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#7 – La nuova legge sulla lettura: il commento di Federico Cenci, Cliquot

Creato il 19 febbraio 2020 da Viadeiserpenti @viadeiserpenti

di Emanuela D’Alessio

Le nuove norme sulla promozione e diffusione della lettura sono state definitivamente approvate il 5 febbraio scorso dal Senato, dopo un lungo iter parlamentare.

#7 – La nuova legge sulla lettura: il commento di Federico Cenci, Cliquot

Molte le novità che possiamo riassumere così (qui il testo integrale): un piano nazionale d’azione per la promozione della lettura, patti locali per la lettura con Regioni, Comuni, istituzioni scolastiche e culturali e privati, 1 milione di euro per ciascuno degli anni 2020 e 2021 per il finanziamento di poli di biblioteche scolastiche, 500mila euro alla Capitale italiana del libro, una carta della cultura del valore di 100 euro l’anno per le famiglie economicamente disagiate, un albo delle librerie di qualità, l’aumento del credito fiscale per le librerie fino a 3,25 milioni di spesa, la possibilità di donare libri a soggetti pubblici e privati a scopi solidaristici e, infine, una nuova politica degli sconti e delle promozioni con un tetto massimo del 5% sugli sconti (15% per i libri scolastici).
Il Centro Per il Libro e la Lettura (CEPELL) mantiene e rafforza i propri ambiti di gestione e indirizzo con una dotazione finanziaria annua di 4,3 milioni di euro.
La legge “vale” complessivamente  10,25 milioni di euro per ciascuno degli anni 2020 e 2021 e 9,25 dal 2022.

La principale reazione negativa alla nuova legge viene dal presidente dell’AIE (Associazione Italiana Editori) Riccardo Franco Levi, nonché promotore della “legge Levi” che fino ad oggi aveva regolato la controversa politica degli sconti. «Imponendo la riduzione degli sconti sui prezzi di vendita – ha sottolineato il presidente dell’AIE – questa legge peserà sulle tasche delle famiglie e dei consumatori per 75 milioni di euro, mettendo a rischio 2mila posti di lavoro».

Via dei Serpenti ha raccolto i commenti di alcuni editori e librai indipendenti: Sandro Ferri (editore di e/o), Marco Guerra (libraio di Pagina 348), Alberto Ibba (editore di NN), Barbara Facchini e Alessandro Fratini (librai di Risvolti), Stefano Friani (editore di Racconti edizioni), Giorgia Sallusti (libraia di Bookish).

#7 – La nuova legge sulla lettura: il commento di Federico Cenci, Cliquot
FEDERICO CENCI, editore di Cliquot

Mi trovo abbastanza d’accordo con tutti gli interventi che finora mi hanno preceduto in questo blog: la legge fa qualcosa di buono, ma non risolve tutti i problemi.

Dal punto di vista dell’editoria piccola e indipendente le nuove norme sugli sconti appaiono certamente positive. I piccoli editori, che non hanno mai potuto fare leva sul prezzo basso di copertina (neppure quando scontato), non dovrebbero vedere significative flessioni di vendita. E la libreria indipendente di quartiere supera un ostacolo in un campo di gioco in cui, senza un’appropriata legislazione, non avrebbe mai potuto confrontarsi.

Tuttavia non credo che, nell’immediato, ciò contribuirà a portare un significativo cambiamento nelle abitudini d’acquisto del lettore, anche perché la questione nel suo insieme non si riduce a qualche euro in meno sul prezzo del libro. Quello che succederà sarà che forse qualche acquirente inizierà a vedere che ha molte più opportunità di acquisto che non quella più veloce davanti al pc.

Chi spera poi in un abbassamento dei prezzi di copertina rimarrà certamente deluso, perché il 15% che c’è stato finora era uno sconto applicato dal libraio, dunque riguarda una percentuale di fatturato che non appartiene all’editore. Soltanto ponendo un limite agli sconti che l’editore deve accettare passivamente dalle grandi catene e dalla distribuzione si potrà ragionare sull’aspetto del prezzo finale del libro.

Per quanto riguarda il resto delle norme, mi piacciono soprattutto quelle che vanno a sostegno delle librerie come presidio del territorio. Infatti è su questo punto che secondo me lo stato dovrebbe agire di più e meglio. Una libreria che riesce a sopravvivere ai primi difficili anni e a raggiungere nel tempo il faticoso “punto di sopravvivenza” nel bilancio diventa (da un punto di vista prettamente commerciale, al di là della pur importante valenza culturale) un partner affidabile sia per i clienti che per gli editori.

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