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4 marzo 2018, cambiamo l’Italia (45) – Sulla rivolta dei giovani in seno al PD, ma l’agenda dovrebbe avere un solo punto: costringere Renzi alle dimissioni.

Creato il 01 febbraio 2018 da Rosebudgiornalismo @RosebudGiornali

4 marzo 2018, cambiamo l’Italia (45) – Sulla rivolta dei giovani in seno al PD, ma l’agenda dovrebbe avere un solo punto: costringere Renzi alle dimissioni.
4 marzo 2018, cambiamo l’Italia (45) – Sulla rivolta dei giovani in seno al PD, ma l’agenda dovrebbe avere un solo punto: costringere Renzi alle dimissioni.

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti.
( Jacques Séguéla)

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No, niente appello! Qui non si tratta di riformare una sentenza, ma un costume. (...) Accetto la condanna come accetterei un pugno in faccia: non mi interessa dimostrare che mi è stata data ingiustamente.

Giovannino Guareschi (lo disse dopo la sentenza di condanna ricevuta per l'accusa di diffamazione mossagli da Alcide De Gasperi)

Diario dai giorni del golpe bianco (paperback) di Rina Brundu .

Attenzione la versione definitiva di questi testi uscirà solo dopo le elezioni politiche

Il caso diffamatorio su Wikipedia

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  • Un popolo che elegge corrotti, impostori, ladri, traditori, non è vittima, è complice (George Orwell). Clicca qui per leggere tutto
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4 marzo 2018, cambiamo l’Italia (45) – Sulla rivolta dei giovani in seno al PD, ma l’agenda dovrebbe avere un solo punto: costringere Renzi alle dimissioni.Adesso si sente parlare anche di partigiani DEM che in Sicilia lamenterebbero un Renzi che gestirebbe il partito in maniera padronale. Domanda: ma dove sono stati tutti questi signori negli ultimi quattro anni? Sulla luna? Che a dirla tutta le recriminazione dei giovani PD non sono nuove. Alcuni giorni fa, un loro gruppo avrebbe finanche platealmente occupato la sede del PD, solo per ricevere altri pesci in faccia.

In realtà l'unica domanda che può farsi chi guarda alle straordinarie dinamiche di quel partito da fuori è: possibile che tra tutti codesti signori non ce ne sia uno in grado di azionare una corsia emergenziale che porterebbe alla creazione di un'agenda con un solo punto di discussione: costringere Matteo Renzi alle dimissioni?

Naturalmente, questo accadrà, come hanno già minacciato i tanti epurati, ma purtroppo per noi sarà in un periodo post-elezioni, ovvero in un periodo in cui quel signore avrà già assicurato cinque anni di stipendio pubblico a se stesso e alla fida Boschi. Insomma, non ci resta che fronteggiare un altro scenario politico grigio, distopico, che mai come prima farà trombetta della volontà popolare e coprirà le nostre istituzioni di ignominia e di fango.

Rina Brundu

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