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4 dischi (quasi) punk rock: una recensione in periodo di recessione

Da Ant

Anche questa volta applichiamo le nano tecnologie di ultima generazione per venire incontro alle necessità di risparmio energetico al quale anche questo blog non si sottrae. L’offerta promozionale (“paghi” uno e prendi quattro) di oggi riguarda quattro dischi sfornati di recente dagli infaticabili fornai dell’industria musicale indipendente e non solo (due di questi sono composti da farina delle major). In un periodo di feroce crisi economica come quello che stiamo vivendo non si poteva fare altrimenti.I “panini” in questione sono i nuovi album dei Billy Talent, Green Day, The Hives e Bouncing Souls.Buon appetito.Cominciamo dal più buono...ehm...dal più bello, tanto per rendere più allettante l'offerta:Billy Talent - Dead Silence - Warner Music - 2012 - voto: 8,54 dischi (quasi) punk rock: una recensione in periodo di recessione
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4 dischi (quasi) punk rock: una recensione in periodo di recessione
Tracklist:
01.Lonely Road To Absolution
02.Viking Death March
03.Surprise Surprise
04.Runnin' Across The Tracks
05.Love Was Still Around
06.Stand Up And Run
07.Crooked Minds
08.Man Alive!
09.Hanging By A Thread
10.Cure For The Enemy
11.Don't Count On The Wicked
12.Show Me The Way
13.Swallowed Up By The Ocean
14.Dead Silence
4 dischi (quasi) punk rock: una recensione in periodo di recessioneI Billy Talent giungono al quarto album, dopo il successo ottenuto con i tre precedenti capitoli semplicemente denominati I, II e III, e finalmente decidono di dare un nome al nuovo pargolo.I quattro canadesi non sono molto conosciuti da queste parti ma con Dead Silence potrebbero anche riuscire nell'impresa. Perché quest'album riprende l'esplosiva miscela che li ha fatti vendere camionate di dischi in giro per il mondo (soprattutto in Canada ed Europa del nord) ovvero un riuscito mix tra punk rock, indie rock, pop, hardcore e post-hardcore, e qualche accenno metal, ma quello che risalta in questo nuovo lavoro è  la qualità delle composizioni che qui è decisamente elevata.Il suono proposto dai Billy Talent è identificabile sin da subito, bastano poche note. Questa è una caratteristica che è abbastanza difficile da riscontrare nel panorama musicale attuale, ancora di più nella scena punk rock e zone limitrofe.Le tracce più interessanti del disco sono Viking Death March (primo singolo estratto dall'album) Surprise Surprise, Cure For The Enemy, Show Me The Way e soprattutto la bellissima Hanging By A Thread.


Bouncing Souls - Comet - Rise Records - Chunksaah Records - 2012 - voto: 8
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Tracklist:
01.Baptized
02.Fast Times
03.Static
04.Coin Toss Girl
05.Comet
06.We Love Fun
07.Infidel
08.DFA
09.In Sleep
10.Ship In A Bottle
4 dischi (quasi) punk rock: una recensione in periodo di recessione
Questo è forse l'unico disco punk rock tra i quattro scelti per quest'azzardata ammucchiata di parole e suoni. Anche se i Bouncing Souls non sono più quelli che suonavano grezzo punk rock d'assalto con influenze Oi! e hardcore dei primi strepitosi dischi (The Good, The Bad and The Argyle e Maniac Laughter). Nel tempo la band del New Jersey si è evoluta, ha affinato ulteriormente il già spiccato gusto per la melodia presente sin dalle origini, si è avvicinata sempre di più all'hardcore melodico più incline alle tentazioni pop, ed è maturata notevolmente.Comet è il nono album e anche il nono centro per i Bouncing Souls, i quali non hanno mai sbagliato un colpo nella loro carriera.Quest'album, come gli altri recenti lavori, alterna brani tirati ad altri più melodici dove il ritmo rallenta e le melodie inebrianti prendono il sopravvento, ma il livello qualitativo è elevatissimo dalla prima all'ultima nota.L'inizio è travolgente grazie alla grintosa Baptized che apre le danze. Ma sono tante le gemme incastonate nella scaletta: le melodiche e splendide Comet, Coin Toss Girl, In Sleep e Ship In A Bottle, o ancora Fast Time e Static. Dieci perle di punk rock del terzo millennio.Un disco che crea dipendenza...

