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8 persone di cui non ti dovresti fidare

Da Drfrededison @dr_frededison

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WARNING
Per chi ancora non l’avesse ancora capito, massicce dosi di sarcasmo condiscono gli articoli di questo blog.

Sono “tempi bastardi” scriveva Alberto Patrucco. E aveva ragione. Sotto tutti i punti di vista sono tempi bastardi. Viviamo in una pappetta sociale che cerca omogeneità, ma che è omogenea come il vomito del mio cane Leila. E quella mangia anche le mie ciabatte. Sane.

Il miglior modo per sopravvivere ai tempi bastardi è senza dubbio quello di diffidare da molte persone che ci stanno intorno. Ma non è facile capire al volo di chi bisogna fidarsi e di chi no. Per questo mi sono preso la briga per voi, potete ringraziarmi dopo, di definire i tratti distintivi per capire di chi è meglio non fidarsi.

 

Non fidarti di:

1. L’abbronzato perenne

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Ovvero chi è abbronzato a febbraio come è abbronzato ad agosto. La domanda da porci non è “come?”, ma “perché”?

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Perché?

Due possono essere le cause di tale abbronzatura: o il non avere un cazzomelillo da fare (e quindi diffidate a prescindere da tali elementi), o il fare uso di lampade ultraviolette (in cui ormai da anni il tasto ON è stato sostituito dal tasto GET CANCER, e quindi fidarsi come ci si fida dell’intelligenza di chi dice “Mio nonno fuma e ha 80 anni”).

2. Il medico “per sentito dire”

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Spesso impersonato da wannabe-doctor che hanno fallito nel loro intento, (ma non sempre, attenzione!) il medico per sentito dire è un subdolo individuo che si accaparra la vostra fiducia dicendo AdenosinTriFosfato invece di ATP e che, raggiunto tale obiettivo, comincia ad elargire consigli medici o pseudomedici basandosi su quello che sente dire al medico della mutua della vecchia nonna.

Partendo dal fatto che il troppo sale nella pasta fa alzare la pressione, è in grado di dedurre le cause di ischemie, infarti e talvolta anche della rottura delle infradito da spiaggia!

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[Ma, ehi, se la proposta di spostare i test d'ammissione a metà anno di medicina verrà accolta, avremo una variante composta da "chi ha frequentato soltanto il primo semestre di medicina"! E allora sì...].

 

3. L’auto-sorridente

Categoria composta principalmente da ragazze, ma ciò non esclude totalmente i maschi.

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L’auto-sorridente è quell’individuo che, ritenendoti una persona divertente, ride, sorride o emette getti d’aria soffocati automaticamente ad ogni frase che pronunci. Puoi dire che ti è morto il gatto o puoi enunciare il teorema di Lagrange, poco cambia. Non puoi impedire a questa persona di ridere, tanto che ti guardi dall’averla vicina prima di parlare, in quanto il tutto ti imbarazza non poco.

 

4. Il migliore amico istantaneo

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Tipicamente rappresentato da individui del sesso opposto al vostro. Si tratta di individui che si conoscono solitamente quando vengono invitati dagli amici con cui solitamente si esce a passare la serata insieme. Il migliore amico istantaneo individua all’istante il rappresentante del sesso opposto con il miglior rapporto Bellezza/PerFavoreQualcunoMiCaghi e gli si fionda accanto, trovando scuse per parlare che oscillano tra il geniale e il ridicolo.

Per fine serata il migliore amico istantaneo si sarà convinto (e talvolta con cognizione di causa) di aver fatto breccia nel cervellobacatcuore dell’individuo e inizierà a tartassarlo di SMS e Mi Piace per manifestare il proprio interesse nello sventrare la papera il più presto poss stringere questo forte legame d’amicizia che sarebbe stato bello scoprire anni or sono.

 

5. Il fotografo del sabato sera

La peste nelle serate tra amici con un QI medio-alto.

Si tratta di un individuo (quasi esclusivamente di genere femminile) che esce una compatta dalla tasca e comincia a scattare foto di quello che gli accade intorno, ponendosi spesso davanti alla scena. Il tutto peggiora quando riesce a coalizzarsi con qualcun altro tra i presenti.

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Diciamocelo, la foto ogni tanto ci può stare, ma caricare su Facebook un album di 68 foto scattate alla sagra del miele e della mano sudata di Culino Illuminato, dove nella metà ci sono amici con la bocca in posa strana perché ti stanno urlando “posa quella cazz…” è ridicolo.

Il problema sarà non fare offendere questi individui quando vi staggerete da tali foto senza fargli capire che la loro vita è noiosa tanto quanto quella degli altri. Perché è a questo che serve scattare foto per il fotografo del sabato sera: carico le foto su Facebook e dimostro a me stesso che la mia vita è migliore della vostra.

 

6. Chi si finge ubriaco

Anche qui, un buon 70% è composto da ragazze, finte bad-girls che sanno di reggere l’alcol come un topo che beve vodka omeopatica e che sanno anche cosa potrebbe accadergli una volta ubriache.

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Le si osserva per lo più, ma non esclusivamente, nelle piccole feste tra amici. Questi individui ballano con una bottiglia di birra in mano, fingendo esagerati movimenti da ubriaco. Se le si osserva la bottiglia in mano si noterà che sotto il collo è ancora completamente piena. Le novizie di questa arte talvolta commettono l’errore da principiante di dimenticare di stappare la bottiglia. Al contrario le più esperte individuano bottiglie già vuote e le afferrano mettendole in mostra il più possibile.

 

7. Chi ti racconta trame su trame di fumetti avendo letto i riassunti su Wikipedia

 

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 Gente che ti racconta gesta su gesta di Batman o Spiderman senza aver prima detto esplicitamente “Non li ho letti, però per quanto so…”. Te li trovi all’uscita del cinema, dopo che hai visto “Il cavaliere oscuro”, “The Amazing Pippero” o addirittura “Guardian of the Galaxy”, lamentandosi di come il film non sia fedele al fumetto, sperando che nessuno degli astanti, come è probabile, abbia mai letto uno dei suddetti.

Lo riconosci perché crolla o si ammutolisce in presenza di chiunque insiste più di tanto con fermezza sul canon dell’Uomo Ragno.

 

8. Chi ti dice di chi fidarti e di chi non fidarti

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Questi elementi gestiscono blog, profili su Facebook e similari.

Passano il loro tempo a fare liste come Top 10 dicendoti cosa devi pensare e cosa no, chi ascoltare e chi no, quale film vedere e quale no…

Ehi, un momento…


Archiviato in:Cronache, Note, Pensieri, Università

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