64. Festival di Berlino : “Tui na” (“Blind Massage”) di Lou Ye (Concorso)

Creato il 18 febbraio 2014 da Taxi Drivers @TaxiDriversRoma

Anno : 2014

Durata : 117’

Genere : Drammatico

Nazionalità : Cina

Regia : Lou Ye

 

Nella città di Nanchino esiste un luogo particolare, un centro massaggi dove viene praticata l’arte del Tui Na seguendo i precetti dell’antichissima medicina cinese. La caratteristica principale però è data dai dipendenti del centro, tutti quanti ciechi o ipovedenti che si affidano al senso del tatto per aiutare uomini e donne che cercano sollievo. Il Dottor Wang, appena arrivato con la sua compagna sembra il più sereno, ma drammi familiari mettono a rischio la sua felicità.  Xiao Ma soffre per il desiderio di avere la magnifica Du Hong pur sapendo che per lui è una meta irraggiungibile. Ognuno di loro ha un proprio bagaglio di storie, sentimenti e speranze, che il regista riprende con profondo rispetto ed ammirazione.

Non si può rimanere impassibili di fronte alle storie portate sullo schermo dal regista cinese Lou Ye, la determinazione e la forza di chi per sfortuna e per destino non ha il dono della vista sorprende e commuove, ma più che la cecità in sé ciò che appassiona il regista sono le conseguenze che essa ha sull’amore, sulla sua ricerca e sulla vita sentimentale dei massaggiatori. Solo l’amore, totalizzante e pieno può dare soddisfazione a questi individui che hanno l’urgenza e l’ossessione del contatto. Ye non indugia mai nel patetico, non rincorre la lacrima facile ma entra a gamba tesa nel privato dei suoi protagonisti con stile quasi documentaristico. C’è chi ha perso la vista dopo un incidente stradale, chi non l’ha mai avuta dalla nascita e chi ogni giorno vede sparire il mondo intorno a causa di terribili malattie degenerative, ma per ognuno di loro c’è spazio per parlare di amore. Amori nascono all’interno del centro e altrettanti amori sfioriscono con rapidità, fornendo il fulcro narrativo della pellicola, un vero e proprio melodramma senza gli orpelli che di solito accompagnano il genere. Blind Massage è un film riuscito, appassionante e totalizzante come il sentimento di cui parla, quell’amore che da solo può dare senso anche ad una vita incompleta.

Emiliano Longobardi


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