più una connotazione immateriale. Cosa pensi di questo? E come lo vivi in prima persona?

So adattarmi a ogni tipo di linguaggio, ma lo faccio con la maturità di chi ne conosce ogni limite e sa farne buon uso: m'impappino con le dita su whatsapp, alterno cose serie a sciocchezze su Facebook, faccio la finta intellettuale su Twitter, eppure mi piacciono i rapporti virtuali che ho costruito in rete e il blog ne è una riprova. È come se avessi molti amici “invisibili”, conoscenze che considero preziose.
Purché nulla di questo diventi un'ossessione o un modello di vita, non prenda tutti gli spazi della quotidianità o si sostituisca alle cose che contano davvero; se tutto ciò riesce a convivere con "il resto” che la vita offre, a me non dispiace la connotazione immateriale di certe relazioni.
6) Domanda fastidiosa, ma non posso esimermi dal farla! Quanto c'è di te nei personaggi di “31 Dicembre”?

Eccola, la domanda sugli elementi autobiografici. Ma su questa sono preparatissima.
Al di là dello spunto iniziale che mi ha dato il pretesto per scrivere la storia (nata da un fatto realmente accaduto), non c'è una piena aderenza fra me e un personaggio in particolare, semmai su ognuno di essi ho trasferito qualcosa che mi appartiene: un pensiero, un atteggiamento, una reazione. Prendendo i due protagonisti principali, Dhea è una donna equilibrata, misurata in tutto, affidabile; Nagel esce fuori da questi schemi, perché è pieno di contraddizioni e sfoga il suo malessere interiore disegnando fumetti. Mentre Dhea potrebbe somigliarmi nel modo di essere e di pensare, Nagel rappresenta la parte “artistica” di me: lui tiene in mano la matita per raccontarsi, io la penna.
7) So che attualmente sei impegnata nella scrittura di un nuovo romanzo, ti va di darci qualche anticipazione?

La nuova storia è ben lontana dai richiami virtuali e tecnologici di “31 dicembre” ed è fortemente ancorata alla realtà. Ma poiché non mi faccio mai mancare qualche bella complicazione, diciamo che la vicenda che racconto ha un protagonista che ha trascorso tre anni della sua vita in carcere e ha dei problemi di coscienza rimossi che riaffioreranno in seguito all'incontro con una persona.
* * *
Bene, ringrazio Marina per questa occasione di conoscere più a fondo lei e il suo romanzo, e vi lascio alcune informazioni sul suo romanzo.
Questo post partecipa all'iniziativa di Andrea Cabassi I libri dei blogger.


“31 Dicembre” di Marina Guarneri

Sinossi:

Un giovane fumettista, Nagel, ex tossicodipendente, con una storia complessa alle spalle ed un passato difficile da dimenticare; un’assistente universitaria, Dhea, improvvisamente catapultata dentro la sua vita; un’ex fidanzata, Silde, con dei rimpianti irrisolti ed un’amica, Nuela che conosce tutta la verità sui fatti taciuti. I destini di questi protagonisti sono già scritti, perché si intrecciano dentro una storia irreale contenuta nella più grande biblioteca virtuale di tutti i tempi, la N.O.M – Nuovi Orizzonti della Mente – Corporation. E’ lì che Sara, sola con i suoi ricordi e i suoi rimpianti, si reca alle soglie del nuovo anno per vivere un’esperienza straordinaria, che cambierà la sua vita. Sara vuole dimenticare chi è e dove si trova, vuole un’altra identità e la finzione le consente di sdoppiarsi in un sogno, nel quale, nei panni virtuali di Dhea, vivrà l’intensità e l’emozione di una storia d’amore che avrà un inaspettato epilogo.
31 Dicembre è un romanzo intenso, originale ed intrigante dall’inizio alla fine e il continuo gioco in cui la vita vera e la vita virtuale si rincorrono e si alternano è l’artifizio con cui l’autrice tesse la sua trama, sempre sospesa tra la realtà e l’apparenza di essa, coinvolgendo così tanto il lettore da farlo sentire subito parte della narrazione.
Il romanzo, senza soluzione di continuità, lega insieme “una realtà molto astratta e una realtà virtuale molto concreta”, così come felicemente sottolineato nella motivazione del “Premio letterario Inedito” vinto nel 2009, che conclude il giudizio definendo 31 dicembre “un prodotto convincente e maturo, uno di quei libri che, a lettura conclusa, ti fanno esclamare che bella storia.
In vendita su: Amazon (ebook).
Pagina dedicata al romanzo sul blog dell'autrice.
Biografia autrice:
Marina Guarneri è nata a Caltanissetta e vive a Roma con il marito e i due figli. Si è laureata presso la Facoltà di Giurisprudenza, a Palermo e non ha mai trascurato la sua passione per la scrittura, coltivata fin da bambina ed ereditata dal nonno artista, poeta e letterato.
Ama le attività che sfruttano la fantasia e i suoi hobby creativi ne sono una conferma. La lettura è fra i suoi interessi primari; legge prevalentemente narrativa non di genere con un debole, in particolare, per la letteratura giapponese.
Con il romanzo 31 dicembre vince la terza edizione del concorso letterario “InEdito 2009”, bandito dalla Casa Editrice Edigiò, che lo pubblica nel 2010.
Per parlare di scrittura e di tutto quello che ruota attorno a essa, ha aperto un blog, il Taccuino dello scrittore, in cui racconta e si racconta, condivide pensieri e riflessioni, si confronta con persone che hanno gli stessi suoi interessi.
Se volete contattarla, potete farlo tramite il blog: Il taccuino dello scrittore.

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