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95° Pitti Immagine Uomo: Maison Zilli

Creato il 11 gennaio 2019 da Moda Glamour Italia @ModaGlamour

In occasione del 95° Pitti Immagine Uomo, la Maison Zilli presenta un viaggio dall'Italia alla Francia, sulle orme del fondatore del marchio Alain Schimel, che sublima sulla pelle l'arte del Belpaese e il savoir faire artigiano con sede a Lione.


Una Capsule Collection, che la Maison Zilli vede rinsaldarsi l'asse Franco-Italiano: se nel 1965 infatti Alain Schimel creò il Brand investendo in una bottega di un sarto Italiano esperto nel trattamento dei pellami, Teofilo Zilli, quella scommessa rivelatasi vincente rivive oggi nel nuovo connubio tra la Maison e il creativo Sergio Colantuoni, che collabora con quest'ultima alla creazione di L'art dans la peau.

A far parte di questo raffinato trattato sulla sublimazione della pelle e la sua trasformazione in un capo che va oltre il classico concetto di abbigliamento Luxury dedicato a lui, una ristretta selezione di 5 pezzi, 4 giacche e un gilet, decorati da motivi pittorici dipinti a mano e maestose fiere che emergono dalla giungla o dall'immaginario mitologico. Così se la giacca in agnello Guinée si nobilita con una testa di leone ricamata con filo di seta, il modello con il logo laminato Gattopardo è il perfetto proscenio per il salto del ghepardo, stampato sempre sulla stessa consistenza materica.

Un'arte, quella dei trattamenti applicati alla pelle, maneggiata con maestria, come nel modello che applica in rilievo sul pellame di cervo del blouson Goliath un maestoso grifone, costruito in coccodrillo e lambskin. A celebrare il Belpaese è il gilet Gandolfo che si stampa di un'opera di Giovannino De' Grassi, famoso miniaturista rinascimentale, noto per le scene di paesaggi fiabeschi con le quali decorò il libro di preghiere di Gian Galeazzo Visconti, l'Offiziolo, opera ad oggi custodita nella Biblioteca Nazionale di Firenze. Ed è proprio uno di questi paradisi incontaminati a rivivere sul capo in lambskin.

Infine, a chiudere questa pentalogia in edizione limitata, l'arte di Pisanello, la cui Visione di Sant'Eustachio (originariamente realizzato tra il 1436 e il 1438 con la tecnica della tempera su tavola) si dipinge a mano, in tutto il suo lirismo pittorico, sulla giacca in agnello Galleria.


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