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A Lettomanoppello viaggio nella speleologia glaciale tra Gorner e Aletsch

Creato il 12 novembre 2019 da Andrea Scatolini @SCINTILENA

Immagini di carsismo glaciale in vista del prossimo Congresso di Finalborgo sul tema

di Marina Ferrazzin
Il Gruppo Speleologico E. A. Martel di Genova ha presentato al Raduno nazionale di Speleologia 2019 "Strisciando 2.0" due video che descrivono le recenti esplorazioni nei ghiacciai svizzeri del Gorner e dell'Aletsch.

Davanti agli occhi del pubblico si sono susseguite forme, colori e musiche che hanno trasportato ogni spettatore in Svizzera, nel cuore di entrambi i ghiacciai. Nonostante la levità e la leggerezza delle immagini che scorrevano sullo schermo, la "speleoglaciologia è uno sport estremo, chi la pratica deve avere competenze di speleologia per scendere in grotta e di tecnica alpinistica per raggiungere il luogo di discesa nel ghiacciaio", ha spiegato Edoardo Coppini, il giovane esploratore del Martel che ha tenuto la presentazione.

Lo studio delle grotte e dei mulini glaciali ha l'obiettivo di effettuare ricerche sul clima locale e ricostruire, per quanto possibile, il "comportamento" della terra: le grotte glaciali, infatti, conservano la memoria del clima e dei luoghi, come archivi del tempo.

Il gruppo Martel partecipa al Progetto di Speleologia Glaciale, nato nel 2008 ad opera di alcuni speleologi specializzati in glaciospeleologia e portato avanti da diversi speleologi di varie regioni che esplorano, documentano e acquisiscono conoscenze sulle maggiori cavità glaciali alpine, collaborando come solo la speleologia trasversale sa fare, per documentare i cambiamenti morfologici delle cavità endoglaciali e subglaciali e monitorare l'idrologia delle aree di carsismo glaciale.

Il gruppo organizza campi di questo genere ogni anno: ogni esplorazione è programmata con cura per ridurre al minimo i rischi, primo tra tutti l'innalzarsi della temperatura che rende più pericolosa la discesa.


La necessità di documentazione video e fotografica delle dinamiche dell'avanzamento nel ghiaccio richiede apparecchiature robuste e una mano ferma: tutto questo regala allo spettatore immagini di grande bellezza delle forme e dei colori dei mulini e delle grotte di contatto.
Scorre l'allegria e l'amicizia nelle immagini del Gruppo, traspare la serietà e la fatica, e anche l'attenzione e la cura dei particolari.

Nel 2019 il Gruppo è tornato al Ghiacciaio di Forni, in Valtellina, sul versante lombardo dello Stelvio, quasi a salutare quello che è ancora il più grande ghiacciaio vallivo delle Alpi. Forni si sta ritirando alla velocità di cento metri l'anno, fino al crollo di agosto che ha aperto cavità sotterranee effimere.

La suggestiva presentazione è stata il preludio al prossimo Convegno nazionale sullo stato d'arte della Speleologia glaciale e della nascente Commissione Tecnica Nazionale S.S.I., che avrà luogo a Finalborgo (SV) i prossimi 16 e 17 novembre.
https://www.speleo.it/site/index.php/patrocini/915-convegno-dentro-un-pozzo-di-cielo-la-speleologia-nei-ghiacciai


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