Magazine Diario personale

A Geffer Carol

Da Doppiogeffer @DoppioGeffer
Tu scendi dalle stelleeeeehh, o Re del cieeelooohhh....e vieni in una grottaaahhh, al freddo e al geeeloooohhh!
Emh, scusate, ma di tanto in tanto in questo periodo riecheggiano in me le canzoni natalizie. Perchè qui in Sicilia le canzoni di Natale non son quelle intonate da Michael Bublè, Mariah Carey e compagnia (per l'appunto) cantando. No no, qui le canzoni di Natale DOSC (Di Origine Siculo-Cattolica) sono:

-Tu scendi dalle Stelle-Astro del ciel

-E nasciu u bambineddu
-Susi Pasturi
Insomma, canzoni che son più scioglilingua che altro, tant'è che ancora oggi non riesco a pronunciare correttamente tre quarti dei testi, ritornelli esclusi.Purtuttavia, queste canzoni han fatto da colonna sonora per molti e molti Natali. Con la scusa di "distrarmi" con tali testi così articolati, mia nonna riusciva difatti a tenermi lontana dai pacchi sotto l'albero che cercavo, puntualmente, di aprire prima del 24 sera.
<<Statti qui buona buona, annonna, e cantaci la ninnananna a lu bambineddu.>>
Così, piazzata davanti al presepe con le mani giunte e la testa rivolta al cielo, farfugliavo la canzone andando fuori tempo a più non posso, mentre sullo schermo del televisore (reso silenzioso dalla nonna) scorrevano le puntate dei Power Ranger.

Eh...i Natali passati.

