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65 milioni di bimbi invaderanno l’Italia se non aiutiamo Nigeria ed Etiopia

Creato il 06 settembre 2015 da Blogaccio @blogaccioBlog

Bimbo siriano gioca con cappello PolizeiI migranti non sono il nostro nemico, fuggono da guerre e terrore ed ai terroristi dobbiamo rispondere sul piano culturale con la forza attrattiva della democrazia e della libertà che regalano orizzonti di vita opposti alle morti ed alle distruzioni, l’ha detto Mattarella nell’intervento in video al forum di Cernobbio. Quindi niente paura, apritevi ed accogliete. Timori e reticenze residuali di quella parte della popolazione italiana che teme di veder cancellato il proprio passato, non hanno ragion d’essere. Conflitti religiosi e discordie tra etnie e culture delle terre d’origine che alcuni temono di veder riproporsi in Europa e nelle contrade delle nostre città storiche spalancate a milioni di migranti, saranno superate dal buon esempio della libertà e della tolleranza segni distintivi dei sistemi democratici che evidentemente devono mettere nel conto d’ingoiare rospi senza batter ciglio alle nuove relazioni sociali, come quello dell’attentato di Parigi alla redazione di Charlie Ebdo, nella prospettiva bene augurante di una pacificazione che nascerà da condizioni di vita più agiate. Abbiate fede in Marx che tutto s’aggiusta. Quando? Nessuno ancora lo sa. Dove? In alcun luogo del pianeta fino ad oggi, ovunque la sua teoria economica infatti si è tradotta in pratica sociale, è fallita (ex URSS, Cuba, Venezuela, Cina ecc. ecc.). Allora ci prova Gesù: accogliere tutti, buoni e cattivi ha ribadito il Papa venuto dalla fine del mondo, così di noi sarà il Regno dei Cieli. Il Vescovo di Ebril chiede un intervento armato che sconfigga i persecutori dei Cristiani in oriente? Porga l’altra guancia come è scritto nel Vangelo e si lasci pure Crocifiggere, noi qui accogliamo e non facciamo più guerre, né giuste, né Sante. Restiamo a guardare e ci consoliamo con l’amore e la fratellanza tra i popoli a pancia piena. E’ così. Prendi la Germania di Merkel, ha rimuginato a lungo, poi ha rotto il silenzio sulla questione immigrazione ed ha scelto di prendersi i siriani; oltre ad essere giovani e forti sono anche prolifici, hanno tutti un buon tasso di istruzione ed una preparazione professionale adeguata deve aver pensato mentre annunciava il respingimento delle 75.000 domande di asilo provenienti dai paesi dall’Europa sudorientale. I tedeschi si sa, sono i meglio organizzati e non si risparmiano sacrifici. Anche noi avevamo un Papa tedesco, si è dimesso per raggiunti limiti di età lasciandoci soli. Su questa terra più nessuno è rimasto a pensare alla nostra, di salvezza. Il 2015 finirà per essere ricordato dalla storia come l’anno dei siriani, dopo quattro anni di sofferenze patite per la guerra civile, gli inglesi non hanno voluto essere da meno dei tedeschi: Cameron ha annunciato che andrà direttamente in Siria a prendersene 15.000 e li porterà in salvo a Londra. E siccome è noto che gli anglicani non ascoltano il Papa di Roma, hanno pensato bene di aiutare il buon Dio a risolvere definitivamente il problema. Hanno così spinto il Governo di Sua Maestà a prendere la decisione di partire per una guerra giusta già ad ottobre p.v. L’obiettivo è sconfiggere Satana che si nasconde sotto le sembianze dell’Is e restituire alle beatitudini della pace tutta l’area mediorientale. La GB sta anche pensando di svignarsela dalla UE che pretende di aprire le porte pur di restare in panciolle quando viene minacciata, ma è un altro capitolo che affronteremo su queste pagine nel 2017 a commento della campagna referendaria inglese. Segue la Francia, al momento se ne resta buona in secondo piano. Ad Hollande basta accodarsi alla Merkel. Lui è sempre d’accordo purché la cancelliera lo lasci in pace coi suoi deficit di bilancio al 4%, non è mica l’Italia che dal 2011 ha dovuto subire le menate della Commissione europea e fare i compiti a casa senza fiatare. A noi è stato spiegato che per restare fuori dai problemi sarebbe bastato di non fare più guerre, la crisi dei migranti sta facendo invece riscoprire a tanti la dura realtà: non basta non fare guerre per tenersi al sicuro, i tuoi vicini possono chiamarti a pagare il prezzo delle loro guerre. Nei prossimi anni dovremo imparare a convivere con l’immigrazione perché è un problema irrisolvibile, senza vie d’uscita e dovremo rassegnarci all’idea che il benessere conquistato non sarà progressivo perché altri verranno a reclamarne una parte. A spiegarci invece una maniera per uscirne è il prof. Gian Carlo Blangiardo docente di demografia all’Università di Milano-Bicocca. Quella dei rifugiati non è un’invasione, prima o poi la guerra che l’ha provocata finirà e la crisi andrà a scemare, la vera emergenza invece è quella che si presenterà nei prossimi venti anni e che vedrà l’Italia pienamente coinvolta sulla rotta migratoria, praticamente invasa da 40 milioni di bimbi nigeriani e 25 milioni di bimbi etiopi che oggi hanno 10 anni di età e che tra venti ne avranno 30 e saranno in età da lavoro. “Chi darà loro lavoro, cibo, acqua e assistenza”? Osserva il prof. Blangiardo: “se non iniziamo a pensare di aiutare questi Paesi a svilupparsi economicamente, creando infrastrutture, rilanciando l’economia e, perché no, organizzando migrazioni circolari (trasferimenti periodici fuor dal Paese per lavori stagionali, quando la richiesta è più alta, ndr)”, allora sì che la nostra cultura rischierà seriamente di sparire per sempre dalla storia come rozzamente urla Orban.


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