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A Grosseto le prime nozze gay in Italiia

Creato il 10 aprile 2014 da Retrò Online Magazine @retr_online
A Grosseto le prime nozze gay in Italiia apr 10, 2014    Scritto da Eugenia Nicolosi    Attualità, Cronaca 0

A Grosseto le prime nozze gay in Italiia

Si erano sposati a New York nel 2012, Massimiliano Benedetto e Giuseppe Ilaria, chiedendo poi al Comune di Grosseto, dove vivono, di trascrivere nel registro dello stato civile le avvenute nozze.

I due sposi hanno presentato ricorso in Tribunale poiché l’ufficiale di Stato Civile, in quel dicembre del 2012, si rifiutò di registrare il matrimonio.

L’Italia é uno dei paesi più conservatori del mondo occidentale quando si entra in ambito costituzionale e – ancor più – quando si tratta di unioni di fatto, omosessualità o nozze gay.

Il Diritto Civile italiano contempla a stento la convivenza more uxorio tra due persone di sesso opposto e non riconosce in nessun modo le unioni tra due persone dello stesso sesso.

Ogni Comune può, autonomamente, dar vita ad un registro per le unioni civili, escamotage di larghe vedute che ha permesso (per esempio) ai residenti di Milano di veder concretizzato il loro personale ‘per sempre felici e contenti’, seppur valido soltanto entro i confini della città.

Tornando a Giuseppe e Massimiliano, oggi, l’esito positivo di tale vicenda giudiziaria: il Giudice Paolo Cesare Ottati ha ordinato agli ufficiali di Stato Civile del Comune di Grossetto di trascrivere nel registro l’unione tra Giuseppe e Massimiliano in quanto relativamente al matrimonio ‘non è individuabile alcun riferimento al sesso in relazione alle condizioni necessarie’. Specificando nella sentenza che nel nostro ordinamento giuridico non é previsto impedimento alcuno derivante da disposizioni di legge alla trascrizione di un atto di matrimonio celebrato all’estero.

Probabilmente tale sentenza non sarà la felice conclusione di un breve contrattempo, la trascrizione non ha valore costitutivo ma esclusivamente certificativo, pertanto é facile pensare a finali a sorpresa in appello.

La comunità italiana si é unita nell’entusiasmo di un’apertura mentale, nel festeggiamento e nella conquista di una posizione importante nella storia del Diritto Civile. In pochi sono rimasti all’angolo. Tra legislatori poco convinti e poco attenti ai cambiamenti sociali e ça va sans dire, la Curia, si é parlato di ‘strappi’ alle regole e della paura che questa sentenza possa comportare una rivoluzione degli Istituti Matrimoniali, che si sa, sono il pilastro della società italiana. 

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