90′s Legends – Enrico Chiesa

Creato il 07 giugno 2013 da Simo785

 90′s Legends – Enrico Chiesa   Cecchino infallibile ma anche assist-man. Centravanti dal tiro fulmineo ma anche seconda punta in grado di svariare su tutto il fronte offensivo. Un attaccante completo, Enrico Chiesa, capace di adattarsi in qualsiasi modulo. Nato come esterno di centrocampo, nel tempo è diventato un centravanti di razza. Imprendibile negli spazi aperti, letale in contropiede. Ha lasciato il segno ovunque ha giocato,a parte la sfortunata parentesi laziale, da Genova a Siena passando per Firenze e Parma. Chiesa nasce a Genova il 29 Dicembre 1970, crescendo calcisticamente nella sponda blucerchiata ed esordendo in Serie A nella stagione 1992-93. La Sampdoria lo manda a farsi le ossa prima a Modena poi a Cremona, dove matura e sotto la guida di Gigi Simoni in panchina disputa il suo primo campionato importante in massima serie.   Nella stagione 1995-96 torna alla Sampdoria con aspettative importanti, prima fra tutte dimostrare di essere un valido partner di attacco di Roberto Mancini, capitano e simbolo doriano. Chiesa non delude le attese, disputando un campionato strepitoso siglando 22 reti (molte delle quali con spettacolari tiri a giro destinati all’incrocio dei pali, la sua specialità) e guadagnandosi la convocazione in nazionale per gli Europei 1996. Una spedizione amara per gli azzurri di Sacchi, usciti clamorosamente ai gironi, una piccola soddisfazione per Chiesa il gol contro la Repubblica Ceca dopo una falcata delle sue. In maglia azzurra disputerà anche i mondiali di France 1998, subentrando dalla panchina, chiuso da Inzaghi e Ravanelli.     Nell’estate del 1996 c’è la fila per accaparrarselo, con l’Inter favorita, ma alla fine è l’ambizioso Parma di Tanzi a spuntarla versando nelle casse blucerchiate 25 miliardi di lire. A Parma gioca tre stagioni su altissimi livelli, non ripetendo in zona gol le prestazioni fornite in blucerchiato ma mettendosi anche in luce a livello internazionale vincendo da protagonista la Coppa Uefa 1998-99 a fianco di giocatori del calibro di Thuram, Cannavaro, Veron e Crespo. Non segna tantissimo, vero, ma quando lo fa sono vere opere d’arte. Ne sa qualcosa il Milan, una delle vittime preferite del bomber genovese, più volte castigato in quel periodo. Ne sa qualcosa soprattutto il Marsiglia nella finale di Mosca del 12 Maggio 1999 (Chiesa realizza il tre a zero con un destro dei suoi, probabilmente il gol più importante della sua carriera). Nel 1999 si trasferisce alla Fiorentina, fresca di qualificazione in Champions League, contendendosi il ruolo di spalla di Batistuta con Pedrag Mijatovic. Il tecnico viola Trapattoni lo preferisce da subito al montenegrino per il suo spirito di sacrificio e la sua adattabilità come seconda punta e Chiesa ripaga la fiducia del Trap disputando un ottima stagione fornendo tantissimi assist, diminuendo di conseguenza la sua prolificità. Saranno sette i gol in campionato, più tre in Champions League. Con la partenza di Batistuta alla Roma nell’estate del 2000 e l’approdo di Terim sulla panchina gigliata, Chiesa torna improvvisamente il bomber ammirato a Genova. E’ una Fiorentina ridimensionata quella che concluderà la stagione al nono posto, ma è un Chiesa strepitoso capace di realizzare 22 reti specializzandosi anche nei calci di punizione. Inizia alla grande anche il campionato successivo, con l’amico Mancini in panchina, ma si ferma alla quinta giornata contro il Venezia: rottura dei legamenti del ginocchio, stagione finita e viola che retrocedono in Serie B.  Nell’estate del 2002 nuovo cambio di maglia e trasferimento a Roma, sponda laziale. Ma il declino sembra dietro l’angolo, soltanto due reti in dodici presenze e una condizione fisica approssimativa. Chiesa ha 33 anni quando nel 2003 si trasferisce nel neopromosso Siena. Chi pensa che questa sia soltanto l’ultima tappa di una carriera ormai agli sgoccioli è costretto a ricredersi in breve tempo. Con i bianconeri Enrico ritrova lo smalto di un tempo, disputando forse le sue migliori stagioni in assoluto. Sempre in doppia cifra per tre anni consecutivi, leader assoluto di un gruppo capace di conquistare tre salvezze importantissime, dal 2003 al 2006. Tocca quota 138 reti in Serie A prima di fermarsi nel campionato 2006-07. A 38 anni riparte dalla Lega Pro Seconda divisione con  il Figline, guidando il club toscano ad una storica promozione, prima di ritirarsi definitivamente a maggio del 2010.

 (by Simone Clara)


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