The Hives - Lex Hives - Disque Hives - 2012 - voto: 7,5
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Tracklist:
01.Come On
02.Go Right Ahead
03.1000 Answers
04.I Want More
05.Wait A Minute
06.Patrolling Days
07.Take Back The Boys
08.Without The Money
09.These Spectacles Reveal The Nostalgics
10.My Time Is Coming
11.If I Had A Cent
12.Midnight Shifter
Bonus tracks:
13.High School Shuffle
14.Insane
4 dischi (quasi) punk rock: una recensione in periodo di recessione
Lex Hives riporta il gruppo svedese nella scena indipendente dopo qualche anno vissuto tra i ranghi di una major, l'Universal, che gli ha portato anche buone soddisfazioni commerciali.Il nuovo disco è autoprodotto ed esce con il marchio Disque Hives, contiene 12 tracce (su iTunes è disponibile la versione deluxe edition con due brani in più prodotti da Josh Homme dei Queens of the Stone Age).Per quanto riguarda la musica contenuta segna un parziale ritorno alle sonorità dei primi album (gli spettacolari e irraggiungibili Barely Legal e Veni Vidi Vicious) con l'inserimento di alcuni elementi nuovi e "sperimentali." In ogni caso la materia trattata è il loro solito martellante e scoppiettante garage punk-rock che promette scintille e al quale è difficile resistere. Già con i primi due esplosivi brani, Come On! e Go Right Ahead (quest'ultima possiede qualcosa che ricorda vagamente Don't Bring Me Down degli Electric Light Orchestra) si capisce subito cosa potrà offrire il resto del menù.Sono molti i brani godibili presenti nel disco, oltre alle due tracce già citate: 1000 Answers; l'atipica Wait A Minute, tra dance e pop anni 60; I Want More che possiede un ritmo simile a I Love Rock'n'Roll di Joan Jett; il grezzo ed entusiasmante garage punk della splendida Patrolling Days (il brano migliore del disco, senza alcun dubbio); il veloce punk rock '77 di These Spectacles.Un buon disco.


Green Day - ¡Dos! - Reprise Records - 2012 - voto: 7,54 dischi (quasi) punk rock: una recensione in periodo di recessione
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4 dischi (quasi) punk rock: una recensione in periodo di recessione
Tracklist:
01.See You Tonight
02.Fuck Time
03.Stop When The Red Lights Flash
04.Lazy Bones
05.Wild One
06.Makeout Party
07.Stray Heart
08.Ashley
09.Baby Eyes
10.Lady Cobra
11.Nightlife
12.Wow! That's Loud
13.Amy
4 dischi (quasi) punk rock: una recensione in periodo di recessioneIl secondo disco della trilogia si muove sugli stessi binari del suo predecessore e come questo anche Dos è destinato ad avere un ottimo riscontro commerciale. Le canzoncine pop-garage-rock non mancano, le melodie azzeccate pure. Il primo disco della serie aveva in parte deluso perché l'attesa del tanto reclamizzato ritorno al passato,  poi, non è stata confermata dai fatti. Del resto era molto difficile ricreare a distanza di tanti anni l'atmosfera giusta per riproporre l'esplosivo garage pop punk degli esordi. Certe soluzioni sonore e il modo di plasmare le melodie possono ricordare in parte i bei tempi andati, ma quello che manca è l'energia e il suono grezzo e lo-fi delle produzioni dell'epoca.In ogni caso Uno è "uno di quei dischi" che, pur facendo storcere il naso in più di un'occasione, non si riesce a non ascoltare all'infinito, in continua ripetizione, sino a imparare a memoria ogni nota.Dos possiede le stesse qualità e gli stessi difetti: belle canzoni, buon ritmo, una discreta varietà della proposta da una parte, e poco punk rock, poca cattiveria e una produzione troppo levigata e pop dall'altra.Anche questo finirà per ammorbare i lettori cd di mezzo mondo (compreso il mio) e anche di questo non si potrà farne a meno per un bel pezzo. Nonostante non sia un nuovo Dookie o Kerplunk o American Idiot e nonostante con quei capolavori non abbia molto a che fare. Ma siamo nel 2012 e il passato non può più ritornare.I brani divertenti non mancano: la micro ballata country che apre il disco; l'indie pop rock di Lazy Bones, forse la sorpresa più piacevole del disco; il pop garage di Wild One; il  tiratissimo rock'n'roll di Makeout Party; il singolone Stray Heart; Baby Eyes e Ashley  leggermente più punk della media della tracklist; il veloce rock blues Lady Cobra; il pop rock di Wow! That's Loud; il pop-r&b-ska di Nightlife, festaiola e danzereccia, che vede la presenza della rapper Lady Cobra alla seconda voce e fa il paio con la stravagante Kill The DJ del primo disco.

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