Sempre gli stessi eppur sempre diversi per molti, molti anni.
Quanti ricordi han quei colori tipici del Natale? Quanti odori mi riportano a quei giorni lieti dove, con la fantasia, trasformavo la stufa a gas in un camino appendendoci i miei calzini con Topolino?
Ma, soprattutto, quante cose son andate perse nel corso degli anni? Voglio dire, le uniche cose che son rimaste le stesse, in tutto questo tempo, son solo i film di Natale in tv, il mio poco amore verso il pandoro e il panettone e la mi sfiga a Tombola.
Tutto il resto, dai colori ai profumi, dai sapori alle voci, son cambiati. Spariti. Sbiaditi.Però...però bando ai sentimentalismi!Oggi voglio fare qualcosa di "diverso". Cosa? Un tag natalizio (originalità zero, lo so)! Ovviamente, giacchè non sono una tipa molto fantasiosa, il tag non l'ho di certo inventato io, anzi...l'ho "rubato" a Pier(ef)fect, il quale è stato invece correttamente taggato da altri blogger.Scopo del tag? Uscire l' Ebenezer Scrooge che è in noi. Ma non nella versione taccagna. Difatti, il fulcro di questo tag altri non è che dar voce ai fantasmi dei nostri Natali passati, presenti e futuri.Le regole son molto semplici; si deve parlare del Natale passato, presente e futuro (magari aggiungendo qualche foto attinente al discorso, qualora se ne abbia una in cui non siam stati conciati da elfi di Babbo Natale che si son mangiati le renne) e, a fine giro, taggare sette altri blog per passare questa patata bollente.Are you ready?IL FANTASMA DEL NATALE PASSATOCome avrete ben capito dall'incipit del post, i miei Natali eran costellati di canti siciliani gorgheggiati da gli zampognari per le vie della città, o cantati in famiglia davanti al presepe. Presepe che veniva messo su con dovizia già dai primi di Dicembre, quando si andava per i boschi etnei a caccia di muschio, pietre particolari e carta cielo (quest'ultima la si cercava nelle cartolerie, ovviamente).
Ecco, tra l'albero e il presepe io ho sempre preferito fare il presepe. Non tanto per lo spirito cattolico che tentenna in me, quanto perchè adoravo creare vere e proprie storie con i pastorelli; sebbene la trama di fondo fosse sempre la stessa (cioè la nascita del Bambin Gesù), ogni statuina aveva la sua storia. Il mugnaio amava la bella pastorella che però era promessa in sposa a uno dei Re Magi, il vecchio beone (u zu Innaru) era in realtà un mago ecc...Tant'è che, dalla posa dell'ultimo pezzo di muschio al giorno dell'Epifania, questi pastorelli non stavan mai nello stesso posto. No no, li facevo girare, interagire e talvolta sparire (perchè magari, nel corso della storia, i loro personaggi eran morti). 
Quando però non giocavo con i pastori, il mio scopo primario era far tornare l'albero di Natale del suo colore naturale giacchè, sia dal lato materno che dal lato paterno, esso veniva interamente sommerso da quegli odiosissimi capelli d'Angelo (questi qui).
E così, tra un pastore trovato annegato nel laghetto di carta stagnola e l'albero misteriosamente "svenuto" sul pavimento, i miei giorni prima della Vigilia passavano più o meno lieti; mi sfondavo di cartoni animati, scrivevo diverse letterine a Babbo Natale (perchè cambiavo facilmente idea da un giorno all'altro o giustificavo le mie "cattive azioni del momento" che Avvocato del Diavolo lèvate), e aspettavo con trepidante attesa la notte della Vigilia per scender in piazza con mia nonna paterna a veder lo zucco prima di cena.
Una cena che, come ho già più volte narrato nel blog, sapeva di pasta, fagioli, pane fritto,cotenna e amore.
IL FANTASMA DEL NATALE PRESENTEè un fantasma molto più mingherlino del precedente. Sebbene la quantità di cibo sia sempre la stessa (e la mia circonferenza ne è la prova), molta di quella magia non c'è più.
Lutti, screzi, maturità...tutto ha ridipinto il Natale di grigio. Grigio in ogni sua sfumatura, ma senza alcunché di osceno o erotico.
I profumi son cambiati, la musica è sparita e pure il presepe non si fa più.
Già, ormai mia madre ha deciso che il "presepe" altri non è che una natività bella e fatta della Thun circondata dalla sua collezione di angioletti di varie forme, materiali, grandezze e pose.
Insomma, il kitsch per eccellenza. Un drappo beige a far da "nuvoletta", cocci di vetro colorati a mo' di sassi e angeli. ANGELI ANGELI E ANGELI.
Oltre a ciò, il Natale adesso è diventato solo oneri; esci a far la spesa, scervellati per fare i regali, ricordati di fare il giro dei parenti e, soprattutto, studia. Studia che la sessione invernale è alle porte.Il Natale presente, per me, è solo freddo come quei sassolini colorati del "presepe" di mamma; è caos, apparenze, preoccupazioni e nostalgia.E ciccia.IL FANTASMA DEL NATALE FUTUROSebbene fino a qualche anno fa avessi le idee chiare sul mio futuro, ora come ora non ho più il coraggio di sbilanciarmi.
Tradotto, non voglio guardare oltre il mese prossimo dato che, ogni qualvolta in cui programmo e progetto qualcosa, c'è sempre un imprevisto (o più di uno) in agguato.
Certo, i desideri canonici per il mio Natale futuro son sempre gli stessi; una famiglia, un lavoro, una casa...ma non so e non voglio sapere se avrà di nuovo un bel profumo o un bel colore che mi riempia l'animo di felicità.
Ciononostante, dato che alberga ancora in me la bambina distruttiva e sognatrice del Natale Passato, di tanto in tanto mi lascio andare con la fantasia; mi vedo intenta ad addobbare l'albero insieme ai miei figli, a raccontar loro qualche storia stando accucciati sul divano, a insegnar loro i nomi delle statuine del presepe, a coccolarli.Mi immagino la loro gioia di fronte ai colori, l'emozione davanti ai suoni, la felicità di un nuovo sapore.Chissà, magari il Natale Futuro sarà proprio fatto di scoperte e riscoperte, di ricordi da dimenticare e ricordi da costruire.Sarà fatto di cartoni animati, di stress per gli acquisti, di recite natalizie, di sclero per il menù della Vigilia, di Babbi Natale da aspettare e di Mamme stanche da tollerare.Tutto sarà diverso e tutto sarà uguale, ma potrò riassaporarlo attraverso gli innocenti occhi dei miei figli.Con nuove tradizioni da costruire e vecchie da rispolverare.Altrimenti, per esser più realistica, immagino il mio Natale Futuro senza il solito palinsesto televisivo che ci propinano da trent'anni a questa parte dato che, ormai, gli attori di "Miracolo nella 34°strada", "Mamma ho perso l'aereo" ecc,ecc hanno quarant'anni l'uno.

Questi sono i miei fantasmi o, per lo meno, alcuni dei tanti che mi tengono compagnia fino alla fine delle festività.E come tradizione ed educazione vuole, concludo il tutto con un semplice ma davvero sentito

BuoneFeste!!![P.S. per i tag nomino tutti i blogger e le blogger di buona volontà]

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